Curaçao è una piccola isola caraibica, ancora afferente al vecchio Regno di Olanda. Vive da decenni danni ambientali dovuti al petrolio.
Oltre che per il fatto che si svolgano in 3 paesi diversi e che le nazionali concorrenti siano ben 64, i mondiali di calcio 2026 stanno facendo parlare di sé anche per la presenza di Curaçao. Una piccola isola affacciata sul Mar dei Caraibi di fronte al Venezuela, colonia di quel che resta del Regno dei Paesi Bassi.
Curaçao fa parte del Girone E, insieme a Germania, Ecuador e Costa d’Avorio. Ha già fatto parlare di sé per il piccolo autobus pittoresco che ha trasportato i giocatori presso la sede e le convocazioni giunte via radio, in stile anni ’30 del secolo scorso.
Un piccolo gioiello naturalistico, ma anche architettonico, giacché l’esoticità del contesto felicemente si contrasta con architetture di stampo spagnolo ed olandese. Le ex potenze coloniali che secoli fa approdarono per prime, fino a contendersele, ma anche rovinarle.
I pochi abitanti indigeni presenti sull’isola sono stati facilmente sopraffatti, per fare posto agli interessi commerciali degli imperialisti europei. La piccola isola caraibica è stata devastata dal petrolio.
I danni ambientali inferi dal petrolio a Curaçao
Come racconta Ehabita, Per oltre un secolo, l’economia di Curaçao è stata legata in modo stretto alla grande raffineria Isla, situata nell’area di Willemstad. Impianto fondamentale per la lavorazione e il transito del greggio venezuelano. Di qui danni alla qualità dell’aria e forte impatto sanitario nei quartieri più prossimi, con tante denunce da parte degli ambientalisti rimasti lettera morta.
Uno dei simboli del disastro ambientale in corso sull’isola caraibica è il cosiddetto Asphalt Lake (tradotto in lago di catrame), dove si sono accumulati residui petroliferi e materiali tossici. Di qui seri e preoccupati interrogativi sulla qualità del suolo, sulla tutela delle falde e sulle possibilità di riconversione ecologica.
Eppure, parliamo di un piccolo Stato dove le barriere coralline sono tra le più note dei Caraibi ed è meta di turisti in cerca di tipiche mete esotiche.
Oggi Curaçao è letteralmente schiacciata da un lato dal peso storico dell’industria petrolifera, dall’altro la necessità di proteggere paesaggi e habitat che rappresentano le colonne portanti della propria economia.
In tanti faranno tifo per questa favola calcistica. Ma terminata la sua esperienza, probabilmente già ai gironi di qualificazione, tutti finiremo ancora per dimenticarla.