Ricercatori americani mettono a punto un prototipo di biocomputer che promette un enorme risparmio energetico rispetto alle IA attuali
Una delle critiche mosse più di frequente all’Intelligenza Artificiale moderna è che la rete neurale su cui solitamente si basa richiede un’enorme quantità di dati ed energia per l’addestramento, tanto da influenzare pesantemente le infrastrutture mondiali e sollevare legittime preoccupazioni per l’ambiente.
Al contrario, il cervello umano da cui tali reti artificiali traggono ispirazione riesce a eseguire calcoli simili con una minuscola frazione dell’energia consumata dall’IA: non sarebbe bello se si riuscisse a ottenere un risultato simile anche per le intelligenze in silicio?
Un gruppo di ricerca americano ha pensato di perseguire tale obbiettivo in una maniera piuttosto originale: creare un sistema elettronico flessibile che possa essere direttamente incorporato in gruppi di cellule cerebrali viventi — welcome to 3D-MIND.
Ti piace quello che scriviamo? Ricevi gli articoli via mail iscrivendoti alla nostra Newsletter