Via col vento accusato di razzismo: i motivi e un precedente

Via col vento accusato di razzismo: i motivi e un precedente

Francamente me ne infischio” diceva l’attore protagonista Clark Gable nelle vesti di Rhett Butler. E forse anche molti di voi nel leggere questa notizia. Sebbene, in realtà, considerando che siamo nel 2020, c’è poco da infischiarsene.

Parliamo infatti della decisione da parte dell’emittente televisiva statunitense a pagamento via cavo HBO, di eliminare dal proprio archivio un cult del cinema hollywoodiano: Via col vento.

Pellicola del 1939, trasmessa all’infinito dalla Rai, che ha guadagnato più soldi al box office nella storia del cinema statunitense. Record a tutt’oggi tra l’altro imbattuto. Mentre nel 1940 ricevette ben 8 Oscar.

Un pedigree di tutto rispetto, che però non è bastato per risparmiargli l’etichetta ridicola di film razzista. Sulla scia delle proteste che stanno infiammando parte dell’Occidente dopo il caso Floyd.

Proteste giunte pure in Parlamento, dove alcuni parlamentari, capeggiati dalla sempre presente buonista Boldrini, si sono inginocchiati. Emulando il gesto del poliziotto che ha ucciso il ragazzone di colore, diventato anche il simbolo della rivolta.

Ecco perché Via col vento viene accusato di razzismo e un precedente ridicolo simile.

Perché Via col vento accusato di razzismo

via col vento locandina

Come riporta Il Fatto quotidiano, HBO spiega le ragioni dietro questa decisione su Variety, tramite un suo portavoce:

È un film del suo tempo che raffigura alcuni pregiudizi etnici e razziali che erano, disgraziatamente, dati per assodati nella società americana. Queste descrizioni razziste erano sbagliate allora come ora e abbiamo pensato che mantenere questo titolo senza una spiegazione e una denuncia di quelle descrizioni sarebbe stato irresponsabile

Forse anche alla luce delle polemiche che questa scelta ha scatenato, l’emittente ha leggermente corretto il tiro. Affermando che il titolo sarà di nuovo aggiunto al catalogo proponendo anche “una discussione del suo contesto storico e una denuncia di quelle descrizioni”.

Insomma, il film tratto dal libro di Margaret Mitchell e ambientato in uno stato del Sud separazionista, come la Georgia, poco prima e poco dopo la guerra civile americana, sposerebbe appieno la mentalità razzista di una parte degli statunitensi bianchi legati alla tradizione schiavista settecentesca ed ottocentesca.

Pare che ad accendere la miccia sia stato John Ridley, co-sceneggiatore del film 12 anni schiavo, in quanto il film è zeppo di stereotipi razzisti.

Su tutti, ad essere additato è il personaggio molto caratterizzato di Mami (Hattie McDaniel), la cameriera di Casa O’Hara. La quale anche nel doppiaggio italiano mantiene questa inflessione con le p che diventano b e le t che diventano d.

Peraltro, la McDaniel vinse anche l’Oscar come attrice non protagonista. Sebbene la donna non potè sedersi al tavolo con gli altri attori protagonisti (oltre a Clark Gable, anche Vivien Leigh e Olivia De Havilland) e al produttore del film David O.Selznick. Poiché la rigorosa politica antineri dell’hotel Ambassador dove si svolgevano a quel tempo le cerimonie degli Oscar, relegò l’attrice in un tavolino in fondo alla sala. Assieme al suo accompagnatore Ferdinand Yober.

Già nel 2017, un cinema di Memphis (Tennessee), decise di sopprimere dal suo catalogo Via col vento perché offendeva la comunità locale.

Perché cancellazione Via col vento è ridicola

via col vento censurato

A mio avviso, la bollatura di Via col vento come film razzista è ridicola. Sia perché parliamo di una epoca nella quale certe attenzioni verso le persone di colore era ancora lontana (tanto nel Cinema, quanto nella società in generale), quindi andrebbe contestualizzato storicamente.

Sia perché, alla fine, non fa altro che dipingere un’epoca nella quale le persone di colore svolgevano principalmente lavori umili e di fatica. Importanti negli States, tra il ‘700 ed inizio ‘900, dall’Africa per tale scopo come fossero animali da soma.

Anzi, la macchina cinematografica americana si mostrò tutt’altro che razzista nei confronti della McDaniel, dato che gli conferì l’Oscar. Mentre lo era ancora la società in generale, visto che non poté sedersi con gli altri.

Tra l’altro, sono tanti altri i film con simili personaggi di colore (anche in Italia, penso per esempio alla cameriera di colore che spaventa Totò in Totò cerca moglie).

Via col vento trama

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Il film è ambientato nel 1861. durante il quale l’America vive un periodo di grande tensione, per il contrasto tra il Nord e il Sud del paese.

Nella piantagione di Tara, in Georgia, la vita di Rossella O’Hara (Vivien Leigh) sta per essere sconvolta dall’annuncio delle nozze tra l’uomo che ama, Ashley Wilkes (Leslie Howard), e sua cugina Melania Hamilton (Olivia de Havilland).

Rossella decide di dichiararsi ad Ashley per persuaderlo a rompere il fidanzamento, ma l’uomo la rifiuta e annuncia le nozze con Melania nel corso di una festa in famiglia.

L’allegria della comitiva è spenta dall’annuncio della guerra e dall’immediato arruolamento degli uomini. Sperando di dimenticare i suoi sentimenti, Rossella accetta la proposta di matrimonio di Carlo Hamilton (Rand Brooks), prima che questi parta per il fronte. Pochi mesi dopo, Carlo muore e Rossella, indossando il lutto, si reca ad Atalanta presso i parenti del defunto.

Nonostante le sia proibito partecipare ad eventi mondani, la donna disobbedisce e prende parte ad una festa di beneficenza dove incontra Rhett Butler (Clark Gable).

Intanto la guerra tra nordisti e sudisti bussa anche alle porte di casa sua, portando ulteriore scompiglio ai suoi piani.

Diviso in 2 parti, dura 238 minuti, per la regia di Victor Fleming, su un Soggetto di Margaret Mitchell, riadattato per il grande schermo dallo sceneggiatore Sidney Howard.

Chi era attrice di Mami, Hattie McDaniel

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Come riporta Wikipedia, Hattie McDaniel, oltre che brillante attrice e cantante gospel, fu la prima donna di colore a cantare alla radio degli Stati Uniti d’America.

Era anche paroliere, comica, attrice di palcoscenico, intrattenitrice radiofonica e star televisiva.

Benché avesse partecipato in circa 300 film, dal ‘32 al ‘49, appare accreditata solo in una ottantina. Inoltre, fu criticata dalla stessa comunità afroamericana insieme ad altri colleghi, poiché nei film rappresentava soprattutto i soliti stereotipi che all’epoca accompagnavano le persone di colore.

Morì nel 1952 per un tumore al seno, a 57 anni. Voleva essere seppellita nel cimitero di Hollywood, ma non le fu consentito.

Il precedente

In realtà, c’è un precedente molto simile a questo. E sempre per lo stesso motivo: Tom & Jerry cancellato dall’archivio di Amazon per la raffigurazione di una cameriera di colore proprio simile a Mami. Ne ho parlato qui.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

2 Risposte a “Via col vento accusato di razzismo: i motivi e un precedente”

  1. Non ho ben capito il ruolo della boldrini (scusate la “b” minuscola). Quindi, oltre ad femminismo inutilmente sostenuto dalla femminilizzazione dei titoli (per esempio: ministra, assessora, sindaca etc. Per par condicio, guardia giurata si dovrebbe riferire ad una donna, se si tratta di un uomo, stando alla boldrini, si dovrebbe dire “guardio giurato”) adesso la boldrini cosa vorrebbe fare? Censurare tutto quello che secondo lei è offensivo, anche se non lo è?
    Premesso che io ho sempre creduto che, a parte chiare differenze fisiche, non esista motivo alcuno di pensare ad una diseguaglianza tra i sessi (potevo nascere donna, nel qual caso non credo proprio che sarei stata disposta ad accettare un ruolo di anche minima inferiorità), per evidenziare l’assurdità (per non dire altro) di certe cose, vi racconto un episodio avvenuto nel lontano 1977 e di cui sono stato protagonista.
    Una sera d’estate mi trovavo seduto al bar con alcuni amici e amiche. Una di loro mi chiese cosa avessi fatto la sera precedente, ed io risposi che ero uscito con la mia ragazza. Non l’avessi mai detto:
    L’interlocutrice si indignò e con atteggiamento di disprezzo nei miei confronti, mi rispose: “La tua ragazza? Ma come permetti: pensi che sia una tua proprietà?”
    Devo ammettere che restai senza parole, non mi aspettavo una simile reazione. In mia difesa si levò uno dei miei amici, che le rispose così: “Ma se Mic (io) ti avesse detto che era uscito con Rosy, che tu non conosci, cosa avresti fatto? Sicuramente gli avresti chiesto chi fosse Rosy. E che risposta ti avrebbe dovuto dare? Magari avrebbe dovuto dire che Rosy è la ragazza con la quale si è instaurato un legame di reciproco affetto che ultimamente li ha avvicinati tanto da uscire spesso insieme e magari ad avere rapporti sessuali in un contesto paritario”.
    Inoltre vorrei ricordare che la teorica del femminismo, Luce Irigaray, si impegnò a dimostrare che, pensate un pò, la Teoria della Relatività “è una teoria chiaramente maschilista perché predilige la velocità della luce a velocità a noi più utili” (sono parole della signora Irigaray). Come se le teorie scientifiche avessero un indirizzo sessista.
    In conclusione: non è certo con chiacchiere becere che si difendono le uguaglianze, quelle che sono: sesso, razza, e quant’altro.

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