Afghanistan, tra persone cadute su aereo c’era Zaki: chi era il 19enne pieno di speranze

Dal disastro sociale, politico e militare chiamato Afghanistan, ci stanno giungendo quotidianamente scene raccapriccianti.

Su tutte, quella delle persone che precipitano da un Boeing C-17 Globemaster americano che riportava in patria parte del personale della sua ambasciata, sul quale si erano disperatamente aggrappate per tentare di fuggire.

Certo, anche le immagini delle donne che buttano oltre il filo spinato i propri bambini piccoli per salvarli da un futuro che si preannuncia poco rassicurante, fanno non poca inquietudine. Del resto, in molti angoli della Terra si consumano disumanità varie ed eventuali. Che hanno solo la fortuna di non essere riprese dalle telecamere per essere date in pasto alla fame di tragedia delle tv occidentali.

Ma torniamo al Boeing. Tra i disperati caduti in volo c’era Zaki Anwari: 19 anni, promessa del calcio e brillante studente. Con un futuro tutto da scrivere, cancellato da una gomma disumana che non fa sconti a nessuno.

Ecco chi era Zaki Anwari.

Afghanistan: chi era Zaki Anwari caduto da aereo

zaki anwari foto

Come riporta Il fatto quotidiano, Zaki era un brillante studente dell’Istituto Esteqlal High school di Kabul. Riuscito in questi anni a far convivere la passione per il calcio e il sogno di diventare una stella della squadra nazionale con lo studio. Infatti, era anche un discreto calciatore.

Il ritorno dei Talebani al potere lo ha spaventato così tanto da decidere di aggrapparsi ad un aereo e proseguire il suo sogno di diventare un calciatore e magari un ricco professionista altrove. Lui che era di umili origini, come tanti, proveniente da un distretto a Nord del paese.

Di lui restano le immagini macabre del corpo martoriato dal carrello prima e dall’impatto sopra un edificio della capitale afghana poi.

A dare notizia della sua tragica storia è la Direzione generale dell’area fisica e sport di Kabul che, attraverso un post su Facebook, ha confermato anche le sue generalità.

In generale, c’è molta preoccupazione tra gli sportivi in Afghanistan, visto che il nascente Emirato Islamico mette al bando pure lo sport. Figuriamoci per le donne, che stanno pensando di cancellare ogni traccia dei loro trascorsi sportivi per evitare ogni problema.

Biden nel frattempo fa spallucce e ricorda che in Afghanistan l’obiettivo era solo di stanare i terroristi. Cosa poco credibile, visto che dai rapporti emersi in questi anni è apparso fin troppo chiaro che chi ha convinto Bush della bontà di questa guerra, Richard Bruce Cheney, suo vice dal 2001 al 2009, vedeva nell’Afghanistan tre obiettivi chiave:

  1. Il controllo della droga, essendo l’Afghanistan la principale produttrice di papaveri da oppio
  2. Circondare l’Iran, invadendo 2 anni dopo l’altro paese confinante: l’Iraq
  3. Farvi passare il gasdotto proveniente dal Mar Caspio, depotenziando la Russia negli approvvigionamenti all’Europa (e in questo disegno rientrava anche il Kosovo)

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