Dramma in Venezuela: donne costrette a vendere capelli per cibo, medicine e assorbenti

Dramma in Venezuela: donne costrette a vendere capelli per cibo, medicine e assorbenti

E’ una crisi senza fine quella del Venezuela. Il sogno socialista di Hugo Chavez è sfociato in un incubo senza fine per la sua popolazione. Nonostante il Paese sudamericano sia tra i principali possessori di petrolio. Già, l’oro nero. Oggi svalutato, con il valore al barile più che dimezzato rispetto ai tempi di Chavez. L’attuale successore, Nicolas Maduro, ha ereditato una situazione pesantissima, ma egli stesso si è dimostrato incapace di risollevare il Paese. Mostrandosi di fatto non all’altezza dell’amatissimo Caudillo. E dal Venezuela giungono continuamente storie drammatiche. Come quella delle donne costrette a vendere i propri capelli alla vicina Colombia per acquistare medicina e [sta_anchor id=”venezuela”]cibo[/sta_anchor].

Perché in Venezuela c’è la crisi

venezuela bandiera

Perché in Venezuela c’è la crisi? Come riporta Lenius, ai tempi di Chavez, il Venezuela riusciva ad esportare il proprio petrolio vendendolo a 100 dollari a barile, contro i 40 dollari registrati nell’ultimo anno. Dato che il mercato dell’oro nero è crollato da diversi mesi. Per risollevarsi, il Venezuela dovrebbe vendere i propri barili a 121 dollari. Un prezzo a dir poco fuori dal mercato. Ad aggravare ancor di più la situazione è stato il prolungato periodo di siccità che ha colpito il paese negli scorsi mesi. Considerando che il governo ha deciso di riservare il petrolio esclusivamente per le esportazioni, riservando la propria fornitura energetica sulle risorse idroelettriche. Di qui le pesanti conseguenze della siccità sull’economia. E così, per risparmiare energia elettrica, i dipendenti pubblici lavorano attualmente solo due giorni alla settimana. Ancora, gli orologi nel Paese sono stati spostati mezz’ora avanti per guadagnare luce naturale.

Da tempo poi è nata una borsa nera dei generi alimentari da parte dei negozianti, dati i prezzi fissi ai generi di prima necessità talmente bassi imposti dal Governo. Hanno così lasciato completamente vuoti gli scaffali dei propri negozi. Ma la crisi non è solo economica, bensì anche sanitaria. La situazione di molti ospedali pubblici è al limite: non ci sono più antibiotici, guanti sterili e gli strumenti per intubare; in alcune strutture i medici devono usare i loro smartphone per guardare le lastre, data la mancanza di pc con schermi ad alta definizione o degli appositi pannelli luminosi; i chirurghi spesso devono lavarsi le mani con l’acqua gasata o, i più fortunati, addirittura l’acqua tonica dei cocktail.

Cosa succede in Venezuela

http://1.bp.blogspot.com/-VukiAu7KlJU/VmdOrBzrUXI/AAAAAAAAGxs/zcL6daTbNTo/s1600/chavez28.jpgIl Governo venezuelano si sta affidando alla vendita di oro e titoli di Stato per risollevare le proprie casse. Ha provveduto a vendere in questo 2016 già 1,7 miliardi di dollari in oro, dopo averne smobilizzato un altro miliardo nel corso del 2015. L’accumulo di così tanta moneta straniera, al cambio attuale, ha dato un’importante boccata di ossigeno ma è tutt’altro che sufficiente a sanare i debiti e far ripartire l’economia. Per questo l’esecutivo ha cercato di mettere una forte stretta sulle importazioni: bloccare l’arrivo di prodotti esteri per rilanciare la produzione locale. Questo ha contribuito alla scarsità di forniture dei supermercati e alla formazione del già citato mercato nero parallelo per sfuggire al controllo dei prezzi del Governo. Quanto ai titoli di Stato, i tassi di interesse sono arrivati a toccare il 40% e la rigida etica venezuelana sul ripagare i debiti contratti rappresenta una garanzia sufficiente ad allontanare lo spettro dell’insolvenza negli investitori.

Proprio per scongiurare un disastro simile a quello argentino del 2005 e garantire la risoluzione dei debiti, la banca centrale venezuelana sta continuando a svalutare la moneta fino al punto tale da non avere più i soldi neanche per stampare nuove banconote. Per il 2016 con le stime attuali si prevede un tasso di inflazione vicino al 500% e un deficit pubblico al 17% del Pil. Ormai i cittadini venezuelani girano per le strade con zaini pieni di cartamoneta che vale quasi meno della carta su cui è stata stampata.

Donne venezuelane costrette a vendere i capelli in Colombia

venezuela donne vendono capelliIl Corriere della sera racconta il dramma delle donne venezuelane, costrette a varcare la Colombia e vendere i propri capelli per acquistare cibo, medicine, assorbenti. Dieci, venti dollari al massimo per una lunga chioma nera che ha impiegato anni a crescere. E che adesso viene malamente tagliata oltre il confine, per essere rivenduta nei saloni di parrucchiere colombiani. Cose viste nei romanzi, come Piccole donne, dove Jo vende i capelli per aiutare la famiglia. Ma la storia è ambientata in due secoli fa. Appena messo piede in Colombia, donne dalle chiome lunghe vengono avvicinate da intermediari, in un business che si è intensificato negli ultimi giorni, e che attira molte venditrici, almeno 200 al giorno.

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Celina Gonzales, 45 anni, fa un’ora di fila per farsi tagliare i capelli in cambio di 60 mila pesos colombiani, 20 dollari circa, l’equivalente di un salario minimo in Venezuela: finiranno come extensions per le donne di Cali. «Soffro di artrite e ho bisogno di comprare medicine – racconta Gonzales al quotidiano britannico – Non sarà molto, ma almeno posso permettermi degli antidolorifici». Jenifer Nino, 31 anni, fa la spola tra i banchetti del taglio al confine e i saloni della città: «La maggior parte delle donne viene qui con bambini piccoli – osserva – e subito dopo aver venduto i capelli va a procurarsi del cibo».

Socialismo di Chavez al capolinea, gli Usa gongolano

http://1.bp.blogspot.com/_R8q2ArW3y2s/TQ-cpSJ2oiI/AAAAAAAADsI/29YtvxRK0H0/s320/chavez-ahmadinejad.jpgNicolas Maduro resterà al governo fino al 2019, ma ormai le opposizioni hanno la maggioranza in Parlamento (anche lì si tiene il Mid-term come in America). Inoltre, stanno raccogliendo firme affinché si tengano elezioni anticipate. La crisi sta portando anche disordini sociali, tra continue manifestazioni e tassi di omicidi in aumento. Aumentano a dismisura i furti nelle case, tanto che ormai molti tengono le sbarre alle finestre. L’America resta a guardare molto interessata. Come fa da decenni nei confronti dei paesi latinoamericani. Un Venezuela che passerà molto probabilmente alla destra dopo un ventennio di chavismo, è un’occasione imperdibile. Proprio come la morte di Castro a Cuba.

Pubblicato da Luca Scialò

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2 Risposte a “Dramma in Venezuela: donne costrette a vendere capelli per cibo, medicine e assorbenti”

  1. Fosse solo quello, santissima e disgraziatissima oazienza, del resto nascere figli di un dio minore paga sempre…. Raggela il sangue quando vedi i reparti di maternità, i tagli dittatoriali alla sanita non permettono di acquistare culle per i neonari, vengono disposti come merce nelle scatole riciclate dei medicinali, alla faccia degli anticorpi non formati in un neonato. Guarda viene solo da piangere.

  2. La crisi economica del Venezuela dura da anni, nonostante la ricchezza del Paese. Eppure in Europa tutti parlavano bene di Chavez e ora di Maduro. Se sei un mezzo-dittatore incompetente, ma di sinistra, i nostri auto-definitisi intellettuali ti perdonano tutto.

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