Vediamo cos’è il lockdown energetico e come funziona.
Articolo in sintesi:
- Cos’è il lockdown energetico
E’ il nome semplicistico che viene dato a una serie di misure chiamate ufficialmente “10-Point Plan to Cut Oil Use” evocate dal Commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, in una lettera inviata ai ministri, al fine di scongiurare la crisi energetica conseguente alla chiusura dello stresso di Hormuz.
- Cos’è il lockdown energetico?
Consiste in una serie di misure imposte dai governi al fine di mitigare i consumi di energia. Per esempio, lavorare da remoto, spostarsi in gruppo, preferire mezzi meno inquinanti, divieto di usare l’auto di domenica, ecc.
La dipendenza dal petrolio
La chiusura dello Stretto di Hormuz conseguente alla guerra in Iran sta riportando in Europa lo spauracchio del Lockdown energetico. Ossia, un elenco di obblighi e sacrifici imposti ai cittadini dalla crisi energetica.
Purtroppo, l’alternativa agli idrocarburi inquinanti che ci è stata propinata per anni legata alle energie rinnovabili, si è rivelata una pia illusione. Tutt’al più, possono coprire un 25-30% massimo del fabbisogno per una famiglia media o un’impresa. Così come il mantra che ci hanno ripetuto per anni a scuola del petrolio in via di esaurimento (anche grazie alla tecnica del fracking, molto utilizzata negli Usa, che hanno raggiunto non solo indipendenza ma lo esportano anche).
Cosa dire poi delle auto elettriche, rivelatesi un bluff a discapito delle grandi aziende automobilistiche che hanno convertito la propria produzione e ora stanno fallendo. Troppi i problemi ancora da superare (durata batteria, costi elevati, rischio esplosione) oltre al paradosso che l’energia per caricarle derivi sempre dal petrolio.
Ma in cosa consiste il Lockdown energetico? Come vedremo, in qualcosa di simile ad alcune misure adottate nella precedente crisi energetica del 1973.
Cos’è il Lockdown energetico?
Tutto è partito dal fatto che il Commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, in una lettera inviata ai ministri di cui un sommario è stato pubblicato sul sito del dipartimento , ha invitato gli Stati membri a prepararsi a una possibile interruzione prolungata del commercio energetico internazionale.
Ma, soprattutto, con la stessa sollecita i governi a valutare anche misure volontarie di risparmio del carburante, soprattutto nei trasporti, citando il “10-Point Plan to Cut Oil Use” dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA).
Il quale, viene più semplicemente chiamato Lockdown energetico, proprio perché richiama a una serie di obblighi, ristrettezze e sacrifici richiesti ai cittadini, che così si vedrebbero di molto limitate le proprie libertà nei consumi.
Secondo la IEA, l’attuazione completa di queste misure potrebbe portare nei paesi industrializzati una riduzione della domanda di petrolio di circa 2,7 milioni di barili al giorno entro 4 mesi.
Come funziona il Lockdown energetico?
Ecco quali sono i 10 punti previsti dal cosiddetto Lockdown energetico, ufficialmente chiamato “10-Point Plan to Cut Oil Use”:
- lavorare da remoto fino a 3 giorni a settimana;
- ridurre i limiti di velocità in autostrada di almeno 10 chilometri orari;
- preferire i trasporti pubblici più economici;
- imporre il divieto di utilizzare l’auto di domenica;
- imporre in settimana la circolazione alternata (le cosiddette targhe alterne, viste già per ridurre l’inquinamento);
- spingere verso il car sharing (condividere l’auto con più persone);
- organizzare in modo più efficiente il trasporto delle merci;
- spingere per l’uso di treni ad alta velocità e notturni in luogo degli aerei;
- ridurre i viaggi d’affari in aereo;
- spingere per l’adozione di veicoli elettrici ed efficienti.
Fonti: