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3D-MIND: quando l’elettronica si integra con il cervello umano

Ricercatori americani mettono a punto un prototipo di biocomputer che promette un enorme risparmio energetico rispetto alle IA attuali

Una delle critiche mosse più di frequente all’Intelligenza Artificiale moderna è che la rete neurale su cui solitamente si basa richiede un’enorme quantità di dati ed energia per l’addestramento, tanto da influenzare pesantemente le infrastrutture mondiali e sollevare legittime preoccupazioni per l’ambiente.

Al contrario, il cervello umano da cui tali reti artificiali traggono ispirazione riesce a eseguire calcoli simili con una minuscola frazione dell’energia consumata dall’IA: non sarebbe bello se si riuscisse a ottenere un risultato simile anche per le intelligenze in silicio?

Un gruppo di ricerca americano ha pensato di perseguire tale obbiettivo in una maniera piuttosto originale: creare un sistema elettronico flessibile che possa essere direttamente incorporato in gruppi di cellule cerebrali viventi — welcome to 3D-MIND.

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Pubblicato da Girolamo Castaldo

I miei interessi principali sono scacchi, sci, anime, manga, videogiochi, musica e (astro)fisica. Storie Semplici: http://storiesemplici.substack.com

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