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Tour de France e Festival di Berlino: i ridicoli cambiamenti in nome della parità di genere

Cambiamenti in vista – clamorosi, ridicoli ed epocali – di due eventi molto diversi tra loro. Ma ugualmente importanti nei loro rispettivi settori: il Cinema e il ciclismo.

Uno si svolge a Berlino, l’altro ha più tappe ma tutte in Francia. Uno è nato nel 1951, l’altro nel 1903. Parliamo del Festival internazionale del Cinema di Berlino e del Tour de France. Entrambi in vista di grandi cambiamenti, in nome della parità di genere. Più ridicola che legittima.

Festival di Berlino senza più migliore attore e migliore attrice

festival di berlino foto

Come riporta Il Primato Nazionale, il Festival internazionale del Cinema di Berlino a partire dal 2021, non distinguerà più tra «miglior attore» e «miglior attrice». Ma ci sarà una unica formula, rispettosa della neutralità di genere. Quindi, l’intento non è solo quello di abbattere la distinzione tra uomo e donna, ma anche del mondo LGBT.

Qualcosa che ricorda la sostituzione della famosa formula «and the winner is…» (e il vincitore è…) che ha peraltro reso nota la cerimonia degli Oscar, con il grigio «and the Oscar goes to…» (e l’Oscar va…). Proprio per evitare di dare agli Oscar una connotazione competitiva.

Certo, il Festival di Berlino non ha nulla a che fare con gli Oscar. Una cerimonia relativamente più sobria, seriosa, dove si premiano film d’autore e di qualità. Al contrario di quella pomposa e con meccanismi poco affini alla cinofilia (li ho riportati qui) della notte degli Oscar.

Tuttavia, questa scelta “politically correct” pone il Festival di Berlino alla stregua della notte degli Oscar.

Tour de France senza più donne sul podio

tour de france foto

E veniamo al Tour de France. Che in quanto a ridicolaggine non è da meno. Come riporta Europa Today, alla fine di ogni tappa della celebre competizione ciclistica, il vincitore sul podio non sarà più affiancato da due donne giovani e attraenti.

A decidere lo stop della lunga tradizione è stato il direttore del Tour, Christian Prudhomme, il quale ha chiarito che le premiazioni si svolgeranno in presenza di un uomo e una donna che affiancheranno il podio del primo classificato nella corsa e nella classifica generale.

La decisione è arrivata dopo le accuse di “sessismo” rivolte agli organizzatori del Tour. Un anno fa, come riportato da France 24, sono state raccolte 38.000 firme per chiedere la fine della tradizione ritenuta inopportuna. “Le donne non sono premi, ricompense o oggetti sessuali”, disse all’epoca della protesta l’attivista Fatima Benomar.

Non si tratta comunque di una novità nel ciclismo. Visto che da vent’anni un uomo e una donna accompagnano il vincitore della tappa sul podio alla Liegi-Bastogne-Liegi.

Ma anche nella Formula Uno dal 2018 si è introdotto qualcosa di simile, ponendo fine alle “ragazze della griglia” che erano state sempre presenti all’inizio dei Gran Premi.

Come se la bellezza femminile fosse una colpa. Qualcosa da non mercificare. Quando in realtà non credo ci sia nulla di male nel suo potenziale comunicativo, tanto nelle pubblicità quanto in una competizione esclusivamente maschile. Neanche il Femminismo più agguerrito degli anni ’60-’70 era arrivato a tanto.

A questo punto, negli sport esclusivamente femminili, mettete a premiare due bei fustacchioni. Così che qualcuna si mette l’animo in pace.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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