Una serie di studi mostra come capacità cognitiva e azione intenzionale potrebbero non essere esclusive di organismi complessi
Immaginiamo questa situazione: abbiamo appena mangiato del cioccolato, ma faremmo volentieri il bis — certo, sappiamo che è meglio non esagerare, ma la barretta è proprio lì davanti e sembra così invitante… Alla fine, come prevedibile, cediamo alla tentazione.
Il senso di sé degli insiemi di biomolecole
Può sembrare un evento piuttosto banale, ma per metterlo in scena c’è bisogno della collaborazione tra cellule del cervello, delle mani e dello stomaco, che fa emergere qualcosa di più della somma delle parti: il senso di sé, che agisce per soddisfare i nostri bisogni e desideri.
E se invece questo senso di sé fosse già presente, almeno in parte, in quelle stesse cellule o a un livello ancora più fondamentale, come insiemi di biomolecole o addirittura semplici sistemi chimici? La risposta a tali domande, per quanto apparentemente assurde, non è affatto scontata e potrebbe portare non solo ad importanti avanzamenti in campo medico, ma persino alla comprensione dell’origine della vita.