Adozioni ai tempi del Covid-19, 500 bambini bloccati: ma non è solo colpa del virus

Il nuovo Coronavirus Covid-19 sta provocando tutta una serie di danni collaterali di cui si parla poco. Per esempio, il fatto che tante persone affette da patologie si stanno trascurando. Per il timore di recarsi in un ospedale ed essere infettati. O per ingolfamento degli ospedali stessi, incapaci di espletare le proprie funzioni ordinarie.

E cosa dire poi dei diversamente abili, che hanno visto negati prima e rallentati poi i propri già minimi diritti. O, ancora, dei 500 bambini adottati da famiglie italiane, impossibilitati a raggiungerle causa Covid-19. O, viceversa, ai genitori potenziali adottivi di raggiungere loro per concludere la pratica.

Ecco qualche esempio di adozioni ai tempi del Covid-19 e come stanno le [sta_anchor id=”adozioni”]cose[/sta_anchor].

Adozioni situazione per Covid-19

Ad essersene occupato è il giornale Avvenire. Riporta come Valeria R. e suo marito Giorgio abbiano già adottato sette anni fa in Cina un bambino che oggi ha 9 anni.

Per completare l’adozione sarebbe stato necessario raggiungere la Cina. Poi l’emergenza Covid-19 ha fatto saltare ogni progetto.

Stessa situazione per altre 36 famiglie, le quali attendono di riabbracciare il loro figlio cinese adottivo. E altre decine attendono di poter partire per Filippine, Colombia, India, Russia e verso altri Paesi. Per un totale di 500 bambini “sospesi“.

Tutte pratiche lunghe anni, anche oltre 5 anni, versando cifre che vanno dai 15 ai 30mila euro.

Adozioni ente responsabile

Ovviamente, oltre al Covid-19, ad incidere sulle adozioni ci si mette pure la solita inefficienza italica. Ricorderete in tanti la sceneggiata dell’allora ministro Maria Elena Boschi, che si recò in Congo per accompagnare nel nostro Paese 31 bambini. Per poi farsi fotografare con una di loro che gli faceva le treccine (ne parlai qui).

A coordinare le adozioni in Italia è la Cai, Commissione adozioni internazionali. La quale, al momento della scrittura, non ha ancora un vicepresidente operativo. La presidenza è formalmente in mano al ministro Elena Bonetti. E neppure un direttore generale, dopo la scelta dei rispettivi titolari di andare in pensione.

Per la vicepresidenza c’è stata ad agosto la nomina di Vincenzo Starita, magistrato di lungo corso, apprezzato per la sua competenza nell’ambito minori. Ma si attende ancora il via libera del Csm. E, nel frattempo, la commissione che negli ultimi tre anni è stata affidata alla professionalità di Laura Laera – rimarrà nella commissione come ‘esperta’ – è stata costretta a rallentare tutto.

Adozioni come funzionano

Come spiega il sito della stessa Cai, i requisiti per l’adozione internazionale sono gli stessi che per l’adozione nazionale:

L’adozione è permessa ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, o che raggiungano tale periodo sommando alla durata del matrimonio il periodo di convivenza prematrimoniale, e tra i quali non sussista separazione personale neppure di fatto e che siano idonei ad educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendano adottare

Età per poter adottare qual è

Requisiti per poter adottare quali sono

Per poter avviare una pratica di adozione, occorre rifarsi al sito stesso o al Portale Adozione Trasparente.

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