Scopriamo la trama di Palestine 36, film che racconta la Palestina prima della nascita di Israele. Passato in sordina rispetto a NAZA.
NAZA è un documentario in cui ufficiali dell’intelligence e soldati israeliani, con il volto nascosto, raccontano come Gaza sia stata trasformata in un sistema di bersagli, di punteggi, di morti civili calcolate in anticipo. Il titolo prende spunto dal termine utilizzato dall’esercito israeliano usava per indicare quanti civili una singola incursione avrebbe presumibilmente ucciso.
All’ultimo Festival del Cinema di Venezia ha ottenuto 25 minuti di applausi, superando di 2 minuti gli applausi incassati l’anno precedente da La voce di Hind Rajab, altro film sul dramma dei palestinesi.
Per carità, i docufilm di denuncia sono sempre importanti. Ma ci sono docufilm e docufilm. L’opinione pubblica occidentale, soprattutto quella che gestisce i media mainstream, sembra dare maggiore valore alla denuncia quando parte da israeliani pentiti o imbarazzati al cospetto delle barbarie perpetrate dal loro governo nella striscia di Gaza. Mentre la visione palestinese viene spesso ritenuta di parte, esagerata, costruita a tavolino.
Un questa ottica, più che NAZA, vale la pena guardare Palestine 36.
Di cosa parla Palestine 36?
Come racconta Contropiano, il film di Annemarie Jacir ci porta nel 1936, dentro una società palestinese che affronta il dominio coloniale britannico, la spoliazione e una catastrofe che si avvicina.
Il lungometraggio è frutto di un lavoro di ben 10 anni, realizzato da mani palestinesi, ed è l’unico lungometraggio girato in Palestina in questi due anni di guerra. Tra le scene più toccanti, soprattutto perché reali, quella di una bambina che corre lungo le mura di Gerusalemme.
Pertanto, ci mostra una Palestina ante-Israele. Ci ricorda, pertanto, che i palestinesi già c’erano. Avevano una propria storia, una propria politica, una propria memoria. Oggi invece loro sono dipinti come gli occupanti, un rifiuto da eliminare.
Nel cast vanta la presenza di Robert Aramayo (Captain Orde Wingate), Liam Cunningham (Charles Tegart) e Jeremy Irons (Arthur Wauchope).