DALLA PASTA AL VEGETARIANO, MCDONALD’S SI ADEGUA ALLE TRADIZIONI LOCALI

DALLA PASTA AL VEGETARIANO, MCDONALD’S SI ADEGUA ALLE TRADIZIONI LOCALI

SIGLATO UN ACCORDO CON LA BARILLA CHE CONSENTIRA’ DI VENDERE INSALATE DI PASTA ALL’INTERNO DEL NOTO FAST FOOD
Non conosce crisi la multinazionale del Fast food McDonald’s, che ha superato brillantemente qualsiasi scandalo che la riguardava direttamente (i bicchieri nocivi di Shrek, un film accusatorio o il panino che dopo 14 anni resta uguale) o spauracchio che ha riguardato la salute di qualche animale (su tutti la Mucca pazza). L’ultima strategia che ha messo in atto riguarda l’adeguamento dell’offerta alimentare ai gusti tradizionali del Paese ospitante. In Italia ad esempio potremo trovare l’insalata di pasta con le pennette Barilla.


LO STRANO CONNUBIO REDDITIZIO– Per avere subito le dimensioni del business basta dire che da qui alla fine del 2013 le previsioni di vendita delle insalate di pasta toccano quota 2 milioni. E se tutto filerà liscio l’intenzione dell’inedita abbinata italo-americana è di estendere l’accordo al resto d’Europa, cominciando dai Paesi legati alla dieta mediterranea come Francia, Spagna e Portogallo. Spiega Roberto Masi, amministratore delegato di Mc Donald’s Italia: «In passato siamo stati descritti come la quintessenza della standardizzazione internazionale, adesso vogliamo invece avvicinarci ai gusti, ai sapori e alle abitudini italiane. Lo facciamo in molti dei Paesi in cui siamo presenti ma in Italia ci crediamo di più perché abbiamo la fortuna di poter dialogare con l’eccellenza dell’industria agro-alimentare». Prima di Barilla altri esperimenti erano stati varati utilizzando il Parmigiano reggiano, lo speck, la mozzarella e il formaggio Asiago. E più in generale tutta la politica degli acquisti è rivolta a valorizzare il territorio.
I Mc-ristoranti in Italia sono 464, ci lavorano 17 mila addetti di cui il 40% full time e il resto a tempo parziale. Dopo l’annuncio, che lo stesso Masi aveva dato nei mesi scorsi, di 3 mila assunzioni part time di giovani, il gruppo ha messo su una sorta di carro di Tespi delle assunzioni. A Parma e a Monfalcone hanno fatto la coda in mille per proporsi e numeri simili si aspettano per le prossime puntate siciliane, a Messina e Gela. Dai consumatori italiani la McDonald’s ricava circa un miliardo di euro l’anno e continua nonostante la crisi a crescere attorno al 5%. Nel fatturato della multinazionale americana siamo il decimo Paese al mondo e il quarto in Europa. Le nuove insalate di pasta Barilla saranno messe in vendita a 5 euro e come detto a fine 2013 dovrebbero portare, da sole, a ricavi per 10 milioni di euro. In base alle simulazioni formulate dagli uomini di Masi il nuovo piatto dovrebbe interessare i consumatori che non amano l’hamburger e in particolare il target femminile adulto che mette piede assai raramente da McDonald’s.
BARILLA SEMPRE PIU’ MULTINAZIONALE– Visto dal versante di Parma l’accordo con gli americani è un altro tassello nella coraggiosa strategia di crescita (di cui ho già parlato qui) che dovrebbe portare il gruppo a raddoppiare il fatturato entro il 2020, passando da 3 a 6 miliardi di euro. Una sfida titanica per di più lanciata nel pieno della Grande Crisi quando tutto intorno si parla di chiusure, licenziamenti e cassa integrazione. L’arrivo a Parma del nuovo amministratore delegato Claudio Colzani, un ex manager Unilever, sta dando nuovo impulso alla strategia commerciale. «Per noi l’intesa serve ad aprire un nuovo canale di vendita e a diffondere un’alimentazione più sana e più equilibrata. Forniamo già la ristorazione tradizionale ma vogliamo adeguarci al cambiamento degli stili di vita e di conseguenza testare anche altre strade» dichiara Colzani. È chiaro che a Parma guardano con speranza alle potenzialità dell’accordo di oggi visti i 7 mila punti vendita McDonald’s aperti in Europa e i 30 mila nel mondo. Ma per raddoppiare il fatturato si è pronti ovviamente ad entrare in nuovi mercati come Asia e Brasile e a sperimentare anche soluzioni di e-commerce. L’attenzione agli States però resta e sarà ribadito dalla scelta di aprire in ottobre a New York un ristorante di qualità a marchio Academia Barilla.
Se è sempre più evidente che i fratelli della pasta (Guido, Luca e Paolo) puntano a trasformare un’azienda concentrata sul mercato domestico in una global company presente in oltre 100 Paesi del mondo, fino a oggi nessuno avrebbe pensato che questa strategia sarebbe passata da un accordo con l’impero del fast food. Che in molti giudicheranno spregiudicato. Ma la sensazione è che dovremo fare l’abitudine a un gruppo più grintoso, come testimoniano anche le esplicite prese di posizioni di Guido Barilla a favore di una rivisitazione del modello associativo della Confindustria.
GLI ALTRI ESEMPI – Ma le pennette all’insalata sono solo l’ultima trovata di McDonald’s. In Francia da gennaio sono in commercio il “Mc Baguette” (hamburger con pane alla francese), il “Mc Cantal” (hamburger con formaggio francese certificato), il “Charolais” (a base di carne bovina 100% francese), il sandwich al Camembert e una versione rivisitata della baguette jambon-fromage (prosciutto e formaggio). Appropriandosi in tal modo di quello che è un vero e proprio monumento nazionale: la baguette, il panino più venduto nel Paese da sempre.
In India ha aperto il suo primo punto vendita vegetariano, dato che la popolazione indiana è per il 42% vegetariana. E in più, come noto, qui si considerano le vacche come sacre, mentre la comunità musulmana non mangia carne di maiale. La prima sede è sorta accanto a un sito turistico molto affollato: il Tempio d’Oro di Amritsar, nel nord dell’India. La società prevede inoltre di aprire un’atra filiale ‘veg’ in prossimità del Devi Vaishno, una grotta-santuario nel Kashmir che è luogo di pellegrinaggio per migliaia di indù. Due saranno i panini ‘rivoluzionari’: il McAloo Tikki, fatto con una patata fritta piccante, ed il McMaharaja, che sostituisce il famoso hamburger di manzo con il pollo.
In Cina invece i clienti possono trovare tazze di mais fresco e coppe di fagioli rossi.
Quest’adeguamento è anche dovuto all’esigenza di rispondere a una concorrenza sempre più agguerrita, pronta a soddisfare quanti praticano l’alimentazione vegetariana per principio o semplice dieta. In Olanda ad esempio si è aperta una catena di fast food vegetariani: i Vegetarian Butcher, mentre a Manhattan e a Parigi c’è Maoz, che vende polpette di ceci e insalate pronte.

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