Guerra in Ucraina, anche mutui in aumento: perché e come fare

Guerra in Ucraina, anche mutui in aumento: perché e come fare

Introduzione

La Guerra in Ucraina ha comportato l’aumento dei costi di molti beni di prima necessità: dagli alimenti agli idrocarburi. Per effetto diretto e indiretto. Ma ad aumentare sono anche i mutui.

Il mutuo è già di per sé un incubo per molti italiani, visto che si tratta di un impegno che si perpetua per anni e consiste in una pesante rata da sottrarre alla propria entrata. Ma è anche una soddisfazione quando giunge al termine, poiché avremo ottenuto come ricompensa una casa di proprietà.

Ma perché la guerra in Ucraina ha comportato un aumento dei mutui? Come risolvere? Vediamolo di seguito.

Perché Guerra in Ucraina ha portato aumento dei mutui

Come denuncia il portale Consumatore, le conseguenze economiche della guerra si registrano anche sulle rate dei mutui con l’inevitabile incremento dei tassi di interesse:

  • IRS: il valore di riferimento dei tassi di interessi applicati a un prestito a tasso fisso
  • EURIBOR: il parametro di riferimento che le banche utilizzano per decidere quale prezzo applicare alle rate dei mutui a tasso variabile

L’Irs ha attualmente superato l’1% mentre l’Euribor è stabile allo 0,53% ma si prevede una crescita nei prossimi mesi.

per capire bene la situazione basta pensare che ad inizio febbraio l’interest rate swap (indice a 20 anni) era allo 0,64% mentre a fine febbraio è schizzato all’1%. Per quanto riguarda invece le cifre per i mutui a tasso fisso, la Banca d’Italia comunica che il Taeg medio è all’1,96%, in salita dello 0,96% rispetto lo scorso anno.

Con molta probabilità, a causa dell’inflazione sempre più crescente e dei rincari dei prezzi delle materie prime, la BCE sarà costretta a intervenire sui tassi di interesse per quanto riguarda i mutui. L’intervento della banca Centrale Europea avrà ripercussioni sui mutui a tasso variabile già sottoscritti e per i presti che verranno chiesti in futuro.

Aumento mutui per guerra in Ucraina: come fare

Come riporta Mutui Sì, si potrebbe rinegoziare il proprio mutuo attraverso 3 strumenti.

Rinegoziazione

La rinegoziazione è l’operazione più rapida ed economica: consiste nel cambiare le condizioni del mutuo direttamente con la banca o l’istituto di credito che ha erogato il finanziamento.

Per rinegoziare il mutuo con la tua banca, basta fissare un appuntamento con il direttore della filiale o con chi ha stipulato il contratto di mutuo. Le condizioni contrattuali che per la legge italiana possono essere rinegoziate sono:

  1. tipologia di mutuo, passando ad esempio dal tasso variabile al fisso
  2. la durata del mutuo, aumentandola o accorciandola secondo necessità
  3. il tasso di interesse applicato, modificando in particolare la misura dello spread applicato dalla banca

Sostituzione

La sostituzione del mutuo è un’operazione più complessa rispetto alla precedente, in quanto prevede il cambiamento dell’istituto di credito e il versamento dei costi accessori del mutuo, quali:

  • l’onorario del notaio
  • le commissioni della banca
  • la perizia
  • l’imposta sostitutiva

A fronte di queste seccature, la sostituzione del mutuo offre un grande vantaggio: la possibilità di modificare anche il capitale e quindi di poter ottenere delle liquidità extra, oltre che tipologia, spread e durata.

Surroga

La surroga è un trasferimento del finanziamento da una banca ad un altro istituto di credito che abbia intenzione di accollarsi tutte le spese di trasloco mutuo, ovvero la perizia, l’istruttoria, le imposte e l’onorario del notaio. Non prevede quindi spese aggiuntive se non la sola tassa ipotecaria pari a 35€.

Solitamente le banche non accettano proposte di surroga se il mutuo residuo è al di sotto dei 50/60 mila euro perché al di sotto di quella soglia gli interessi da guadagnare sarebbe troppo pochi o la banca rischierebbe di andare addirittura in perdita.

Pertanto è consigliabile immaginare questa soluzione quando si è ancora lontani dalla scadenza dell’ammortamento, altrimenti è molto probabile che l’istituto di credito prescelto rifiuti la richiesta.

Conclusioni

Certo, questi sono suggerimenti generali e se la situazione complessiva è complicata, sarà anche difficile risolverla subito. Tuttavia, anziché rigirarsi nel letto e non dormire la notte, meglio agire e andare per tentativi.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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