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Lega, Alberto da Giussano mai esistito: la bufala storica

Data ultima modifica: 16 Settembre 2019

Alberto da Giussano è realmente esistito? Pare proprio di no. Anche quest’anno si è tenuto il tradizionale raduno di Pontida della Lega, giunto alla sua 29ma edizione. L’evento è un raduno annuale degli appartenenti alla Lega Nord a Pontida, Comune del bergamasco, per celebrare il Giuramento di Pontida.

Che secondo la tradizione si sarebbe tenuto il 7 aprile 1167 portando alla nascita la Lega Lombarda contro Federico I Barbarossa.

Da quando segretario è Matteo Salvini, ovvero il 2014, il raduno di Pontida parla a tutto il Paese. La parola Nord è stata abolita, il nemico è l’Euro e non più la Lira, ad essere ladrona non è più Roma ma Bruxelles, non si parla più di secessione del Nord o di nascita della Padania, ma di unità nazionale contro il nemico comune: l’Unione europea. Sul palco non c’è più la vecchia guardia (Bossi, Maroni, Borghezio, Calderoli), rottamati come fatto dall’altro Matteo; ormai ritenuti anacronistici, quasi scomodi ed imbarazzanti per questa Lega col lifting.

Tantissime le persone accorse, anche dal Sud, per ascoltare il sempre efficace leader-oratore Matteo Salvini. Il quale ha basato ovviamente buona parte del suo discorso sulla lotta al governo in carica, sui suoi ex compagni di viaggio ormai chiamati traditori, sulla cristianità e roba simile.

Perché Matteo Salvini, anche da Ministro degli interni, ha confermato che preferisce le piazze agli uffici. I palchi alle scartoffie. La propaganda ai fatti. Ha voluto staccare la spina al Governo Conte per non perdere il consenso, in vista di una difficile manovra finanziaria. Certo, poi i Cinquestelle c’hanno messo del loro, facendo presto a passare col nemico Pd.

Come noto, il simbolo della Lega, anche questa 2.0, resta, oltre al Carroccio e allo scudo crociato, anche il condottiero Alberto da Giussano, il quale nel XII secolo avrebbe portato alla vittoria la Lega Lombarda contro l’Impero e Federico I il Barbarossa. Peccato però che molti storici siano concordi sul fatto che questo personaggio non sia mai [sta_anchor id=”lega”]esistito[/sta_anchor].

Alberto da Giussano libro dimostra che non esiste

Alberto da Giussano

A sollevare per primo la questione fu un libro del 2010: “Legnano 1176. Una battaglia per la libertà”, scritto da Paolo Grillo, edito da Laterza.

Come riporta Il Fatto quotidiano, Paolo Grillo, allora era un giovane professore del Dipartimento di Scienze della storia e della documentazione storica dell’Università di Milano, il quale ricordava che l’inesistenza del personaggio di Alberto da Giussano è una tesi oramai acclarata da tempo nella comunità scientifica internazionale.

Gli studiosi – afferma il professore – sanno da quasi un secolo che da Giussano non è mai esistito: non è citato in nessun documento e in nessuna cronaca contemporanea. Il primo a parlarne è Galvano Fiamma, un autore poco affidabile e soprattutto posteriore di quasi due secoli ai fatti della battaglia di Legnano”.

Grillo oltre a ricordare che Alberto Da Giussano è una “patacca storica” rilancia e immagina un altro condottiero a guidar le sorti dei lombardi uniti contro l’Impero.

La novità che propongo io – spiega Grillo – è identificare in Guido da Landriano il comandante della Lega Lombarda. Come dimostra un documento, nel 1176 da Landriano era console di Milano e rettore della Lega: si trovava quindi in una posizione ideale per essere la guida di un esercito coalizzato, del quale però i milanesi costituivano la componente principale”.

Grillo però vorrebbe che sui suoi studi fosse mantenuta una certa sobrietà e il giusto rigore scientifico.

La mia – sostiene – vuole essere una ricerca di storia, priva di implicazioni localiste o politiche. Essa nasce dall’intento di proporre uno studio aggiornato e analitico sulla battaglia di Legnano, un evento poco considerato dalla storiografia italiana. Ho dunque riconsiderato tutte le fonti, cronache e documenti dell’epoca per ricostruire nel dettaglio il quadro politico-militare di quel 29 maggio 1176. Il problema dell’identità del comandante della Lega, sebbene abbia suscitato un certo interesse, è tutto sommato secondario nel quadro più generale del libro. In esso si vuole ribadire soprattutto l’importanza fondamentale della battaglia di Legnano come momento di scontro fra due modi molto diversi di concepire la società: quello gerarchico e feudale simboleggiato dalla cavalleria pesante tedesca e quello egualitario e partecipativo simboleggiato dalla massa dei fanti e dei cavalieri dei comuni italiani”.

Infine, il Professor Grillo ci tiene comunque a sottolineare che i simboli hanno comunque una loro importanza sociale, a prescindere dalla reale o meno veridicità storica su cui poggiano:

In conclusione – termina il professore – ribadisco che Alberto da Giussano è un personaggio di fantasia. Si tratta di una verità storica provata in modo convincente già nel 1914, tanto che egli non è citato in nessuno dei repertori più affidabili, dall’Enciclopedia Italiana al Dizionario Biografico degli Italiani. D’altronde, non credo che il fatto costituisca un vero problema: per la Lega Alberto da Giussano è un simbolo. E i simboli, come dimostrano Robin Hood o Guglielmo Tell, non devono avere necessariamente consistenza storica”.

Alberto da Giussano prove che non esiste

alberto da giussano statua

Come riporta Wikipedia, in base invece alle fonti storiche, l’eroica e decisiva resistenza intorno al Carroccio fu compiuta dalla fanteria comunale, che permise alla restante parte dell’esercito della Lega Lombarda, in realtà capitanata da Guido da Landriano, di sopraggiungere da Milano e di sconfiggere Federico Barbarossa nel celebre scontro di Legnano.

Il Carroccio, in particolare, fu posizionato sul bordo di un ripido pendio fiancheggiante il fiume Olona, così che la cavalleria imperiale, il cui arrivo era previsto lungo il corso del fiume, sarebbe stata obbligata ad assalire il centro dell’esercito della Lega Lombarda risalendo la scarpata. Il Barbarossa sarebbe stato quindi obbligato ad assalire l’esercito comunale in una situazione di svantaggio, dato che avrebbe dovuto attaccare dal basso risalendo tale avvallamento.

Considerando le fasi dello scontro, questo potrebbe significare che la famosa battaglia potrebbe essere stata combattuta anche su parte del territorio ora appartenente al comune di San Giorgio su Legnano in prossimità del quartiere di Legnano “costa di San Giorgio”, oppure sul territorio dell’odierno quartiere San Martino a Legnano, non essendo individuabile, in altre parti della zona, un avvallamento con queste caratteristiche.

L’esercito del Barbarossa arrivò poi dalla parte opposta, da Borsano: ciò obbligò i fanti comunali a resistere intorno al Carroccio, visto che avevano la strada di fuga sbarrata dal fiume Olona, che avevano alle spalle.

Ricerche storiche su Alberto da Giussano

alberto da giussano simbolo lega

Ma ci sono altri studi storici che confutano l’esistenza di Alberto da Giussano. Ricerche storiche eseguite per altri scopi da Pio Pecchiai hanno rintracciato tal Alberto da Giussano, milanese, contemporaneo agli avvenimenti citati, che viene menzionato, nel 1196, in un ricorso presentato a papa Celestino III da parte di una cinquantina di vicini della Porta Comacina di Milano per una vertenza circa l’amministrazione della chiesa-ospedale di San Sempliciano (al tempo gli ospedali erano spesso legati a strutture religiose).

Il fatto che figuri il nome di un Alberto da Giussano ci può render certi almeno dell’esistenza, proprio in anni vicini all’epoca della lotta della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa, di una persona di tale nome, seppure non sussista alcuna certezza che si trattasse di un condottiero, né tanto meno che ci si riferisse al capitano che prese parte alla battaglia alla testa della Compagnia della Morte.

Si è poi tentato di identificare Alberto da Giussano con due personaggi storici, Albertus de Carathe (Alberto da Carate) e Albertus Longus (Alberto Longo), che figurano tra i firmatari, per il comune di Milano, del patto istitutivo della Lega Lombarda (Cremona, marzo 1167).

Il fatto più sorprendente rimane comunque che l’Alberto da Giussano citato nel documento notarile dell’epoca avrebbe abitato presso la chiesa-ospedale di San Simpliciano dove la leggenda narra che si fossero levate in volo le tre bianche colombe che i combattenti avrebbero visto durante la battaglia di Legnano posarsi sul pennone del Carroccio. Il documento notarile che contiene l’elenco, non datato, è comunque attribuibile agli anni 1195-1196, il che dimostra che la famiglia “Da Giussano” è milanese e presenta anche suoi esponenti al vertice delle istituzioni comunali cittadine.

Contemporaneo alla battaglia di Legnano è pure un tal Ottone da Giussano, che possedeva beni in Arosio (molto vicino a Giussano) e dintorni. Doveva essere una persona ricca e ragguardevole: il suo nome ricorre in atti del 1183, ovvero del medesimo anno della stipula della pace di Costanza (che venne firmata il 25 giugno del 1183 tra Federico Barbarossa ed i rappresentanti della Lega Lombarda in seguito agli avvenimenti collegati alla battaglia di Legnano), oltre che in documenti del 1190, del 1199 e del 1202.

In questi documenti non viene però specificato se costui fosse fratello di Alberto e di Rainerio, ovvero dei due fratelli che parteciparono, secondo la leggenda, alla battaglia di Legnano. L’unico fatto certo è che si trattava di una persona davvero facoltosa e che avrebbe avuto certamente tutto da perdere con la politica del Barbarossa.

Tutte queste identificazioni in persone realmente esistite dell’Alberto da Giussano capitano della Lega Lombarda sono però deboli, visto che sono prive di conferme storiche chiare e convincenti.

E pensare che su questa vicenda è stato anche ideato un film nel 2009, Barbarossa. Il quale, incluse le spese per il lancio, è costato 12.000.000 euro, di cui 1.600.000 euro pubblici. Costi comunque contenuti grazie al fatto che sia stato girato in Romania.

È stato coprodotto da Rai Trade (distributore nelle sale cinematografiche e della versione televisiva) e finanziato per il 60% da un consorzio di imprenditori privati.

Fu definito il film voluto dalla Lega, allora al potere è in grande slancio, avendo ottenuto il 9% alle europee, facendo breccia anche in Toscana ed Emilia Romagna. Un film su un personaggio farlocco, girato nel paese dei tanto vilipesi, dai lombardi, rumeni.

Ma anche in questi giorni, intorno alla figura dell’inesistente Alberto da Giussano, si è riunito in maniera folkloristica un popolo.

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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