Alcune aziende come Parmacotto, Tim e Iliad stanno puntando sull’effetto nostalgia, riproponendo spot stile anni ’90.
Se una persona finita malauguratamente in coma negli anni ’90 si risvegliasse adesso e guardasse la televisione, penserebbe che trent’anni tutto sommato non siano passati. Tra revival di programmi e spot tv.
Se il primo ha un duplice motivo legato alla crisi economica e quella delle idee, il secondo invece si basa su una natura squisitamente legata al marketing.
In una società ansiogena, senza certezze, nella quale il futuro fa sempre più paura, le persone si rifugiano nel passato. Le aziende questo lo sanno e stanno puntando quindi sull’effetto Nostalgia. Anche perché ormai la tv generalista è guardata soprattutto da Over 60, che all’epoca erano già adulti Over 30, quindi consumatori consapevoli.
Tanti spot tv rievocano gli anni ’90
Magari allora sono stati convinti proprio da quegli spot nella loro scelta. E si sono affidati agli sketch di Christian De Sica nell’acquistare il prosciutto Parmacotto.
Oppure, per la linea di casa hanno confermato la SIP pur avendo cambiato nome in Telecom Italia, guardando lo spot di Massimo Lopez prigioniero in una legione straniera.
Oggi invece pubblicizza la TIM, che però di italiano non ha più niente. Lo slogan, come il jingle, però resta lo stesso, vincente:
Una telefonata allunga la vita
E cosa dire poi della giunonica australiana Megan Gale, che con la sua bellezza statuaria ha convinto tanti a scegliere una scheda Omnitel (poi Vodafone) per i loro telefonini; in un’epoca, il 1999, dove cominciavano a diffondersi a livello di massa. Per poi diventare un organo aggiunto.
Qui però a sceglierla non è la Vodafone, ma la francese Iliad.
Del resto, come cantavano gli Articolo 31:
Tanta nostalgia degli anni novanta
Quando il mondo era l’arca e noi eravamo Noè
Era difficile, ma possibile
Non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perché
C’era chi aveva voglia, c’era chi stava insieme
C’era chi amava ancora nonostante il male
La musica, c’era la musica, ricordo
La musica, la musica, c’era la musica