BERSANI NUOVO SEGRETARIO DEL PD

BERSANI NUOVO SEGRETARIO DEL PD

Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico. Ha sconfitto gli altri due avversari, Franceschini e Marino, con il 53% dei voti (Franceschini 34% e Marino 12%…arrotondando le percentuali); alle urne si sono recati quasi 3 milioni di cittadini, un risultato inaspettato forse anche per gli stessi membri del partito. Bersani aveva ottenuto due settimane fa, anche il consenso dei circoli.
Vince un uomo di sinistra insomma, uno che ha iniziato giovanissimo nel PCI, che crede ancora nella socialdemocrazia, e non disdegna un animo liberale (vedi i provvedimenti sulle liberalizzazioni del precedente Governo Prodi che portano la sua firma); anche se ha ottenuto il sostegno di cattolici ed ex popolari come Rosy Bindi e Enrico Letta. Sostegno da parte di una frangia cattolica ed ex popolare, che potrebbe però essere un fattore limitativo per Bersani, una sorta di freno per uno spostamento a sinistra del partito.
Ma a parte questo dubbio, vedo l’elezione di Bersani come una speranza di vedere il PD a tutti gli effetti un partito laico-riformista contrapposto al PdL formato Berlusconi, proprio per il lungo corso di Bersani nelle file della sinistra italiana. Nel suo programma pre-elettorale, figurava tra le altre cose, l’idea di creare una solida alleanza di centrosinistra sui programmi, ovvero una sorta di nuova Unione che però riesca meglio; anche l’idea di una riforma del sistema politico ed elettorale che guarda alla Germania (proporzionale con sbarramento per entrare alla camera al 5%); di occuparsi concretamente dell’andamento negativo della crisi economica, dell’occupazione e dei salari.
Poco più di un terzo dei votanti ha invece scelto il segretario uscente, ossia Dario Franceschini, forse per il suo “ma anche” di veltroniana memoria, ossia possibilista e mai nettamente schierato, a favore di una scelta o di un’altra; Franceschini, essendo un ex Margherita, avrebbe subito anche le istanze dei post DC su varie tematiche, tra cui quelle relative ai diritti civili. Anche se spesso si è schierato in favore della laicità. Ha comunque incassato voti significativi di alcuni Vip, come Jovanotti (cantante da anni impegnato nel sociale), ma soprattutto Nanni Moretti (da vent’anni critico verso la classe dirigente di sinistra).
Buono il risultato di Marino, che tra i tre ha rilasciato le dichiarazioni più in netta rottura col passato, forse anche per lo svantaggio di partenza rispetto agli altri due candidati (diciamolo pure, era un finto terzo incomodo), che lo induceva a recuperare qualche punto a colpi di dichiarazioni e frasi ad effetto. Magari avesse vinto lui e il suo programma…
Per Bersani già una prima grana da Segretario: il caso del Presidente della Regione Marrazzo (nel Lazio l’affluenza per le Primarie è stata bassissima); oltre poi alle tante interne al suo Partito, come Rutelli e quanti guardano con interesse l’UDC e sempre meno alla socialdemocrazia.
Ultimo appunto. Per votare bisognava versare almeno 2 euro di contributo, dicono per sostenere le spese dell’iniziativa. Tre milioni per 2 euro (arrotondo in eccesso il numero dei votanti per arrotondare in difetto quello del contributo che in alcuni casi sarà stato anche maggio di 2 euro), significano che l’incasso totale è stato di 6 milioni di euro. Servivano così tanti soldi? Che fine faranno? Se la politica è un’opinione, la matematica no. 
Ma a parte ciò, va sottolineata l’ottima partecipazione delle persone all’evento, ancora più significativa se si guarda all’altro principale partito di centro-destra, che decide i suoi affari interni nella Villa del suo padre padrone. Però devo anche dire che si va da un estremo all’altro, poiché il PD ha già cambiato 3 Segretari in 2 anni di vita, cifre che diventano ancora più negative se si contano i Segretari che ha avuto la sinistra italiana dalla morte di Berlinguer in poi, ossia in 25 anni (dal 1984): ben 7, ovvero uno nuovo ogni tre anni e rotti.

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