Russia, Putin governerà a vita senza farsi vedere: come riformerà la Costituzione

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Data ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2020

Vladimir Putin guida la Russia da 21 anni. Malgrado la Nato abbia circondato la Russia con basi; l’Unione europea cerchi di isolarlo a colpi di dazi; le altre super potenze lo si abbiano escluso dal G7; in Ucraina ci sia stato un Golpe per destituire il Premier filo-russo; venga da anni accusato di omicidi di suoi oppositori; le elezioni che si svolgono in Russia siano sempre bollate come brogli; da qualche anno girino cattive voci sulla sua salute.

Il nostro Paese, in modo autolesionistico, in questi anni si è accodato alle politiche imposte dalla Germania, dalla Francia e dall’America guidata da Obama per isolare e mitigare il potere di Putin. Il che ha finito solo per danneggiare le piccole e medie imprese del Nord-Est che da decenni hanno rapporti commerciali con i russi (in realtà il nostro Paese in generale ne ha dal 1500). Nonché il nostro approvvigionamento di petrolio e gas dal paese ex sovietico.

Infatti, tra le poche cose apprezzabili del governo Berlusconi, va annoverata l’amicizia con il buon Vladimir. Mentre la Germania, che la osteggia in seno all’Ue imponendo una linea avversa, stringe con la Russia accordi bilaterali, perseguendo i propri interessi nazionali. Ultimo proprio in questi giorni.

E pensare che Putin ha avuto un ruolo molto importante nella lotta all’Isis. E sta controbilanciando l’avanzata turca in Siria e Libia, facendo un favore ai nostri interessi sul Mediterraneo.

Il mandato di Vladimir Putin come Presidente della Repubblica scadrà nel 2024. Tuttavia, lo Zar dei giorni nostri farà presto varare una riforma della Costituzione che gli garantirà il potere a vita. Sebbene dietro le quinte, nella stanza dei bottoni. Ecco cosa [sta_anchor id=”putin”]prevede[/sta_anchor].

Putin come cambia la Costituzione della Russia

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Come riporta Il Post, la proposta prevede la riduzione dei poteri del presidente dopo il 2024. Proprio quando Putin dovrà lasciare il suo incarico per avere raggiunto il numero massimo di mandati consecutivi (due) consentiti dalla Costituzione.

Dà inoltre al parlamento il potere di confermare il primo ministro e il suo governo – potere che ora è attribuito al presidente – e rafforza il ruolo del Consiglio di Stato, organo che è presieduto da Putin ma che oggi ha un ruolo marginale ed è incaricato di consigliare il presidente su questioni soprattutto legate alla difesa e alla sicurezza.

Nella proposta annunciata mercoledì, il Consiglio di Stato verrà inserito nella Costituzione, diventando quindi uno degli organi più importanti dello stato russo.

Poco dopo il discorso di Putin rivolto alla nazione, il primo ministro Dmitry Medvedev ha annunciato le dimissioni sue e del suo governo, in una mossa apparentemente concordata in precedenza con lo stesso presidente. Medvedev si è alternato con Putin al potere, così da garantirgli continuità.

Tuttavia, non ha la sua stessa popolarità, dato che quella di Putin supera il 60%, mentre Medvedev non arriva al 40.

Tuttavia, Medvedev avrà un nuovo incarico: quello di vicecapo del Consiglio di Stato, lo stesso organo che Putin vorrebbe inserire nella Costituzione. Un ruolo che consentirà a Putin di tenere sotto controllo l’operato del Consiglio di Stato, che è formato dai capi delle forze armate e delle agenzie di sicurezza russe.

Un’altra modifica della Costituzione è pensata anche per vincolare sempre più l’attività degli organi municipali a quella degli organi statali, saldamente sotto il controllo di Putin e dei suoi alleati. Una mossa non casuale, visto che alle ultime amministrative gli oppositori del presidente russo hanno ottenuto importanti successi.

La mossa di Putin ha dei precedenti, come quella di Lee Kuan Yew, l’uomo che “costruì” Singapore e che continuò ad avere grande influenza anche dopo avere progressivamente lasciato il potere. Oppure il kazako Nursultan Nazarbayev, che lo scorso anno ha lasciato la presidenza e ha assunto l’incarico di capo di un organo appena creato, chiamato Consiglio di Sicurezza.

Chi è Mikhail Mishustin, nuovo Premier russo

Mikhail Mishustin chi è

A prendere il posto di Medveded è Mikhail Mishustin. Come riporta sempre Il Post, si tratta di un tecnocrate di 53 anni poco conosciuto, che negli ultimi dieci anni ha lavorato come capo dell’agenzia russa che si occupa di tasse.

In virtù di ciò, non dà la sensazione di avere esperienza e profilo sufficienti per agire in maniera indipendente dal presidente.

La sua nomina è stata indicata mercoledì da Putin e approvata giovedì dalla Duma con 383 voti a favore su 424, 41 astensioni e nessun voto contrario.

Secondo il giornalista Giulietto Chiesa, grande esperto di cose russe, con questa mossa Putin fa fuori un Premier che non gode di particolare popolarità e cerca di mescolare le carte dopo il malcontento generale dovuto alla recente riforma delle pensioni.

Inoltre, essendo la Russia flagellata da un’alta corruzione, peraltor percepita dal popolo, piazzando un burocrate del Fisco ha voluto dare anche un concomitante segnale di lotta ad essa.

Insomma, Putin sostituisce un burattino con un altro. E governerà ancora per un bel po’. Per buona pace del resto del Mondo.

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