Gli agricoltori bloccano la Germania: il 15 gennaio ci sarà la marcia su Berlino

Gli agricoltori bloccano la Germania: il 15 gennaio ci sarà la marcia su Berlino

Nonostante un parziale passo indietro del governo, non si placano le proteste degli agricoltori in Germania. Ecco i motivi.

Tempi duri per l’agricoltura, passato da storico settore che sfama i popoli e regge le economie dei paesi, a una delle principali cause del surriscaldamento globale. Tanto che vogliono imporci di mangiare insetti e carne sintetica realizzata in laboratorio.

In Germania a ciò si aggiunge una crisi economica mai conosciuta da quando il paese è stato riunificato trent’anni fa. E forse mai dal dopoguerra. Infatti, il governo del cancelliere Olaf Scholz ha deciso di procedere con tagli ai sussidi al settore dopo che la Corte Costituzionale ha bocciato i conti pubblici del Paese e il loro buco da 30 miliardi di euro.

E così il governo vuole optare per lo stop alla spesa di 17 miliardi in cui ricadono anche le agevolazioni di cui godono gli agricoltori fin dal 1951. Le proteste degli agricoltori tedeschi sta letteralmente bloccando il paese e si preannuncia a tempo indeterminato. Culminando in una manifestazione a Berlino lunedì 15 gennaio. A loro si sono aggiunti i ferrovieri, con tre giorni di sciopero su tutto il territorio nazionale per ottenere aumenti salariali.

Perché gli agricoltori tedeschi stanno protestando

Come spiega Quotidiano Nazionale, già a fine anno era esplosa l’ira degli agricoltori, subito dopo la decisione di cui sopra. Come anticipato, il punto più contestato è il taglio graduale degli aiuti per il gasolio a uso agricolo, vantaggio in vigore dal 1951 e che ora finirà nel 2026.

Un programma al risparmio che prevede una prima riduzione del 40% quest’anno, seguita da un 30 % nel 2025, per quindi terminare nel 2026. Verrà abolita anche la tassazione preferenziale per veicoli per la silvicoltura e l’agricoltura.

Alla luce della protesta innescata, Scholz ha fatto un parziale passo indietro, ridimensionando il piano, soprattutto in merito agli aiuti per il gasolio agricolo spalmandolo in 3 anni. Ma ciò non ha frenato le proteste degli agricoltori. In tutta la Germania, dalla Baviera a Berlino, dal Baden-Württemberg al Meclemburgo-Pomerania Anteriore, le proteste hanno portato al blocco dei trasporti e della produzione. Inoltre è chiaro il rischio di infiltrazioni di gruppi di estrema destra.

Già il partito che maggiormente la rappresenta in parlamento, AFD, sta avanzando prepotentemente, incanalando il malumore generale dei tedeschi.

Non solo tagli: gli agricoltori contro la riduzione dei terreni agricoli

Altro punto contestato con forza dagli agricoltori tedeschi è la strategia europea del Farm to Fork, che prevede:

  1. l’abbandono del 10% dei terreni agricoli;
  2. la conversione in biologico di almeno un quarto dei campi coltivabili;
  3. la decisa riduzione dell’utilizzo di concimi e fitofarmaci.

Anche in Italia sta accadendo qualcosa del genere. Ieri abbiamo parlato dei danni alla produzione del riso in provincia di Vercelli, dove si coltiva quasi la metà della produzione nazionale.

5,0 / 5
Grazie per aver votato!

Pubblicato da Vito Andolini

Appassionato di geopolitica e politica nazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Indice argomenti