API A RISCHIO ESTINZIONE, I PERICOLI PER L’UMANITA’

Data ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2021

IN EUROPA A PARTIRE DAGLI ANNI ’60 IL LORO NUMERO E’ GRADUALMENTE DIMINUITO A CAUSA SOPRATTUTTO DEI PESTICIDI E DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI
“Se dovessero sparire le api dalla superficie della Terra, all’uomo non rimarrebbero più di quattro anni di vita. Senza le api non si ha impollinazione e quindi l’uomo sarebbe condannato all’estinzione!” diceva Albert Einstein un bel po’ di anni fa. I rischi a quanto pare oggi ci sono tutti, considerando che a partire dagli anni ’60 in tutti i Paesi europei il numero di api è drammaticamente diminuito, con seri pericoli per l’uomo, in quanto la loro scomparsa o sensibile decimazione comporterà l’imminente collasso del sistema dell’impollinazione che avrà conseguenze catastrofiche anche nelle coltivazioni.

LA GRADUALE ESTINZIONE –  Dal 1965 ad oggi, nell’Europa centrale, il numero di alveari si è ridotto in maniera drammatica. Nel Regno Unito, le api da miele, come anche le api selvatiche e le mosche bianche, stanno letteralmente lottando per la sopravvivenza. Nella Repubblica ceca, Norvegia, Slovacchia e Svezia è stato osservato un affievolirsi dei numeri dal 1985. In Italia le api sono già diminuite del 40-50%. Qui si impiega oltre un terzo del totale degli insetticidi utilizzati nell’intera Europa. In Italia nel settore dell’apicoltura operano ben 50.000 apicoltori, con 1,1 milioni di alveari, per un business di 60 milioni di euro, che arriva a 2,5 miliardi se si considera il servizio di impollinazione fornito dalle api all’agricoltura.
LE CONSEGUENZE – Oltre un terzo delle coltivazioni da cui dipende la nostra alimentazione sono impollinate attraverso il lavoro delle api: mele, pere, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, cocomeri, pomodori,  zucchine, soia e girasole. Come pure la grande maggioranza delle colture orticole da seme, come l’aglio, la carota, i cavoli e la cipolla.
Ma le api sono utili anche per la produzione di carne, grazie all’azione impollinatrice che svolgono nei confronti delle colture foraggere da seme come l’erba medica e il trifoglio, fondamentali per i prati destinati agli animali da allevamento.
Se le api scompaiono saremmo costretti ad impollinare a mano molte coltivazioni,  come gia’ accade in certe zone della Cina in cui le api sono ormai estinte. Ogni giorno migliaia di braccianti agricoli si armano di piccoli pennelli e salgono sugli alberi per fare il lavoro delle api: una situazione apocalittica ben descritta dal  documentario americano “Silence of the bees” (Il silenzio delle api). La conseguenza inevitabile sarebbe ovviamente una folle impennata dei prezzi di frutta e verdura: una mela cosi’ prodotta potrebbe costare anche 50 euro.
BAYER E SYNGENTA COLPEVOLI DELLA LORO ESTINZIONE – La Bayer e la Syngenta sono rispettivamente produttori e distributori di potenti pesticidi a base di clothianidina. I principi attivi di questi pesticidi mandano in tilt il sistema nervoso dei preziosi insetti. Le api non riescono così a fare ritorno agli alveari e vanno incontro a morte certa. Negli anni duemila metà delle api sono scomparse e già in altri paesi la Bayer potentissima multinazionale tedesca, leader in più settori (salute, agricoltura, polimeri, chimica) con vendite stimate oltre i 30 miliardi di dollari è stata chiamata in causa.”Secondo il Centro di ricerca sulle piante coltivate, 29 su 30 api esaminate erano morte dopo essere entrate in contatto con la sostanza incriminata, che insieme all’imidaclopride viene usata nella coltivazione della rapa, della barbabietola da zucchero e del mais(aggiungo i vigneti e agrumeti). I due insetticidi vengono esportati in 120 paesi, con il risultato che la Svizzera si è ritrovata con il 25% di api in meno, e l’Italia, la Germania e la Francia con metà delle api morte; in Francia, dove l’imidaclopride è vietata dal 1999 e l’approvazione della clothianidina è stata appena respinta, in dieci anni sono morte 90 miliardi di api, con un calo della produzione di miele attorno al 60%). Il fenomeno si è registrato anche negli Stati Uniti con proporzioni ancora più catastrofiche: 60-70% di api morte.
E proprio negli Stati Uniti si palesa la capacità corruttiva del gruppo grazie ad una nota interna dell’EPA, resa pubblica da WikiLeaks, la quale conferma che l’Agenzia Ambientale statunitense EPA, ha ignorato gli avvertimenti dei suoi stessi scienziati, in aperta collusione con la Bayer, per autorizzare illegalmente la clothianidina, l’insetticida che ha consentito così al colosso della chimica di realizzare un business di 183 milioni di € (circa 262 milioni di $) nel solo 2009.
Insomma, se dovessero sparire le api la scomparsa del miele sarebbe solo l’ultimo problema. Sparirebbero molti prodotti agricoli e sarebbe reso problematico pure l’allevamento di bestiame. Einstein purtroppo aveva ancora una volta tragicamente ragione.

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