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Lo zampino della CIA sulla fine della dittatura franchista in Spagna

Il successore di Francisco Franco, Luis Carrero Blanco, fu assassinato con modalità che ricordano molto quelle di Aldo Moro in Italia.

Con la morte di Francisco Franco, avvenuta il 20 novembre 1975, terminò anche la dittatura clerico-fascista che dal 1939 governava ufficialmente la Spagna. Nascerà 3 anni dopo l’attuale Monarchia costituzionale, con Juan Carlos I di Spagna a capo del paese sebbene il potere esecutivo sia delegato al Parlamento democraticamente eletto.

Prima della dittatura franchista, la Spagna era piombata in una lunga e sanguinosa guerra civile, che aveva portato negli anni ’30 alla costituzione di una fragile Repubblica. Da parte sua, Franco soppresse le formazioni politiche di sinistra ma anche il potere del Re, autoproclamandosi Caudillo e Capo dello Stato.

Come era la Spagna di Franco?

Soppresse altresì le istanze separatiste che premevano nel paese, come quelle presenti nelle zone di Galizia, Catalogna e Basche. Che portarono alla nascita di movimenti terroristici come l’ETA, attivo fino a qualche anno fa.

Francisco Franco proclamò la Spagna neutrale in occasione della Seconda guerra mondiale, limitandosi solo a controllare le zone di confine, attirandosi le critiche di altri dittatori ideologicamente molto vicini,come Mussolini e Hitler, che confidavano in un contributo spagnolo alla loro causa, anche perché loro avevano dato il proprio affinché Franco vincesse la guerra civile contro i repubblicani.

Una scelta che effettivamente alla fine si rivelò giusta, alla luce di come la guerra aveva ridotto Germania e Italia alla fine del conflitto.

La Spagna franchista tenne una posizione simile anche dopo la fine della guerra, nella fase della cosiddetta Guerra fredda, rientrando tra i paesi cosiddetti “non allineati“. Scelta simile fu fatta anche da Tito, dittatore socialista in Jugoslavia.

Come riporta Wikipedia, tra il 1959 e il 1873 la Spagna conobbe un miracolo economico spagnolo chiamato in gergo iberico Desarrollo (sviluppo), poiché il regime aprì il paese a riforme di stampo neo-liberista, trainate da una nuova generazione di governanti definibili tecnocrati, provenienti dall’Opus dei. Importante fu anche lo sviluppo del turismo, messo in campo dall’allora ministro Fraga Iribarne, che sviluppò la rete dei “paradores” finanziati dallo Stato e lanciò la campagna “España es diferente“.

Si creò così una solida classe media e una importante borghesia, mentre il reddito pro capite spagnolo giunse al 79% della media dell’Europa Occidentale, che sarebbe stata raggiunta solo venticinque anni dopo, nel 1999.

Da un punto di vista culturale, invece , se è vero chel’analfabetismo era crollato dal 30 al 9 percento, è anche vero che l’istruzione sotto il regime di Francisco Franco era fortemente censurata, classista e incentrata sull’indottrinamento cattolico e nazionalista. Come del resto si confà in ogni regime dittatoriale, a prescindere di quale ideologia appartenga.

Essendo fortemente incentrato sulla morale cattolica, la dittatura franchista vedeva la donna limitatamente come madri e custodi della morale,escluse dalla vita politica e fortemente discriminate sul piano lavorativo e giuridico.

Fortemente censoria anche la posizione riguardo le libertà di genere. Il regime considerava l’omosessualità una “pericolosità sociale“, una malattia mentale e un crimine contro la morale cattolica. Separando le persone in base al proprio orientamento anche nelle carceri e nei campi di prigionia politici, per discriminarli e vessarli ulteriormente.

L’ombra della CIA sulla fine del franchismo

Come racconta Cesare Sacchetti, dai primi anni ’70, la salute di Francisco Franco cominciò sempre più a vacillare e peggiorare. Suo naturale erede, seppur ormai anch’egli non più giovanissimo, era l’ammiraglio Luis Carrero Blanco. Sottosegretario della presidenza del governo spagnolo, nominato dallo stesso Franco, dal 1941 al 1973, e vice primo ministrodal 1967 al 1973.

Carrero Blanco è stato autore di ricche e documentate opere sul comunismo e la massoneria, tra le quali spicca il saggio “La Spagna di fronte al mondo”. Non a caso, ebbe un ruolo di assoluto rilievo nell’applicazione della legge approvata nel 1940 contro il comunismo e la massoneria. Di qui la messa al bando dei movimenti comunisti e socialisti da un lato, e il non voler aderire al patto atlantista dall’altro.

Se dunque era chiaro che per Franco ci avrebbe pensato presto la natura a farlo fuori, diverso era il discorso per Luis Carrero Blanco, all’epoca neppure 70enne (nacque nel 1904) ma godente di buona salute.

Di qui l’esigenza di accelerare la sua dipartita e di farlo rientrare nelle trame di potere dell’allora segretario di Stato Henry Kissinger, operativo fino alla fine dei suoi giorni (si pensi all’incontro con la presidente del consiglio italiana Meloni). Che vedranno come altra vittima il presidente cileno Salvador Allende. Peraltro appena 3 mesi prima del militare spagnolo, ma anche il presidente Dc Aldo Moro. Punito per una sua apertura ai comunisti in vita di un possibile governo con il partito di Enrico Berlinguer (compimento del cosiddetto “compromesso storico”).

Scrive Sacchetti

Il giornalista Alfredo Grimaldos, per quanto anti-franchista, spiego con tanto di documentazione come tutta la politica spagnola dai primi anni’70 venne dettata, passaggio dopo passaggio, dallo stato profondo americano che voleva mettere fine all’esperienza del franchismo per trascinare Madrid nella gabbia atlantica e democratizzare il Paese

Ad occuparsi della morte del delfino di Franco fu la giornalista francese Claire Gruié. Come in Italia per uccidere Moro furono adoperate le Brigate Rosse, così per uccidere l’erede di Franco fu adoperata l’ETA.

Il gruppo terrorista dei separatisti baschi rientrava già da tempo nell’orbita della famigerata scuola Hyperion. Scrive sempre Sacchetti

Quest’ultima si era dotata della facciata esterna di una scuola di lingue di base a Parigi, ma in realtà si trattava di un centro della Central Intelligence Agency di Langley e del Mossad per gestire tutte quelle formazioni terroristiche, tra le quali c’erano le Brigate Rosse, usate per eseguire le direttive della strategia della tensione.

Non a caso, Hyperion aprì anche una sede a Roma guarda caso poco prima del sequestro di Aldo Moro, a pochi passi dal ritrovamento del corpo dell’onorevole della DC, a via Caetani. Chiusa poco dopo l’omicidio del presidente democristiano.

Il 19 dicembre del 1973, praticamente il giorno prima della sua morte, Luis Carrera Blanco si incontrò con Henry Kissinger (proprio come fatto con Moro), informandolo che la Spagna disponeva di risorse sufficienti di uranio per poter realizzare un ordigno nucleare, il famoso progetto Islero. Il giorno dopo, l’ammiraglio salta in aria con un balzo di 20 metri a bordo della sua auto parcheggiata fuori dalla chiesa di San Francisco de Borja. Morirà poco dopo in ospedale.

Gli uomini dell’ETA avevano costruito un tunnel sotto la strada dopo aver preso un appartamento in affitto nelle vicinanze e dopo aver piazzato almeno 80 kg di esplosivo.

Ufficialmente, l’esplosivo adoperato sarebbe stato del tipo Goma-2, rubato da un deposito dell’esercito. Tuttavia, i servizi segreti spagnoli rilevarono che in realtà era di tipo C4, un tipo di esplosivo disponibile dalle sole forze armate americane.

Juan Carlos I, il re voluto dalla NATO e dalla massoneria?

Una volta attesa la morte naturale di Franco, in Spagna viene ricostituita la Monarchia, con il ritorno del re Juan Carlos nel 1975. Si tratta di una monarchia costituzionale, che vede come primo ministro Adolfo Suarez, un franchista tramutatosi presto in monarchico, un po’ come i fascisti diventati democristiani.

Di qui, a poco a poco, la Spagna diventa colonia americana. Parte un processo di secolarizzazione (per non dire scristianizzazione) sociale e istituzionale ed entra nella NATO nel 1982 consentendo la realizzazione di due basi in virtù della sua posizione privilegiata con affaccio sul Nord Africa.

Partecipa alle operazioni militari colonizzatrici americane in Medioriente, pagando anche caro per questo (si pensi agli attentati di Madrid dell’11 marzo 2004). Il resto è storia d’oggi.

Come in Italia con il neo franchismo, anche in Spagna sono vivi i movimenti neo franchisti. Su tutti Vox, che spesso ha pure ottenuto lusinghieri risultati elettorali.

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