Parigi, 400 persone sfrattate per Olimpiadi 2024: liberista Macron mostra ancora muscoli

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Negli ultimi anni, quando si parla di Olimpiadi, si discute sempre della loro opportunità. Dei costi che comportano, dei possibili ricavi, se siano soprattutto un inutile spreco, una fonte di corruzione, se siano eco-sostenibili.

Tutte queste domande fino agli anni ‘90 non ce le si poneva più di tanto. Ogni Paese presentava la sua candidatura e veniva approvato/bocciato in base alla bontà o meno del proprio progetto.

Oggi invece c’è maggiore attenzione per i bilanci, dato che tutti gli Stati sviluppati sono commissariati da banche e borse. In Europa, ad esempio, a fare scuola sono state le Olimpiadi di Atene 2004. Goccia che ha fatto traboccare di tutti i guai della Grecia, Paese che ha truccato i conti per entrare nell’Unione europea.

Le Olimpiadi invernali di Sochi in Russia del 2014 sono state invece criticate per la loro scarsa eco-sostenibilità, all’opposto di quelle di Londra 2012. A Torino, invece, le Olimpiadi invernali del 2006 sono state da un lato occasione di riqualificazione di alcune parti della città, nonché di realizzazione di una metro moderna. Ma dall’altro hanno lasciato in eredità molte opere inutili ed enti costosi.

Mentre ha fatto discutere la scelta del Comune di Roma di rinunciare alla propria candidatura per le Olimpiadi 2024. L’allora neo subentrata Giunta Raggi non se l’è sentita di affrontare una macchina organizzativa così pesante. In un momento delicato per la città, tra emergenza rifiuti e gli scandali legati alla gestione dell’immigrazione.

Ad aggiudicarsi quelle Olimpiadi sono stati proprio i francesi, coi quali ci lega una eterna concorrenza. E il Governo Macron non ha perso tempo nel far uscire fuori la propria (in realtà poco celata) anima capitalista. Tra sfratti e dislocazioni in un quartiere periferico della capitale [sta_anchor id=”parigi”]transalpina[/sta_anchor].

Olimpiadi Parigi 2024, via agli sfratti

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La denuncia è partita dalla compagine parigina di Potere al popolo, riportata da Contropiano.

Almeno 400 abitanti del 93°, dipartimento nella banlieue nord, perderanno le loro case a causa della costruzione del Villaggio Olimpico per i Giochi che Parigi ospiterà nel 2024. Tuttavia, in realtà, la zona di Saint-Denis ospiterà gran parte delle gare e delle infrastrutture per la sua vicinanza allo Stade de France e alla futura Gare de Grand Paris. Si tratta di una sostanziale trasformazione dell’intera zona della Plaine del 93°, la quale sarà colpita dai vari progetti prima, durante e dopo le Olimpiadi.

Il Comitato Internazionale Olimpico ha tenuto nei giorni del 26 e 27 novembre a Parigi una riunione di aggiornamento ed eventuale revisione del progetto. Da questa, come dalle precedenti decisioni, sono stati completamente esclusi gli abitanti del 93°, sui quali ricadranno direttamente i costi sociali del progetto, e le associazioni attive per dimostrare le conseguenze e i rischi di questa trasformazione forzata.

Per la costruzione degli impianti olimpici saranno state sfrattate diverse unità abitative, una residenza universitaria e il Foyer Adef. Le aziende della zona industriale della vecchia Saint-Ouen saranno sciuramente ricollocate in un’altra parte del dipartimento, così come gli studenti della residenza universitaria.

Al contrario, il Foyer Adef dei lavoratori migranti verrà demolito senza soluzioni abitative alternative. Poiché i foyer della regione sono già congestionati, qualsiasi possibile trasferimento sarà fuori da Saint-Denis e Saint-Ouen.

Olimpiadi Parigi 2024, parte la speculazione immobiliare

’Île-Saint-Denis parigi foto

Che ne sarà delle diverse strutture e degli impianti olimpici dopo le Olimpiadi del 2024? La questione è preoccupante, vista l’ampiezza del progetto. Il Villaggio Olimpico si estenderà su 51 ettari, a Saint-Denis, Saint-Ouen e L’Île-Saint-Denis, con 17.000 posti letto per ospitare gli atleti.

Dovrebbe essere convertito in 22.000 unità abitative, 900 unità abitative per studenti, 100.000 m² di uffici e 3 ettari di spazio verde. Gli alloggi saranno di alta qualità e quindi finanziariamente inaccessibili per gran parte della popolazione locale.

L’organizzazione dei Giochi Olimpici a Saint-Denis, e tutto ciò che ne deriva, porterà ad un aumento del prezzo dei terreni e delle abitazioni intorno allo Stade de France e al futuro Villaggio Olimpico.

Con la costruzione della Gare de Grand Paris e delle nuove linee della metropolitana – estensione delle linee 12 e 14 e creazione della 16 – Saint-Denis diventerà un’area molto attraente per i promotori immobiliari. I prezzi degli affitti aumenteranno, soprattutto quelli delle abitazioni costruite nell’ambito della conversione degli impianti olimpici.

I quartieri popolari della zona subiranno un profondo processo di gentrificazione che costringerà gran parte della popolazione che attualmente vi abita attualmente ad andarsene.

Insomma, il centro borghese che sconfigge la periferia proletaria. Proprio come avvenne nelle urne tra Macron e la Le Pen.

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