LA LISTA TSIPRAS E’ GIA’ AI FERRI CORTI: CAMBIA I SIMBOLI, MA E’ LA SOLITA SINISTRA MASSIMALISTA

BARBARA SPINELLI NON VORREBBE RINUNCIARE AL SEGGIO, COME INVECE DETTO PRIMA DELLE ELEZIONI. A VOLERLA PROPRIO IL LEADER GRECO
Prima venne la Sinistra arcobaleno, poi la Federazione di sinistra, poi ancora Rivoluzione civile, infine la lista L’altra Europa con Tsipras. Ma il risultato è sempre lo stesso. La sinistra massimalista cambia simboli e nomi, ma non riesce a “curare” i propri atavici mali: riciclati in cerca di un’ennesima occasione e discussioni interne estenuanti e avvitanti. In una sola parola: autolesionismo. E così, a meno di due settimane dal voto alle europee, la lista L’altra Europa con Tsipras sembra già essere ai ferri corti, complice l’esplosione della grana Barbara Spinelli. In realtà, già prima delle elezioni c’erano stati problemi e discussioni.

LA SPINELLI NON VUOLE RINUNCIARE AL SEGGIO – «Ognuno deve fare quello che sa, e io mi esercito nella scrittura, nello smascherare le falsità che vengono dette in politica. So fare solo questo. Non so fare politica. Ho pensato che questa idea di Europa e queste idee dovevo usarle in modo diverso, non per cominciare un altro mestiere ma per metterci la faccia. La questione della visibilità che in qualche modo io ho è stata centrale nella decisione. Con la mia scelta, questa visibilità è data a tanti invisibili, a tanti combattenti d’Europa. Per questo non ritengo che si tratti di un inganno per l’elettore».
Queste le parole di Barbara Spinelli ai primi di marzo, nella conferenza stampa di lancio della lista Tsipras. Giusto tre mesi fa. Ma la poltrona fa gola a tutti e le sirene del potere ammaliano anche chi si professa “moralmente altro”. E così gli invisibili possono aspettare. Perché rinunciare a Bruxelles?
Ecco di nuovo quella falsa morale tanto cara alla sinistra che viene a galla. Moni Ovidia invece è stato di parola, rinunciando al seggio come dichiarato prima del voto. Certo, al suo posto non ci è andato un giovane o uno sconosciuto della “società civile” (termine abusato in politica). Bensì il giornalista Curzio Maltese. Comunque, se non altro, si è stati di parola.
A pesare sulla sua scelta però sembra essere lo stesso Tsipras, che vorrebbe proporla come vicepresidente del partito.
RIFONDAZIONE E SEL ATTENDONO TREPIDANTI – Intanto Rifondazione e Sel attendono trepidanti la sua scelta: se opterà per il collegio del Centro resterebbe a casa il trentenne Marco Furfaro, unico eletto di Sel; se sceglierà quello del Sud, invece, a rinunciarvi sarà una giovane esponente di Rifondazione, Eleonora Forenza.
Chi resterà fuori? Vedremo. Certo, gli esclusi non dovrebbero neppure prendersela troppo con lei. In fondo, Sel e Rifondazione si sono nascosti dietro la sua faccia e quella di Tsipras per sperare in un seggio a Bruxelles. Con la loro forza elettorale, ormai, non riescono neanche più ad arrivare a Roma.

(Fonte: l’Unità)
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