Russia utilizza plasma contro Covid da oltre un anno: noi abbiamo fatto morire De Donno

La morte di Giuseppe De Donno non è andata giù a molti. Soprattutto a quanti cercano un’altra verità rispetto a quella propinataci dai media mainstream quotidianamente da un anno e mezzo ormai. E chissà ancora per quanto.

De Donno stava applicando con successo la trasfusione del plasma dei pazienti guariti dal Covid-19 per curare quanti ne erano affetti. Ma era finito in un ciclone mediatico violento, che gli stava provocando un forte stress e un grande sconforto. Tanto da essersi dimesso dal suo ruolo di primario per fare il medico di base lo scorso 5 luglio.

De Donno è stato trovato morto suicida in casa. Forse, non ce la faceva più a reggere tutto quel clamore mediatico. Come del resto lascia trasparire qualche sua recente intervista (le ho riportate qui).

E quella morte fa ancora più rabbia di fronte ad un’altra notizia: in Russia stanno usando con successo la trasfusione del plasma per curare il Covid-19 da oltre un anno.

Anche con questi ottimi risultati.

Plasma contro il Covid in Russia: i dati

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Screenshot da mosgorzdrav.ru

Come riporta Mosgorzdrav.ru, il sito ufficiale del Dipartimento della Salute di Mosca, nell’aprile dello scorso anno, gli ospedali di Mosca hanno iniziato a utilizzare la trasfusione di plasma da donatore con anticorpi contro il coronavirus come uno dei trattamenti per i casi più gravi di COVID-19.

Durante questo periodo sono diventati donatori 20mila moscoviti, grazie ai quali la città ha procurato più di 13 tonnellate di plasma.

Mosca è diventata la prima città russa in cui durante la pandemia l’uso del plasma con anticorpi contro il coronavirus è stato incluso nelle linee guida cliniche come parte della complessa terapia per il COVID-19. All’inizio, 200-300 persone diventavano donatori al mese e ora il loro numero raggiunge i 3-4 mila al mese.

Durante quest’anno, la capitale ha ottenuto più di 13 tonnellate di tale plasma, 20 mila persone sono diventate donatori e 3 mila di loro hanno donato plasma due o più volte, un record assoluto: 15 plasmodach da un donatore. Più di 11.500 pazienti sottoposti a trattamento con COVID-19 negli ospedali di Mosca hanno ricevuto plasma immunitario per il trattamento.

Cura al plasma Covid-19 come funziona

Il metodo di trattamento al plasma si basava sull’esperienza straniera ed è stato utilizzato sperimentalmente nella prima fase. Ha dimostrato la sua efficacia nel processo di applicazione pratica: con l’introduzione di plasma donato da persone che hanno avuto un’infezione da coronavirus, il tasso di sopravvivenza dei pazienti con un decorso grave della malattia è aumentato del 19% e la necessità di trasferire a la respirazione artificiale mediante ventilatori è stata dimezzata.

Per tutti coloro che vogliono diventare donatori di plasma dopo il COVID-19, c’è una linea telefonica apposita: +7 (495) 870-45-16 (tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00). Un donatore può essere una persona di età compresa tra 18 e 55 anni che ha avuto un’infezione da coronavirus e non ha malattie croniche. Deve anche avere test negativi per HIV, epatite B e C.

In Italia, invece, chi ci ha provato “è stato suicidato“.

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