QUANTO CI COSTA REALMENTE UN CONTO CORRENTE BANCARIO?

QUANTO CI COSTA REALMENTE UN CONTO CORRENTE BANCARIO?

Data ultimo aggiornamento: 3 Gennaio 2017

TANTE LE SPESE TENUTE NASCOSTE AI CLIENTI
Gli Istituti di credito basano le proprie fortune sui conti correnti di medi e piccoli importi, dove ogni giorno si consumano migliaia di operazioni. Ed è proprio su questi che le Banche fanno i propri sporchi giochini, omettendo costi che sommati durante tutto l’anno costituiscono importi assurdi, tant’è che i C/C italiani costano molto di più di quelli europei. Il tutto all’insaputa del correntista.

I COSTI – Ma quanto costa in media la gestione di un conto corrente in Italia? Non è semplice rispondere: Bankitalia, sulla base di un campione di clienti, scrive che in Italia il conto è costato mediamente 91 Euro nel 2010 – 111 Euro se si considerano le commissioni sugli affidamenti in conto corrente – in riduzione rispetto all’anno precedente; ma i conti accesi negli ultimi mesi costano mediamente 67,7 Euro.
Uno studio della Commissione Europea dell’Ottobre 2010, però, attesta che un conto in Italia costa in media 295,66 euro all’anno, contro i 114 euro stimati come costo medio Ue. In particolare il conto italiano costerebbe il doppio di un conto francese ed il quadruplo di un conto olandese o inglese. A parte la guerra di cifre tra Abi e Commissario ai Servizi Finanziari, Michel Barnier, il problema dell’utente sembra essere proprio l’acquisizione delle informazioni necessarie che gli consentano di confrontare i costi dei conti.
Secondo la Commissione Europea, infatti, i costi di gestione di un conto corrente italiano sono ripartiti in questo modo: 54% costi fissi (canone mensile di tenuta conto); 31% spese variabili (spese per bonifici, prelievi bancomat etc.) e 15% commissioni bancarie, dove si annida il vero buco nero informativo.
COME PUO’ DIFENDERSI IL CORRENTISTA– Ma esistono mezzi per verificare le caratteristiche del conto corrente e confrontare le offerte delle banche? La prima domanda che il cliente di lunga data dovrebbe porre al proprio consulente bancario è: «C’è un conto con condizioni più convenienti?». La seconda cosa da fare, indipendentemente dalla risposta del dipendente di banca, potrebbe essere la semplice richiesta del Foglio Analitico Informativo e dell’Indicatore Sintetico di Costo: si tratta di due documenti che il consulente deve obbligatoriamente consegnare su semplice richiesta, anche di un non cliente; dal secondo documento in particolare il cliente potrà desumere il costo medio dello specifico conto corrente che gli è stato proposto.
La terza cosa da fare, per chi ha deciso di investire un po’ del proprio tempo, dovrebbe essere un salutare giro degli sportelli per ritirare analoga documentazione.
Per i clienti più evoluti ed impossibilitati a muoversi in orario d’ufficio, informazioni del genere sono direttamente confrontabili su www.pattichiari.it (il consorzio a cui aderiscono 80 banche italiane) ovvero su www.confrontaconti.it, www.sostariffe.it, www.facile.it: si tratta di motori di ricerca che stilano classifiche di convenienza dei conti sulla base delle esigenze manifestate dall’utente. Non sono perfetti ma aiutano ad effettuare scelte consapevoli.
(Fonte: Pubblico)
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0 Risposte a “QUANTO CI COSTA REALMENTE UN CONTO CORRENTE BANCARIO?”

  1. E TI DANNO : BANCOMAT, CHIAVETTA PER ACCESSO ON LINE, CARNET DI ASSEGNI E UNA O DUE OPERAZIONI ALLO SPORTELLO GRATIS AL MESE…..NE MA COSA VUOI DI PIU'?

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