Astronomi individuano una collisione catastrofica a 11.000 anni luce di distanza che potrebbe generare un sistema simile a quello Terra-Luna
La formazione di un sistema planetario come il nostro è un avvenimento piuttosto caotico.
Per cominciare, i pianeti nascono grazie alla gravità che attira assieme pezzi del materiale di scarto della formazione di una stella — polvere, gas, frammenti di roccia o ghiaccio. A quel punto iniziano le danze, coi vari corpi celesti che si scontrano tra loro, si spostano in posizioni diverse da quelle originarie o vengono addirittura scagliati fuori dal sistema. Finalmente, dopo magari un centinaio di milioni di anni, la situazione si stabilizza.
Per quanto probabilmente quello appena descritto sia un processo comune, non è affatto semplice osservarlo in sistemi stellari distanti, in particolare per quanto riguarda le collisioni tra pianeti. È necessario, infatti, che le loro orbite li portino esattamente tra noi e la loro stella, così che i detriti risultanti dallo scontro oscurino almeno in parte la luce stellare — e anche questo segno rivelatore è spalmato nel corso di anni.
Ma Anastasios Tzanidakis, studente specializzando presso l’università di Washington, è un tipo paziente: analizzando scrupolosamente decenni di dati di vecchie osservazioni, scopre una stella sulla carta tranquilla come il nostro Sole, che però all’improvviso, parole sue, “went completely bonkers” (“è andata completamente fuori di testa”).