Ripercorriamo la carriera di Femi Benussi, dal grande talento ma condannata a ruoli sexy.
Spesso, dietro una icona sexy, può nascondersi una vita tormentata. Caratterizzata da eventi drammatici, sfortune, insoddisfazioni professionali. Una vita spesso infelice che non traspare dai film che la hanno resa quasi una dea. Diventando quasi impensabile, poiché le riteniamo persone inarrivabili, non paragonabili ai comuni mortali.
Pensiamo a Femi Benussi, attrice attiva tra la metà anni 60 e i primi anni 80, principalmente nella Commedia sexy italiana. Ma con incursioni anche nel genere Horror, Poliziesco e Western.
Come sovente accade, resterà incastrata nei ruoli di donna sensuale e provocante, non riuscendo a farsi apprezzare come meritava in altre vesti. Il che la rese infelice e insoddisfatta della pur lunga carriera.
Questo video intende proprio restituirle un po’ di dignità artistica.
La storia di Femi Benussi
Eufemia Benussi nasce a Rovigno il 4 marzo 1945, quando la città, oggi croata, apparteneva ancora all’Italia. Appena due anni dopo, passò alla Jugoslavia del maresciallo socialista Tito. Il che provocò un drammatico esodo della maggioranza della popolazione italiana autoctona.
La famiglia Benussi decide invece di rimanere sulla penisola di Istria e Femi completa gli studi liceali a Pola. E’ però appassionata di recitazione, confortata anche da una notevole presenza scenica: capelli lunghi e neri, occhi azzurri ipnotici, sguardo malizioso, viso dai lineamenti gentili, fisico dalle curve sinuose e ben proporzionate.
A soli 19 anni esordisce nel Teatro del Popolo di Fiume, figurando come l’attrice più giovane. Ai tempi della frequenza universitaria, con l’intento di laurearsi in Lettere e filosofia per entrare nel mondo della scuola (non terminerà gli studi), tuttavia, declinò l’offerta del regista suo connazionale Fadil Hadžić di una parte in una commedia teatrale in serbo-croato, “Viaggio d’affari”. Preferisce invece recarsi a Roma, ospite da una zia che viveva nella Capitale, a seguito della fine di una relazione sentimentale.
Per fortuna, l’allontanamento dalle terre d’origine non causano una rinuncia alla sua ambizione di diventare attrice. Anzi. Nel 1965 viene scelta per una piccola parte, quello di una cortigiana, nel film storico di Pasquale Festa Campanile: “Una vergine per il principe“, ambientata nella Mantova ai tempi dei Gonzaga nel 1500. Il quale però uscirà più tardi rispetto al secondo film in cui prese parte: “Il boia scarlatto”. Voluta espressamente dal regista Massimo Pupillo per la sua avvenenza.
Dopo aver recitato nel film “Un brivido sulla pelle“, regia di Amasi Damiani (1966), arriva per lei finalmente il primo film d’autore: “Uccellacci e uccellini”, di Pier Paolo Pasolini (1966), tra gli ultimi film a cui prese parte Totò.
Film con Femi Benussi
Il film di Pasolini sembrava aver aperto per lei la strada del genere d’autore e impegnato. Invece, per tutti i restanti anni 60 figurerà soprattutto in film Western e Polizieschi, anche in produzioni straniere. Si pensi a “Colpo grosso alla napoletana“, insieme a Robert Wagner e Raquel Welch, o a “La morte bussa due volte“.
Ma sarà la sua disponibilità a girare scene di nudo che la introducono nel genere boccaccesco e commedia sexy all’italiana, che finiranno per prevalere nella sua filmografia. Sono un esempio “Le calde notti di Poppea”, “La ragazza di via Condotti”, “La cameriera nera“. Per quanto, comunque, negli anni 70 prenderà parte ancora a film poliziotteschi, come “La mala ordina” o “Il giustiziere sfida la città“. Non mancheranno poi pellicole che combinavano entrambi i generi, come “Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della squadra mobile” e “L’assassino è costretto ad uccidere ancora“.
A metà anni 70 è diventata una vera e propria icona sexy. Il che gli comporterà fortune, certo, come un compenso medio che si aggirava tra i dieci e i quindici milioni di lire per film. Ma anche problemi, come quando, tra il 1975 e il 1976, vi fu il sequestro di tre film in cui compariva e una condanna a quattro mesi con la condizionale. Ma, soprattutto, il non essere ormai più apprezzata per le sue doti attoriali. Il che, forse, pesava ancora di più di una condanna.
In occasione dell’uscita del film “Le impiegate stradali“, per esempio, in cui interpretava il ruolo di un’insegnante arrestata per errore durante una retata di prostitute da parte della Buon costume, la casa di produzione annunciò il film con la frase sgradevole:
Per la prima volta vestita, la conturbante Femi Benussi
Femi Benussi ne risentì molto, ma dall’alto della sua ironia dichiarò in una intervista:
essere sexy senza prendere freddo. Gli studi cinematografici sono tutti maledettamente pieni di spifferi»
Basti pensare che all’apice della sua carriera, in soli 2 anni, il 1975 e il 1976, girò ben 21 film. Per fortuna, troverà un po’ di riscatto a Teatro verso la fine del decennio, lavorando anche con la coppia composta da Renato Rascel e Giuditta Saltarini.
Femi Benussi oggi
Terminata la stagione della Commedia sexy e girata l’ennesima pellicola erotica “Corpi nudi“, regia di Joseph Mallory (1983), decide di ritirarsi a vita privata. Consapevole di non essere stata in grado di smarcarsi dall’etichettatura di attrice sexy. Non era riuscita a sfondare neppure in televisione, dove era comparsa in una puntata di “Piccolo slam“ insieme a Gianni Ippoliti.
Tornò a vivere in Jugoslavia, ma qualche anno dopo il paese implose in una drammatica guerra civile a seguito della morte di Tito. E così, nella sua vita torna il dramma della guerra e decide di tornare a Roma dopo che le fu ucciso il tanto amato cane da un anonimo, per ritorsione alle sue critiche espresse in una intervista contro la pulizia etnica messa reciprocamente in atto tra serbi e croati.
Nel 2002 riapparve in una intervista per la rivista di cinema Cine 70 e dintorni, per opera di Franco Grattarola, Stefano Ippoliti e Matteo Norcin. Nella stessa, prende le distanze dalla sua attività di attrice erotica, asserendo di preferire di essere ricordata per altri film girati in carriera.
Nel corso di tale intervista raccontò anche di essere stata sostituita in alcuni film nelle scene più spinte nelle versioni destinate all’estero. Nonostante questo, i produttori non specificarono che in tali scene non fosse lei.
L’ennesimo smacco a un’attrice che avrebbe meritato molto più rispetto e riconoscimento.
Fonti: