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TARIFFE DELL’ACQUA RIMASTE INVARIATE, TRADITO IL REFERENDUM

Data ultima modifica: 9 Febbraio 2012

MALGRADO IL VOTO UNANIME DEGLI ITALIANI A FAVORE DELLA CANCELLAZIONE DEL PROFITTO NELLA GESTIONE DELL’ACQUA, TUTTO E’ RIMASTO COM’ERA
Il 12 e il 13 giugno gli italiani hanno scelto di sottrarre ai gestori dell’acqua la possibilità di conferire utili. E lo hanno fatto in modo quasi unanime, con ben il 95,8% dei voti per il Sì. Oggi, a distanza di quasi sette mesi, risulta che, in tutto il territorio nazionale, nessun gestore abbia applicato la normativa in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico.

COME STANNO LE COSE – Luca Faenzi, impegnato nella Campagna di Obbedienza Civile del Forum, torna a parlare del diritto all’oro blu, promuovendo una mobilitazione volta a chiedere il rispetto del referendum, focalizzandosi in particolare sulla “quota-profitto” che, nonostante dovesse essere eliminata dalle bollette, risulta ancora attiva in tutto il territorio nazionale.
La quota, spiega con chiarezza Faenzi, si riferisce alla «remunerazione del capitale investito» e incide sulle bollette per una percentuale che oscilla, a seconda del gestore, fra il 10% e il 20%. Percentuale finita nel mirino del Forum proprio perché non relativa alla gestione della risorsa. Non un dettaglio da poco, come fa notare il comitato acqua pubblica di Torino: togliendo la quota di “solo profitto” un condominio di 80 famiglie potrebbe risparmiare circa 2.000 euro.
L’INIZIATIVA DI OBBEDIENZA CIVILE– Obbedienza civile promuove dunque un movimento dal basso che nei prossimi weekend vedrà attivarsi in decine di città italiane gli sportelli del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini sulla possibilità di far valere il proprio voto, andando a ricalcolare, grazie all’assistenza di esperti, la tariffa che effettivamente andrebbe pagata per il servizio idrico, al netto della “quota-profitto” di cui ancora beneficiano i gestori privati.
REFERENDUM DUNQUE TRADITO, COME QUELLO SUL FINANZIAMENTO AI PARTITI – Col Referendum dello scorso giugno, per il quale si è raggiunto il quorum dopo quasi vent’anni dall’ultima volta, gli italiani hanno detto chiaramente che il servizio idrico deve essere gestito dallo Stato e che nell’espletamento di tale attività non vi deve essere alcun profitto. Ma a quanto pare sono stati raggirati ancora una volta (come d’altronde accaduto per il finanziamento pubblico ai partiti, contro cui gli italiani pure si espressero proprio in occasione dell’ultimo quorum raggiunto nel ‘93). Se la statalizzazione del servizio idrico è stata attuata in pochi Comuni (tra cui Napoli), il profitto è invece rimasto ovunque, anche in quelle aree amministrate dagli stessi sostenitori del referendum, come nel caso di Vendola: http://lucascialo.blogspot.com/2011/06/vendola-delude-i-sostenitori-del.html
IL BUSINESS LEGATO ALL’ACQUA IN BOTTIGLIA – Poi c’è la questione della diffidenza nei confronti dell’acqua del rubinetto. L’Italia è prima in Europa per consumi di acqua in bottiglia e terza nel Mondo; ovvero 195 litri di acqua in bottiglia a testa, che significano ogni anno 240.000 tonnellate di plastica. I tappi di plastica non sono riciclabili. Le tecnologie per riciclare sono costose quindi succedono cose strane. Per esempio che si segnano come riciclate bottiglie che vengono mandate all’estero  dove vengono offerti ricicli dubbi a minor costo.
Venticinque gestori di acquedotti hanno ampliato i loro di sistemi di filtraggio nell’ambito del programma “Acqua del rubinetto, sì grazie!”. Controlla su publiacqua.it i valori qualitativi forniti dall’acquedotto. Potresti essere ad un passo da una scelta economica, efficiente, ecologica e salutare.
Se andate su www.publiacqua.it/qualita/  potete vedere i valori di purezza dell’acqua del rubinetto del luogo dove vivete. L’acqua dell’acquedotto avrà bisogno sicuramente solo di piccole correzioni, cioè basterà un semplice filtro al carbone attivo (una spesa mediamente di 9€ al mese).
Forse il fatto che gli italiani abbiano snobbato per quasi due decenni i vari referendum proposti, aveva un suo perché. Essere presi in giro non è mai bello.
(Fonte: Virgilio)

0 Risposte a “TARIFFE DELL’ACQUA RIMASTE INVARIATE, TRADITO IL REFERENDUM”

  1. Non è la prima volta, purtroppo, che una decisione presa attraverso un referendum popolare viena così brutalmente disattesa. Solo in un Paese "terzomondista" come il nostro, possono accadere cose del genere!

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