Perché il video di Lavrov è uno schiaffo a Putin

Perché il video di Lavrov è uno schiaffo a Putin

La Russia non è presente al G20 in corso a Bali, dove è in corso un autentico processo al paese per l’invasione all’Ucraina. Sergej Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha dovuto girare un video per smentire i suoi problemi di salute.

Nel video, Lavrov parla ironicamente dei problemi attribuitigli, avendo già in passato dovuto smentire quelli attribuiti al presidente russo Vladimir Putin.

Tuttavia, il video è un clamoroso autogol. Anzi, un autentico schiaffo a quest’ultimo.

Video di Lavrov con smartwatch, iPhone e t-shirt Basquiat

Nel video Sergej Lavrov mostra due autentici simboli del capitalismo americano esportato nel mondo: un iPhone sul tavolo e uno smartwatch al polso, che si presume essere sempre di casa Apple. Non proprio in linea con il processo di sostituzione delle importazioni che la Russia si sta imponendo.

Ma non solo. Indossa una t-shirt che omaggia Jean-Michel Basquiat, un artista Pop che faceva parte della Factory di Andy Warhol. Come riporta Wikipedia, partito come artista di strada (graffitaro), Basquiat riuscì ad entrare nei due club più esclusivi della scena socio-culturale di New York degli anni ’70: il Club 57 ed il Mudd Club, frequentati anche dallo stesso Warhol, da Madonna (con cui tra l’altro avrà una storia d’amore), e da Keith Haring, con il quale stringerà un’amicizia che durerà fino alla morte.

Basquiat e Haring sono passati alla storia dell’arte contemporanea per aver portato l’arte dei graffiti nelle gallery esclusive, trasformandosi così da squattrinati artisti di strada ad artisti dell’elite americana. Pur non perdendo il proprio stile anticonvenzionale e anticonformista.

La morte nel 1987 di Andy Warhol aumenterà la sua tossicodipendenza e il 12 agosto dell’anno seguente morì per intossicazione acuta da droghe miste (oppio-cocaina). Basquiat fu definito «il James Dean dell’arte moderna», per la rapidità con cui ha ottenuto il successo ma l’altrettanta velocità con la quale ha perso la vita (aveva solo 28 anni).

Ironia della sorte volle che anche l’amico Haring morisse 2 anni dopo, anche egli giovanissimo (32 anni), ma di AIDS.

Insomma, una storia di trasgressione, autodistruzione ed anticonformismo anche in questo caso non in linea con la visione sociale della Russia.

Forse il video di Lavrov, che lasciamo di seguito, sembra più un modo per sbeffeggiare il suo paese e il suo presidente, anziché le notizie di una sua cattiva salute.

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