Fisici americani combinano fotoni ed elettroni e ciò può rendere l’Intelligenza artificiale a basso consumo.
Sono passati ormai ottant’anni da quando i ricercatori J. Presper Eckert e John Mauchly dell’Università della Pennsylvania (USA) svilupparono ENIAC, il primo computer elettronico per uso generale, la cui architettura di base è ancora oggi impiegata nei nostri PC.
Gli elettroni in “elettronico”, però, stanno iniziando a mostrare la loro età: avendo una carica (negativa, in questo caso), perdono energia sotto forma di calore1, incontrano resistenza mentre si muovono all’interno dei materiali e diventano più difficili da controllare con l’aumento del volume di dati gestito da chip via via più avanzati.
Intelligenza artificiale a basso consumo: la nuova speranza
Fortunatamente un gruppo di ricerca sempre dell’Università della Pennsylvania sembra essere riuscito a chiudere il cerchio tracciato da Eckert e Mauchly, con un avanzamento tecnologico ottenuto grazie alla combinazione di elettroni e fotoni (le particelle di luce) in qualcosa di altamente esotico: le quasiparticelle note come eccitoni-polaritoni.