La Russia ha scoperto il più grande giacimento petrolifero della storia nel Mare di Weddell, in Antartide.
Da almeno quarant’anni, sia a scuola che tramite i mass-media, ci dicono che il petrolio sia una fonte energetica in esaurimento. E che dunque occorrano fonti energetiche rinnovabili per sopperire alla sua mancanza. Ripescando dal mazzo anche il nucleare, per buona pace di Cernobyl e Fukushima.
E invece, il Petrolio, parafrasando un vecchio slogan, “è vivo e vegeto e inquina insieme a noi“. Anzi, proprio la Russia, tornata a essere causa di tutti i mali del mondo sempre secondo la vulgata prevalente, ha scoperto il più grande giacimento petrolifero della storia nel Mare di Weddell, in Antartide.
Si stima che contenga 511 miliardi di barili, il doppio delle riserve dell’Arabia Saudita e più di 10 volte la produzione del Mare del Nord per 50 anni. È una svolta per l’energia globale.
Russia scopre giacimento in Antartide
Come spiega Maurizio Blondet sul proprio blog, la Russia ha istituito cinque stazioni di ricerca in Antartide dal lontano 1957.
La Cina, invece, ha aperto la sua quinta base antartica negli ultimi anni. Entrambe le nazioni hanno inoltre bloccato le proposte sostenute dall’Occidente di espandere le aree marine protette in Antartide, in particolare nel 2022.
Esiste un trattato internazionale che vieta estrazioni e uso commerciale del petrolio nell’area, ma con il declino delle riserve artiche e offshore e la crescente pressione sui mercati energetici, aree precedentemente inesplorate come l’Antartide stanno attirando maggiore attenzione, non solo per il petrolio, ma anche per il gas naturale, le terre rare e la futura leva strategica.
Il Regno Unito rivendica la sovranità sul Territorio Antartico Britannico, compreso proprio il Mare di Weddell, ma anche Argentina e Cile rivendicano la regione.
La maggior parte dei paesi, compresi Stati Uniti e Russia, non riconosce alcuna rivendicazione antartica. Ciò rende l’applicazione del trattato ancora più difficile. Sebbene la Russia non possa legalmente estrarre petrolio secondo l’attuale diritto internazionale, il trattato non prevede alcun meccanismo formale di applicazione.
Con un clima geopolitico sempre più frammentato, difficilmente i trattati in difesa dell’area riusciranno a reggere.
Foto da Pixabay
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