L’arretratezza dell’Italia sulle Unioni civili

IN PARLAMENTO SI TORNA A PARLARE DI COPPIE DI FATTO E IL PAESE SI MOSTRA ANCORA DIVISO
In Parlamento si torna a parlare di Unioni civili. L’etichetta sotto la quale vengono inserite le cosiddette ‘coppie di fatto’, tra le quali anche quelle formate da persone dello stesso sesso. Non accadeva da quasi dieci anni, quando al Governo c’era Prodi e la discussione fu spinta da partiti come i Radicali e Rifondazione comunista. Prima si parlò di PACS, poi di DICO, poi alla fine tutto naufragò per la caduta veloce di quel fragile esecutivo.

FAVOREVOLI E CONTRARI – Oggi a rinfocolare il dibattito è la parte laica e riformista del Partito democratico, Sinistra ecologia e libertà e il Movimento cinque stelle. Ad opporsi tutti gli altri, sebbene in Forza Italia resista una certa contrapposizione tra favorevoli e contrari. Berlusconi su questo tema non si è mai aperto esplicitamente, sebbene tra le righe è sembrato in passato tutto sommato favorevole. Si ricorderà anche un singolare incontro del Cavaliere con Vladimir Luxuria ad Arcore.
LA CRISI DELLA FAMIGLIA E L’IPOCRISIA DI CERTI POLITICI – Siamo ormai al 2016. Il Vaticano ha un’influenza molto minore nella politica italiana essendosi dissolta la potente Democrazia cristiana. Mentre Papa Francesco sembra dare sibilline aperture sull’argomento. Eppure l’Italia sta ancora lì a discutere, con la ricomparsa delle ridicole ”sentinelle”. Sarebbe opportuno fare un sondaggio: quanti tra loro sono divorziati, separati, traditori del/della partner? Il riconoscimento delle unioni civili metterebbe davvero a rischio la famiglia? O questa istituzione è in crisi di suo già da diversi anni, a causa di fattori sociali ed economici?
E ancora più ridicoli sono quei politici separati, divorziati o con le amanti che difendono a spada tratta la famiglia. Riconoscere le unioni civili sarebbe un atto di civiltà e di democrazia. Detto da un etero.
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