TRIVELLAZIONI A BAGNOLI, TIMORI DI TERREMOTI ED ERUZIONI

TRIVELLAZIONI A BAGNOLI, TIMORI DI TERREMOTI ED ERUZIONI

IL PROGETTO DEEP DRILLING, GIA’ SOSPESO DUE VOLTE, PREOCCUPA CITTADINI E PARTE DELLA COMUNITA’ SCIENTIFICA
Dopo alcuni anni si torna a parlare di Deep Drilling Project, progetto scientifico di trivellazione profonda ai Campi Flegrei; più precisamente, nella già provata area ex Italsider di Bagnoli. Lo scopo è quello di studiare il fenomeno vulcanologico legato alla zona. S’inizierebbe con un pozzo “pilota” di cinquecento metri, per poi avanzare in basso con una certa inclinazione.
Il progetto doveva partire lo scorso lunedì 9 luglio, col beneplacito dell’attuale Giunta de Magistris, mentre anni fa quella guidata dalla Iervolino negò il permesso di procedere con le trivellazioni. Una scelta che ha innescato polemiche e preoccupazioni da parte di Associazioni ambientaliste, Verdi e una parte della Comunità scientifica, giacché potrebbero scatenarsi sismi ed eruzioni, alquanto scongiurabili in una zona densamente ambientata e senza alcun programma di evacuazione. Il progetto per ora è stato nuovamente sospeso, come accadde nel 2009 e nell’ottobre scorso. Ma quali sono i rischi? E perché proprio i Campi Flegrei?

PERCHE’ E’ PERICOLOSO – Potrebbe essere qualcosa di simile a un B.L.E.V.E. (Boiling Liquid Expanding Vapor Explosion), fenomeno noto soprattutto ai Vigili del Fuoco, perché esiste una certa casistica incidentistica nel ramo industrie e trasporti. Questo tipo di esplosione si verifica in spazi confinati contenenti liquidi surriscaldati. La sostanza passerebbe per riduzione di pressione, dovuto al cedimento fisico dell’involucro, a uno stato di vapore talmente velocemente da cagionare un’onda d’urto D’altro canto sappiamo pure che per molte sostanze esistono una pressione critica e una temperatura critica, come nel caso dell’acqua, dove il raggiungimento di questi valori limiti porterebbe l’intera massa a condizioni di totale vapore a pressioni enormi.
Da altri concetti termodinamici invece, ricordiamo che forare un cilindro (di un motore) con un buco di sezione ridottissimo, non comporterebbe automaticamente un soffio a quell’ugello pari alla pressione massima che si genera nel cilindro stesso per effetto dello scoppio del combustibile. Lì però, le pressioni in gioco sono cicliche.
PERCHE’ I CAMPI FLEGREI – I Campi Flegrei furono proposti alcuni anni fa dal dott. Giuseppe De Natale dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), in quanto area vulcanica attiva di particolare interesse scientifico anche a causa dell’elevata pericolosità oltre che per la possibilità di installazioni di centrali geotermiche. Il progetto discusso in ambito ICDP nel 2009 fu approvato con il parziale finanziamento dell’INGV. L’inizio delle perforazioni, rinviato varie volte, era previsto per lo scorso mese di ottobre, ma è stato sospeso a causa dell’allarme lanciato a livello internazionale circa i rischi connessi all’effettuazione di perforazioni profonde in un’area densamente popolata e ad alto rischio sismico e vulcanico.  La sospensione fu imposta dal Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino che, quale autorità comunale di protezione civile, inoltrò una richiesta di intervento al  Dipartimento della Protezione Civile per la valutazione della pericolosità connessa appunto all’esperimento. Lo scorso ottobre, in una riunione a Roma, presso la sede del dicastero della Protezione Civile, fu sancita la necessità di ulteriori verifiche sulla sicurezza da parte di una commissione di esperti per rilasciare l’eventuale autorizzazione alla trivellazione. Da allora, tutte le attività risultano ferme.
I CHIARIMENTI DEL SINDACO – Il Sindaco Luigi de Magistris, a mezzo Blog, chiarisce in 7 punti gli interrogativi più diffusi legati al progetto: http://www.demagistris.it/index.php?post=2882
L’INTERVISTA AL VULCANOLOGO GIUSEPPE MATROLORENZO – Il Movimento 5 Stelle ha intervistato il prof. Giuseppe Mastrolorenzo – vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – sui rischi connessi alle perforazioni profonde approvate dalla giunta De Magistris all’interno dell’area ex Italsider per la realizzazione del Deep Drilling Project.

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