VELENO DELLO SCORPIONE ANTI-CANCRO, VERITA’ O BUFALA?

MIGLIAIA LE PERSONE CHE SI RECANO A CUBA NELLA SPERANZA DI UNA MIRACOLOSA GUARIGIONE. MA LA COMUNITA’ SCIENTIFICA MONDIALE E’ SCETTICA

Nell’immaginario collettivo è un animale sgradevole, pericoloso. Ma ci sono medici che ne sostengono le miracolose capacità terapeutiche. Parlo dello scorpione, il cui veleno, secondo i ricercatori del centro di Immunologia Molecolare dell’Havana, conterrebbe proprietà utili alla lotta per il cancro. E così viene prodotto il Vidatox dalla Labiofam, centro di ricerca farmaceutica statale situato appena fuori dalla capitale cubana.
Ma per il resto della comunità scientifica mondiale il farmaco è solo un pericoloso palliativo capace di alimentare false speranze. Vediamo il dibattito scientifico che ha scatenato.


I SOSTENITORI – Si tratta di un prodotto anticancerogeno derivato da una tossina dello scorpione blu, allevato appositamente per produrre, attraverso una piccola scossa elettrica, il siero. I produttori del farmaco dicono che in circa 10 mila malati di cancro il Vidatox ha «migliorato la qualità della vita» e «rallentato la crescita del tumore». La sua azione contrasterebbe l’angiogenesi, cioè i nuovi vasi sanguigni che il tumore crea per “alimentarsi”.
La coordinatrice del progetto cubano, Gisela Gonzalez, dice che «il vaccino (lo chiamano così anche se non è un vaccino, ndr) offre la possibilità di convertire il cancro avanzato in una malattia cronica controllabile, poiché genera anticorpi contro le proteine che scatenano la mancanza di controllo nei processi di proliferazione cellulare».
La somministrazione avviene in questo modo: 5 gocce 30 minuti prima della colazione e 5 gocce 30 minuti prima di cena in modalità sublinguale.

GLI OPPOSITORI – Ferruccio Fazio, il nostro Ministro della sanità, è alquanto scettico: «I farmaci e i viaggi della speranza non portano da nessuna parte». Dello stesso avviso il professor Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri. «Non esiste alcuna letteratura scientifica a riguardo. Non solo non c’è nessuno studio che dimostri l’efficacia del Vidatox, ma è possibile che le tossine presenti nel veleno di scorpione abbiano pericolosi effetti collaterali (…) Il pericolo è cadere in un secondo caso Di Bella, con migliaia di disperati pronti a tutto pur di aggrapparsi a una speranza. Che, appunto, resta solo una speranza, niente di più. È tutto inutile, al momento non esiste una cura». Eppure, nonostante gli inviti a diffidare da prodotti simili, i viaggi verso Cuba e Albania (dove pure è possibile trovare il farmaco) continuano. «La dinamica è sempre la stessa: cento pazienti assumono un farmaco “miracoloso”; 99 muoiono e restano nell’ombra, uno soltanto allunga di poco la sua vita e fa scalpore. Magari un medico gli ha dato 3 mesi di vita e dopo l’assunzione vive per 9. La gente deve capire che non è merito di quella pozione. Chi pubblicizza questi prodotti è un ciarlatano».
Sempre per il dottor Negri: «I progressi sono molto molto lenti. Purtroppo non ci sono miracoli, non ci sono prodotti che salvano ma, al massimo, allungano la vita. C’è però da dire che grazie alla riduzione dei fattori di rischio (alcol e fumo in testa), e alla prevenzione, siamo riusciti ad abbassare il numero delle vittime. Ma è una lenta conquista». Gli studiosi cubani dicono che il Vidatox sarebbe efficace per il tumore di colon, cervello, polmoni e prostata. «Lo presentano come rimedio totale così è più semplice venderlo. Capisco la disperazione, ma come ricercatore devo dire non serve a niente. Non ci sono prove».

IL GIRO D’AFFARI – Purtroppo al momento il medicinale sta facendo registrare soprattutto un aumento dei viaggi della speranza verso l’isola comunista e l’Albania, divenuta deposito del farmaco per i clienti europei. Il pellegrinaggio ha coinvolto solo nel 2010, da settembre a gennaio, oltre 35mila italiani convinti che nella coda dello scorpione possa esserci la risposta al proprio male. Fino a qualche mese fa il Vidatox era distribuito gratuitamente dai centri dell’Havana presentando una semplice documentazione, ma adesso hanno capito che lo scorpione blu è una gallina dalle uova d’oro. A Cuba è venduto nelle farmacie internazionali a 160 euro ma i cubani pagano la cifra simbolica di un peso. E sono tanti quelli che partono per l’Isola per fare scorte da rivendere in Italia. Basta mettersi d’accordo con qualche cubano e il gioco è fatto. In Albania, l’unico paese in Europa dove è commercializzato il Vidatox, il prezzo lievita. I cicli di cura costano 900 euro a confezione, che dura circa un mese.
Gli italiani recatisi a Cuba per approvvigionarsi del farmaco sono ad oggi tremila.

Fermo restando che è deprecabile ogni forma di sciacallaggio e mercificazione basata sulla disperazione delle persone, ogni nuova speranza è sempre ben accetta. Restano comunque da condannare sia il sovrapprezzo con cui questo medicinale o presunto tale è venduto in Albania, sia le scorte che commercianti senza scrupoli prelevano a Cuba e rivendono in Italia. Il rischio è che si possano creare immancabili mercati neri sulla pelle dei malati gravi.
Ad ogni modo, speriamo che almeno sia utile davvero…

(Fonte: Libero)
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Pubblicato da Vito Andolini

Appassionato di geopolitica e politica nazionale.

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