Bambi, il messaggio sionista dietro l’innocente favola

Bambi, il messaggio sionista dietro l’innocente favola

Su Bambi si è già detto molto. Qualche anno fa, per esempio, si classificò il film Disney alla stregua di un film horror per quanto mostra: madre massacrata dai cacciatori, un incendio che rischia di trasformare gli animaletti in arrosticini, mute di cani feroci, uomini crudeli.

In queste ore però torna in auge la teoria che sostiene che dietro la favola di Bambi si nasconda un messaggio sionista. Che parli delle vicende degli animali della foresta come metafora di quelle tragiche vissute dagli ebrei a cavallo delle due guerre mondiali.

Il messaggio sionista dietro la favola di Bambi

Come raccontò già 10 anni fa La Stampa, il primo a diffondere questa teoria fu il professor Paul Reitter, docente presso l’Università Statale dell’Ohio, tramite una conferenza a Chicago. Alla base di questa convinzione c’è innanzi tutto l’ effettivo impegno per la causa sionista di Felix Salten, l’austriaco che pubblicò nel 1923 la storia da cui Disney trasse il film animato.

Salten collaborò all’inizio del XX ° secolo, alla rivista di Theodor Herzl , il fondatore del movimento sionista, dove secondo i Reitter, si impegnò in una critica costruttiva: “dei tentativi da parte degli ebrei di nascondere o rinnegare il loro patrimonio“.

Bambi e sionismo: le altre teorie

La teoria di Bambi sionista sembra avvalorata, anche se con tono satirico, da Karl Kraus che ne scriveva negli anni del successo del partito nazista, accennando al tema dei leprottini di cui Salten, comunque appassionato cacciatore, fa ampio racconto nel libro di Bambi.

Secondo lo scrittore austriaco questi animaletti presentavano dei caratteri e degli atteggiamenti riconducibili a una necessità, ben più drammatica, di doversi mimetizzare per difendersi da una possibile persecuzione.

Anche un saggio pubblicato nel 2003, da Iris Bruce, studioso di Kafka, si sostiene che la storia di Bambi evocherebbe “l’esperienza di esclusione e discriminazione”. Nel suo pensiero Iris Bruce fornisce un bel numero di riferimenti che vorrebbero avvalorare la sua tesi di Bambi come un testo simbolico che parlava agli ebrei d’ Europa, come ad esempio nei racconti “sempre pieni di orrore e miseria” che i cervi fanno ai loro figli, come alla domanda costante che si fanno gli animali sulla possibile convivenza con gli umani, che sembrano invece solo interessati a sterminarli.

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Pubblicato da Vito Andolini

Appassionato di geopolitica e politica nazionale.

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