Un gruppo di ricerca americano scopre che NR4A1 viene attivato da vari composti della bevanda, evidenziando un importante percorso biologico
Negli ultimi anni sempre più studi scientifici hanno riscontrato effetti positivi nel consumo di caffè (senza eccessi, ovviamente!): da quelli sull’allungamento dell’aspettativa di vita a un abbassamento del rischio di contrarre patologie associate all’età, quali disfunzioni metaboliche, alcuni tumori, Parkinson, demenza e malattie cardiovascolari.
Identificare precisamente le cause, però, si è rivelato tradizionalmente difficile, visto che, oltre alla caffeina, la popolare bevanda contiene più di un migliaio di costituenti chimici, tra cui in particolare polifenoli e flavonoidi noti per la loro azione antinfiammatoria e antiossidante.
Quali sono gli effetti del caffè sulla salute?
Ora però un nutrito gruppo di ricerca americano potrebbe aver finalmente individuato il meccanismo biologico responsabile degli effetti benefici del caffè, che si baserebbe su un qualcosa il cui nome (in codice) dice molto poco ai non addetti ai lavori: NR4A1.