Non sono poche le donne che hanno rivoluzionato l’imprenditoria e la cultura, eccellendo anche nello sport.
A partire dal dopoguerra, i vincitori che hanno preso le redini del comando in Italia ci hanno ripetuto continuamente che il regime fascista aveva imposto un’ideologia patriarcale che relegava la donna al ruolo di angelo del focolare, madre esemplare e sposa sottomessa. Sopprimendone ogni velleità di emancipazione e affibbiandole come unico scopo sociale la procreazione per sostenere la politica demografica volta a potenziare l’esercito e l’Impero.
Se ciò è probabilmente in parte vero, sono tanti gli esempi di donne che durante il Fascismo hanno brillato e lasciato un segno indelebile nello sport, nell’imprenditoria, nella cultura.
Chi è Carina Massone Negrone
Marco Battistini su Il Primato Nazionale ci ricorda la figura di Carina Massone Negrone, la donna passata alla storia per aver che ha “ridisegnato i confini del cielo“.
Nata a Bogliasco il 4 giugno 1911 è stata la prima italiana a ottenere il brevetto di volo. Nel 1935 ha raggiunto – a oltre dodicimila metri d’altezza – un primato mondiale per aerei a elica ancora imbattuto. Aveva ottenuto il brevetto appena due anni prima. Eppure, gli avevano consigliato di restare entro gli undicimila metri.
Terminato il regime fascista, proseguì nella sua attività di spostare più in là i confini del cielo. Fondò una scuola di pilotaggio intitolandola all’amico Giorgio Parodi, grande aviatore, co-fondatore della Moto Guzzi, che aveva partecipato alle due guerre mondiali e alla Campagna d’Etiopia.
Mentre nel 1954 divorò la tratta Brescia-Luxor alla media di 299 chilometri orari, arrivando in Egitto dopo tredici ore e mezza di volo ininterrotto.
Carina Massone Negrone era anche una grande appassionata di sport, eccellendo anche nel nuoto, nello sci e nel tennis. Il tutto, non disdegnando il piacere di diventare madre.
Chi è Luisa Spagnoli
Come non ricordare Luisa Spagnoli, che trasformò una comune e modesta drogheria avviata insieme al marito a inizio ‘900, in una importante realtà imprenditoriale di livello internazionale. Parliamo della Perugina. Ma fondò anche un omonimo marchio d’abbigliamento di successo. Intuì anche la necessità di mettere a proprio agio i dipendenti, al fine di migliorarne il rendimento. Sempre durante il Fascismo, infatti, i suoi dipendenti potevano disporre di abitazioni dedicate, spacci aziendali e asili interni. E anche lei fu madre, di tre figli.
Chi è Margherita Sarfatti
Margherita Sarfatti non è solo l’arrampicatrice sociale, per non dire altro, vista in M – il figlio del secolo. Critica d’arte di origini ebraiche, in un periodo che le avversava, divenne biografa del Duce, direttrice editoriale della rivista Gerarchia e fondatrice del movimento artistico Novecento. Come la Spagnoli, anche la Sarfatti ebbe tre figli.
Chi è Ondina Valla
Le donne durante il Fascismo erano anche grandi sportive. Ondina Valla – all’anagrafe Trebisonda, per la passione del padre verso questa città turca – è stata infatti la prima donna italiana a vincere l’oro in un’Olimpiade. Sarò il Vaticano a fare pressioni affinché venisse depennata dalla lista di Los Angeles 1932.
Ostacolista e velocista si rifarà comunque quattro anni più tardi a Berlino, raggiungendo l’Oro negli ottanta metri ostacoli. Visse 90 anni, spegnendosi nel 2006. E anche lei trovò il tempo di essere anche madre.