PERICOLO AVIARIA IN EMILIA, CONTAGIATI ANCHE ESSERI UMANI

Data ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2021

DOPO QUATTRO STERMINI DI GALLINE, UN RACCOGLITORE DI UOVA RISULTA INFETTO. SI SOSPETTA ANCHE SU UN SECONDO CASO
Dopo le prime naturali rassicurazioni, l’influenza aviaria (ceppo H7N7) in Emilia Romagna comincia a far paura. Ormai sono quattro i pollai sottoposti a un autentico sterminio e c’è anche il primo caso di essere umano infetto; mentre si sospetta su un secondo. 

I QUATTRO POLLAI STERMINATI – Il primo caso è stato registrato a Ostellato (Ferrara) il 14 agosto, dove si è reso necessario l’abbattimento di 128mila galline. Dopo qualche giorno è toccato a un allevamento di Mordano, provincia di Bologna, dove sono state abbattute 586.000 galline. Il terzo allevamento è invece quello di Portomaggiore, sempre nel Ferrarese; questa volta ad essere abbattuti sono stati 18mila tacchini. Il quarto focolaio è stato individuato ancora a Mordano, con l’abbattimento di 150mila capi di bestiame.

IL CONTAGIO NELL’UOMO – «Abbiamo un caso confermato e uno sospetto, di cui attendiamo per domani i risultati degli esami di laboratorio». Così Tiziano Carradori, direttore generale dell’assessorato alla sanità della Regione Emilia-Romagna, conferma l’ipotesi di un secondo caso di positività per l’uomo al virus H7N7 di questa ondata di influenza aviaria. Anche nel caso sospetto si tratta solo di congiuntivite. Ed è anche lui un operaio impegnato in un allevamento di volatili colpito dall’influenza aviaria (lo stesso stabilimento del caso confermato), che poi ha proseguito il contatto con gli animali infetti nell’attività di abbattimento, programmata per contenere il diffondersi del virus.
Il caso confermato è quello di un addetto alla raccolta di uova e pollina, mentre il caso sospetto interessa un addetto al trasporto di uova. «Dei 110 addetti all’abbattimento tra Ferrara e Mordano – ha spiegato Carradori – 61 erano già stati esposti prima al virus, lavorando negli stabilimenti colpiti. Questi 61 sono controllati tutti i giorni dal punto di vista medico e sanitario (gli altri quaranta hanno controlli ma meno intensivi). È stato così, con l’assiduità dei controlli, che sono emersi i due casi, quello confermato e quello sospetto». Dal 28 agosto, giorno in cui ha accusato i primi sintomi di congiuntivite, il lavoratore dell’allevamento di Mordano che è risultato positivo al virus dell’influenza aviaria H7N7 è chiuso in casa insieme a tutta la sua famiglia, composta da altri quattro adulti.

L’uomo, insieme alla moglie, ai due figli grandi e ad un altro parente, deve rimanere nel suo domicilio, è in costante contatto con i medici del dipartimento di Sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna e ogni giorno si controlla la febbre. L’uomo, che lavorava nell’allevamento di via Valentonia a Mordano come addetto alla raccolta delle uova, è stato probabilmente contagiato dal virus prima che venisse alla luce il focolaio di influenza, il 21 agosto scorso.

Sia il primo lavoratore contagiato che quello sospetto (in serata arriveranno le prime analisi del laboratorio del Sant’Orsola), rientravano nel gruppo di 61 lavoratori considerati quelli più a rischio (per mansioni professionali) sul totale di oltre cento (circa 110) che lavoravano nei quattro allevamenti coinvolti dall’infezione (oltre a due di Mordano, quello di Ostellato e Portomaggiore nel ferrarese). La sorveglianza intensiva è stata comunque attivata immediatamente, a fronte dei focolai, su tutti ed è proprio grazie a questi controlli che sono emersi i due casi. L’Ausl, spiega Finarelli, aveva messo in conto che emergessero dei casi di contagio umano, forse anche più di due per la verità.
SOSPETTATA UN’ANATRA MIGRATORIA– Secondo il direttore della Sanità pubblica dell’Ausl bolognese, Franco Francia si ipotizza che il contagio sia avvenuto attraverso un volatile migratorio, probabilmente un’anatra che veniva dall’Oriente. Quelli sono allevamenti all’aperto che danno una migliore qualità della carne e delle uova ma sono più a rischio contagio. I volatili di passaggio scendono, mangiano, defecano e le feci piene di virus portano al contagio.
COS’E’ L’INFLUENZA AVIARIA – L’Influenza aviaria (nota anche come peste aviaria, dal latino aves = uccelli) è una malattia infettiva contagiosa altamente diffusiva, dovuta ad un virus influenzale (orthomyxovirus), che colpisce diverse specie di uccelli selvatici e domestici, con sintomi che possono essere inapparenti o lievi (virus a bassa patogenicità); oppure gravi e sistemici con interessamento degli apparati respiratorio, digerente e nervoso ed alta mortalità (virus ad alta patogenicità). Il virus può trasmettersi agli umani, come è stato definitivamente dimostrato a partire dal 1997.
Verosimilmente tutte le specie aviarie sono suscettibili di infezione e tutti gli studiosi sono concordi nel ritenere gli uccelli il crogiolo evolutivo di origine di tutti i virus influenzali che si sarebbero adattati nel corso di milioni di anni. Gli uccelli selvatici sono i serbatoi naturali (reservoir) del virus, in particolare le specie acquatiche, nei quali circolano tutti i sottotipi conosciuti di Orthomyxovirus di tipo A. Gli uccelli domestici sono l’anello intermedio tra gli uccelli selvatici e gli altri animali domestici (soprattutto maiali). Tutte le specie sono colpite (polli, faraone, oche, ecc.). Particolarmente sensibili risultano essere i tacchini.
Il maiale ha un ruolo fondamentale in quanto possiede recettori sia per i virus aviari che umani (tra i quali è particolarmente sensibile ai virus H1N1, H3N2 e H1N2) e può svolgere un ruolo di incubatore evolutivo e di anello di trasmissione interspecifica.

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