Gas, Algeria invece della Russia: perché sarebbe una beffa

Gas, Algeria invece della Russia: perché sarebbe una beffa

Introduzione

Con la riduzione di circa un terzo dell’approvvigionamento di gas dalla Libia – dovuto alla rimozione di Gheddafi voluta dai francesi estromettendoci di fatto dai nostri privilegi rispetto al paese nordafricano – è aumentata la nostra dipendenza dal gas russo. Che ormai sfiora il 30%, soddisfacendo il 40% del fabbisogno italiano.

Il governo Draghi sta cercando di ridurre il più possibile questa dipendenza, in linea con la politica anti-russa che stiamo perpetuando ormai da un decennio. Schiacciati come siamo sulle posizioni pro-tedesche e americane.

L’ultima mossa, anche nel ridicolo tentativo di danneggiare l’economia della Russia, è quella di aumentare la fornitura di gas dall’Algeria. Eppure, questa scelta sa di beffa.

Gas dall’Algeria: perché sarebbe una beffa

Come rivela Il Giornale, sostituire l’Algeria con la Russia suonerebbe come una beffa. Un gattopardianocambiare tutto per non cambiare niente“.

L’Algeria, infatti, è uno storico partner della Russia: Mosca ha sostenuto il Fronte di Liberazione Nazionale algerino quando combatteva per l’indipendenza dalla Francia, e avere sostegno dell’allora Urss era vitale.

Durante la guerra d’indipendenza algerina, l’ Unione Sovietica aveva fornito assistenza militare, tecnica e materiale all’Algeria. La cooperazione economica e commerciale tra i due Paesi è iniziata sin dagli anni ’60 quando l’Algeria aveva bisogno di assistenza nella creazione di una base industriale nazionale e nello sviluppo di industrie come l’energia, l’estrazione mineraria e la metallurgia, l’ingegneria, la gestione dell’acqua.

L’URSS è stato il primo Paese al mondo a riconoscere de facto il governo provvisorio della Repubblica algerina nell’ottobre 1960, e poi de jure il 23 marzo 1962, stabilendo relazioni diplomatiche con questo Paese. Nonostante le relazioni tra le due nazioni si siano interrotte negli anni ’90 a causa della crisi economica della Russia, recentemente le relazioni si sono rinsaldate.

La Federazione Russa ha concluso diversi accordi di armi con l’Algeria e nel marzo 2006 Vladimir Putin ha visitato Algeri per negoziare la liquidazione del debito dell’era sovietica. La Federazione Russa ha accettato di condonare il debito in cambio di un accordo dell’Algeria per l’acquisto di una certa quantità di beni industriali dalla Russia.

La cooperazione tra i Paesi è aumentata nell’agosto 2006 con la firma di un Memorandum d’intesa tra Gazprom e Sonatrach, rispettivamente le società russe e algerine del gas naturale.

Gas dall’Algeria: il Fronte Polisario

Inoltre, l’Algeria è il primo acquirente di armamenti russi nel Continente africano, armamenti e know-how militare spesso condivisi con il Fronte Polisario (Frente Popular de Liberación de Saguía el Hamra y Río de Oro), il movimento politico e militare attivo dagli anni ’70 nella regione del Sahara Occidentale (ricca di fosfati) per la quale i suoi appartenenti rivendicano l’indipendenza dal Marocco attraverso la lotta armata. Il che ha portato a contrasti con l’Iran.

Oltretutto, secondo i servizi di intelligence marocchini, molti appartenenti al Fronte Polisario sono coinvolti nel narcotraffico, altri hanno legami con i terroristi islamici affiliati ad al Qaida nel Maghreb islamico, come gli appartenenti al gruppo locale salafita denominato Imarat Assahraa (l’Emirato del Sahara ) proveniente dai campi del Polisario che iniziò a svilupparsi proprio nel sud dell’Algeria.

Mentre il leader del Polisario, Brahim Ghali, è accusato di crimini che si sarebbero verificati tra il 1976 al 1989 ai danni di civili spagnoli e saharawi, e 13 ONG iberiche elencano più di 300 crimini terroristici condotti da Ghali e altri guerriglieri del Fronte Polisario tra il 1973 e il 1986.

Infine, Ghali è attualmente oggetto di numerose denunce presentate alla giustizia spagnola da ex membri del Fronte Polisario per violazione dei diritti umani e crimini di terrorismo, stupro, sequestro di persone, torture, sparizioni forzate, di appropriazione indebita di aiuti umanitari, finanziari e materiali forniti da ONG, nonché da organizzazioni internazionali.

Da dove arriva il gas in Italia

Come riporta Luce-Gas, attualmente i paesi che erogano gas all’Italia sono i seguenti, in ordine di metri cubi importati:

Nazione di provenienzaGas importato
Miliardi di metri cubi
% del consumo italiano
Russia28,540,7%
Algeria15,121,5%
Libia4,46,2%
Norvegia6,99,8%
Qatar6,99.8%
Stati Uniti1,72,4%
Produzione Nazionale4,15,8%
Altri2,73,8%
Fonte Bilancio Gas Naturale MSE 2020

Conclusioni

A parte la questione gas, grano, mais e riduzione drastica del turismo lusso, non dimentichiamoci che dalla Russia arriva anche il palladio, molto utilizzato nell’industria. Ma anche i fertilizzanti per le colture. Insomma, un bel disastro.

L’America spera di darci il suo gas, ma costerebbe tre volte di più perché, oltre al trasporto via nave più lungo, una volta arrivato andrebbe anche trattato.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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