In Argentina l’Hantavirus si sta diffondendo in maniera preoccupante dal luglio 2025, a causa dei cambiamenti climatici.
Articolo in sintesi:
- Quali sono i sintomi dell’Hantavirus?
Fase iniziale (dalla prima alla sesta settimana dal contagio):
Febbre alta, brividi
Mal di testa intenso
Dolori muscolari (cosce, schiena, fianchi)
Stanchezza profonda
Nausea, vomito, diarrea
Dolore addominale
Fase avanzata (dopo quasi 2 mesi in poi):
Tosse secca
Fiato corto, difficoltà a respirare
Senso di costrizione al petto
Edema polmonare (liquido nei polmoni)
Possibile shock cardiocircolatorio - Come si trasmette l’Hantavirus?
Dai topi agli esseri umani tramite contatto con le feci dei roditori. Da uomo a uomo la trasmissione è più difficile e riguarda contatti stretti e prolungati (conviventi con i quali si condividono cibo e letto).
- Chi rischia di più?
Gli uomini dai 20 ai 49 anni. Mentre la mortalità è particolarmente alta dai 20 ai 39 anni.
Il caso della nave da crociera MV Hondius
Sta destando preoccupazione il caso della nave da crociera MV Hondius, battente bandiera olandese, ferma nell’Atlantico poiché vi sono dei casi di Hantavirus, un virus che si trasmette da roditore a uomo tramite contatto diretto delle feci. In questo caso si tratterebbe di topi.
La mappa della diffusione più probabile è che una coppia di turisti olandesi, lui 70 anni, lei 69, era partita mesi prima per un lungo viaggio on the road in Sudamerica. Prima di imbarcarsi a Ushuaia, la città più australe del mondo, avevano visitato il Cile e l’Argentina.
Avevano fatto escursioni, camminato tra i boschi della Patagonia. Ma anche un’escursione di birdwatching nei dintorni di Ushuaia, la porta d’accesso all’Antartide. Ed è qui che avrebbero contratto l’Hantavirus.
La coppia è morta a distanza di pochi giorni: lui l’11 aprile, lei il 26 dello stesso mese. Erano in viaggio sulla nave da crociera e poco dopo, un’altra passeggera è deceduta: una donna di origini tedesche, il 2 maggio.
Ora però sta emergendo una verità fino ad ora taciuta: in Argentina l’Hantavirus è già endemico dallo scorso luglio.
Allarme Hantavirus in Argentina
Come spiega Quotidiano sanità, tra luglio 2025 e la fine di aprile 2026, l’Argentina ha registrato 101 casi confermati di hantavirus. Trentadue di questi sono finiti in tragedia, il che significa un tasso di letalità quasi del 32%. Più del doppio rispetto alla media dei cinque anni precedenti.
Il numero che preoccupa è che nel 2025 i decessi erano stati solo 11. In Argentina l’Hantavirus non è infatti una novità: il paese che ha dato i natali a fuoriclasse come Maradona o Messi, è costantemente al primo posto in tutta la regione dell’America Latina per incidenza di questa malattia rara, trasmessa dai roditori.
Inoltre, sta cambiando la mappa del virus: se prima infatti colpiva le zone più rurali e periferiche, dove insiste maggiormente la vegetazione. Ora ad essere interessata è la regione del Centro, e in particolare la provincia di Buenos Aires, come noto molto popolosa e cementificata. Qui il virus tramsetto dai topi ha registrato ben 54 casi – oltre la metà del totale nazionale – con un tasso di incidenza che rappresenta il massimo storico per quel territorio. La sola capitale Buenos Aires ha contato 42 casi confermati e 16 decessi.
Il Nord-Ovest ha da parte sua registrato 36 casi concentrati quasi interamente nelle province di Salta (30 casi) e Jujuy. Ma qui la letalità è stata ancora più drammatica: a Salta si sono registrati 10 decessi, con un tasso di mortalità di 6,59 per milione di abitanti, il più alto dell’intero paese.
Infine la zona meridionale, come la Patagonia: anche a Río Colorado, località fuori dalle aree storicamente endemiche per l’hantavirus, un residente si è ammalato.
Questo cambiamento è prodotto, manco a dirlo, dai cambiamenti climatici. Il clima argentino sta diventando sempre più tropicale, il che porta i topi a spostarsi più rapidamente verso il centro in cerca di cibo e acqua.
Inoltre, sempre il clima tropicale ha portato nuove piante che producono semi, i quali a loro volta favoriscono la proliferazione dei roditori.
Chi colpisce di più l’Hantavirus?
La vittima tipica dell’Hantavirus è un uomo con una età media di 36 anni. La popolazione principale (69%) rientra in una fascia d’età compresa tra i 20 e i 49 anni. Quindi giovani, non certo anziani o bambini come accade per la stragrande maggioranza dei virus.
Volendo ancora di più stringere l’età anagrafica, a rischiare maggiormente sono gli Under 40, ossia gli uomni con una età compresa tra i 20 e i 39 anni. Dove il virus risulta mortale per il 38%.
Come si trasmette l’Hantavirus?
Ciò che preoccupa è la trasmissione da uomo a uomo, che però avviene, come spiega il portale del Sismed, tramite contatti stretti e prolungati (partner, conviventi, persone con cui si condividono cibo e letti per intenderci).
La quasi totalità degli hantavirus non si trasmette tra esseri umani. L’unica eccezione conosciuta è proprio il ceppo Andes, quello identificato sulla nave da crociera Hondius. Ma comunque non è facile che ciò avvenga: non basta la semplice respirazione o il contatto con goccioline per intenderci.
Quali sono i sintomi dell’Hantavirus
Ecco quali sono i sintomi principali dell’Hantavirus.
Fase iniziale (dalla prima alla sesta settimana dal contagio):
- Febbre alta, brividi
- Mal di testa intenso
- Dolori muscolari (cosce, schiena, fianchi)
- Stanchezza profonda
- Nausea, vomito, diarrea
- Dolore addominale
Fase avanzata (dopo quasi 2 mesi in poi):
- Tosse secca
- Fiato corto, difficoltà a respirare
- Senso di costrizione al petto
- Edema polmonare (liquido nei polmoni)
- Possibile shock cardiocircolatorio