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Caffè sospeso, simbolo della generosità e creatività napoletana

Il Caffè sospeso” sta diventando una generosa abitudine che si sta ampiamente diffondendo per il Mondo. Emulando il gesto anche per altri ambiti, laddove si necessiti di dare una mano agli altri. Addirittura, in tempi di Covid-19, ci si è inventati pure “la bombola sospesa” nelle farmacie.

In questo mondo del progresso, in questo mondo pieno di missili e di bombe atomiche, io penso che Napoli sia ancora l’ultima speranza che ha l’umanità per sopravvivere

diceva il grande Luciano De Crescenzo. Come dargli torto? E credeva così tanto al caffè sospeso da dedicargli pure un’opera editoriale: “Il Caffè Sospeso. Saggezza quotidiana in piccoli sorsi”.

Il caffè sospeso sta diventando abitudine mondiale anche grazie alla catena “Caffè Napoli”, di Francesco Fiandra. Originario di Pozzuoli, proprio come la grande Sofia Loren. Il quale, tra l’altro, a Largo La Foppa a Milano, si è inventato anche il bancone/bar a filo strada, al fine di limitare gli assembramenti al chiuso. Ed è stato preso da esempio da altri bar.

Ma come nasce il caffè sospeso? Ecco la storia.

Caffè sospeso cosa significa

Qual è il significato del caffè sospeso? E’ l’atto di pagare il caffè al bar per una persona che arriverà successivamente, la quale non può permettersi di comprarlo. E chiederà al banco se ce n’è qualcuno.

Caffè sospeso storia

caffè sospeso

Qual è la storia del caffè sospeso? Manco a dirlo, questa pratica generosa è nata durante il regno dei Borbone. Periodo nel quale Napoli registrò tanti altri primati (li ho elencati qui).

Come racconta Januaria Piromallo sul Fatto quotidiano, secondo lo scrittore Riccardo Pazzeggia la tradizione avrebbe avuto origine dalle dispute che sorgevano al momento di pagare il caffè tra amici o conoscenti incontrati al bar.

Così, nel dubbio della disputa, si decideva di pagare un caffè che non era stato ancora consumato. preferibilmente, appannaggio di una persona indigente.

Durante l’era borbonica, si ricordano anche altri gesti simili. Come il cosiddetto “acino di fuoco”, un tizzone portato sulla paletta che, nei cortili napoletani, veniva offerto da chi aveva già acceso il focolare in ore più mattiniere. A beneficio degli altri coinquilini che potevano risparmiare il consumo dei fiammiferi.

Il succitato Fiandra pubblicizza l’iniziativa tramite slogan a caratteri cubitali nei suoi Lounge Café sparsi per l’Italia e nel Mondo (20 in 3 anni, tenendo conto poi di quest’anno che, è proprio il caso di dire, a tenuto le nostre vite in sospeso). A Londra, per esempio, lo chiamano “pending coffee”.

Abbiamo già detto della bombola sospesa, per mitigare il problema legato alle difficoltà di reperire bombole durante l’emergenza Covid-19. Mentre se ne contano altre, come “il pane sospeso” o “il giocattolo sospeso” durante l’Immacolata. Per regalare un sorriso ai bambini meno fortunati.

Immancabile poi un film documentario, Caffè sospeso, realizzato dai registi Fulvio Iannucci e Roly Santos. Girato tra Napoli, New York e Buenos Aires.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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