Bob Dylan, apertamente sionista e in odore di satanismo, ha incontrato Prevost nel Palazzo Apostolico presentandosi con un dress code nero.
Lo scorso 6 novembre 2026 si è tenuto, presso il Palazzo Apostolico, un incontro tra Papa Leone XIV e Bob Dylan, durato 37 minuti. Presenti anche il gesuita Antonio Spadaro e il Direttore de “L’Osservatore Romano”, Andrea Monda.
Non è la prima volta che Robert Allen Zimmermann (questo è il nome anagrafico di Dylan) incontri un Papa. Il precedente risale al 1997, quando si esibì dinanzi a Giovanni Paolo II in occasione del Congresso Eucaristico nazionale a Bologna.
Fin qui nulla di strano. Spesso i Pontefici incontrano personaggi legati al mondo dello spettacolo. Tuttavia, la vera questione resta il dress code con cui Bob Dylan si è presentato all’incontro con Prevost.
Perché Bob Dylan indossava un cappuccio nero
Bob Dylan si è presentato con un evidente abbigliamento nero e tanto di cappuccio, neppure rimosso dinanzi al Papa. Inoltre, indossava un ombrello dello stesso colore con un nastro rosso.
Particolari non sfuggiti a Maurizio Blondet, che ha raccolto varie considerazioni sul web. In primis sul cappuccio:
Il cappuccio non è di per sé, isolato da altri segni, un simbolo esoterico, un indice di pratiche occulte; vero è però che compare spesso associato alla figura dello stregone o del negromante e che il cappuccio è chiamato, nella tradizione ermetica, “cappuccio dell’invisibilità”. Simbolicamente allude alla volta celeste, al cielo, a ciò che è in alto.
E poi l’ombrello:
Bob Dylan è entrato nella stanza in cui il papa si apprestava ad accoglierlo tenendo in mano un vistoso ombrello nero, con una fettuccia rossa. Il galateo avrebbe imposto che lasciasse l’ombrello in macchina o a un assistente o fuori dalla stanza in cui stava per entrare; lo ha invece portato con sé, infliggendo una seconda umiliazione al suo illustre ospite vestito di bianco. Va anche notato, perché non è un particolare secondario, che ieri a Roma non pioveva e quindi l’ombrello era del tutto inutile.
Nel mondo dell’ermetismo il bastone è simbolo per eccellenza di potere magico, è un’arma magica, anzi spesso è lo strumento supremo con cui il mago opera (si pensi alla proverbiale “bacchetta magica”). Il bastone compare in tutte le tradizioni misteriche e iniziatiche, sempre caricato di poteri supremi, di autorità, di primato, di comando, di guida. Apparire davanti al Papa, autorità suprema sulla Terra, tenendo un bastone in mano sembra essere un’aperta sfida al suo potere, una silente dichiarazione di guerra. Va notato poi che nella tradizione esoterica cinese il bastone rosso era usato nelle sette segrete per punire i colpevoli. Curiosamente, nella foto sopra, il bastone (ombrello) ha quello strano e improbabile nastro rosso.
Infine, il volto
Inoltre si guardi bene il volto di Dylan nelle due foto allegate: nessuna empatia, non un sorriso, uno sguardo gelido, freddo, altero, un volto sinistramente antipatico, il volto di un vero nemico di Cristo (“Chi non è con me, è contro di me”).
Bob Dylan satanista?
Bob Dylan non è cristiano, anzi, ultimamente, si è avvicinato alla setta degli ebrei ultra-sionisti degli Chabad Lubavitch. Una setta che esercita un’enorme pressione e influenza a favore di Israele su tutti i governi americani e che invita regolarmente ai suoi seminari i membri del Congresso americano, su cui esercita un ferreo controllo. Di fatto Chabad è dietro anche agli sforzi di ricostruzione del Tempio di Gerusalemme.
Del resto, nei suoi brani, sono sovente citati messaggi sionisti (come scritto qui).
Ma forse il discorso va anche oltre e sfocia nel satanismo. In un’intervista del 2004 rilasciata a “60 Minutes” avrebbe dichiarato che continuava a fare concerti per un patto stipulato molti anni prima con quello che chiama:
il capo…il comandante in capo di questa terra e del mondo che non possiamo vedere
L’allusione è a un patto stipulato praticamente a inizio carriera:
Vi è poi la canzone “Isis” dell’album “Desire” del 1976 che contiene allusioni di sapore esoterico e iniziatico oggettivamente molto strani. Come ricorda sempre Blondet:
Iside, lo ricordiamo, era al centro di molte delle pratiche occulte del satanista inglese Aleister Crowley (1875-1947), oscurissimo personaggio che ha influenzato profondamente la musica rock (si pensi ai Beatles, a Page degli Zeppelin, a Mick Jagger, a David Bowie, a Ozzi Osbourne, a molti altri gruppi meno famosi che si sono ispirati esplicitamente a lui). Crowley era un masssone, un eroinomane, un membro della Golden Down; fondò poi l’ O.T.O. (Ordo Templi Orientis) e il suo famoso motto divenne: “Fa ciò che vuoi!”, motto che sembrerebbe avere avuto una diffusione di massa in Occidente a partire dalla rivoluzione del 1968.
Dunque, ancora una volta la Chiesa cattolica apostolica romana si umilia dinanzi a questi personaggi Pop, che entrano nella Casa di Dio più per umiliarla che per omaggiarla.