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STERMINIO DEI VERTICI POLACCHI. FATALITA’ O NUOVO COMPLOTTO FIRMATO PUTIN?

Data ultima modifica: 12 Aprile 2010

Lo scorso sabato mattina l’aero su cui viaggiava il Presidente della Repubblica polacca Lech Kaczynski, insieme alla moglie, diversi ministri, il governatore della banca centrale, il capo di stato maggiore dell’esercito, si è schiantato a terra dopo aver colpito alcuni alberi causa la fitta nebbia; un totale di 88 componenti dell’elite polacca che avrebbe dovuto partecipare ad una commemorazione per le vittime dell’eccidio di Katyn, foresta in cui 22 mila polacchi furono uccisi nel 1940. A loro vanno aggiunti otto membri dell’equipaggio.
Secondo la dinamica, l’aereo ha toccato le cime di alcuni alberi prima di schiantarsi al suolo, alle 8:56 ora italiana (10:56 locali). Secondo la tv russa la torre di controllo dell’aeroporto di Smolensk aveva sconsigliato al pilota di atterrare proprio per le condizioni del tempo, suggerendogli di dirigersi invece verso l’aeroporto di Minsk, in Bielorussia. Il pilota però ha ignorato l’avvertimento e ha fatto tre tentativi di atterraggio andati a vuoto. Il quarto è stato quello fatale. Lo scalo di Smolensk non dispone del radar necessario per l’atterraggio strumentale in caso di scarsa visibilità orizzontale.<

br />Con questo tragico evento, è letteralmente spazzato via l’intero vertice istituzionale polacco: c’erano infatti anche il governatore della Banca centrale di Polonia Slawomir Skrzypek, diversi membri del gabinetto di Kaczynski, il capo di stato maggiore dell’esercito polacco Frantiszek Gagor e il vice presidente del Pis, il partito conservatore dei gemelli Kaczynski Przemyslaw Gosiewski, il vicepresidente del Parlamento, Jerzy Smajdinski, il vicecancelliere  del Parlamento Wladyslaw Stasiak, l’ex presidente Ryszard Kaczorowski, alcuni deputati, il candidato conservatore alle prossime presidenziali, il viceministro degli Esteri Andrzej Kremer e il vescovo cappellano dell’esercito. Della delegazione che accompagnava il presidente a Katyn, facevano anche parte personalità storiche, come l’ultimo presidente del governo polacco in esilio a Londra, Ryszard Kaczorowski.
I giornalisti che di solito viaggiano al seguito del Presidente polacco Lech Kaczynski sono invece scampati all’incidente perché si erano imbarcati su un aereo decollato un’ora prima.
Le scatole nere ci diranno la verità, o almeno si spera. Stando alla prima ricostruzione, sembra proprio trattarsi di un normalissimo incidente aereo. Ma vista la posizione internazionale assunta dalla Polonia a partire dal crollo dell’URSS, decisamente nazionalista e filo-occidentale, come d’altronde quasi tutti gli Stati ex comunisti, non si escludono eventuali complotti russi.
Lech Kaczynski, insieme al fratello gemello Jarosław, ha iniziato a fare politica da ventenne negli anni ’70, quando prese parte al movimento democratico polacco anticomunista, fino a diventare nel 1980 consulente del comitato per gli scioperi del Porto di Danzica e del movimento Solidarność; attivismo che gli costerà anche il carcere ad inizio anni ’80. Insieme al fratello però negli anni ’90 finì per prendere le distanze anche da Lech Walesa, formando un partito conservatore e nazionalista nel 2001 “Diritto e Giustizia”, vincendo poi le elezioni a Premier nel 2005. In questi ultimi anni la Polonia è diventata gradualmente filo-americana e scomoda per la Russia di Putin: ha partecipato alla guerra voluta dagli Usa in Iraq e di recente ha potenziato il suo contingente in Afghanistan, portando i soldati a 2.600 unità. Raggiunse l’accordo durante l’amministrazione Bush per ospitare lo Scudo antimissile Usa, che fece infuriare la Russia; scudo antimissile che è stato riconfigurato in un diverso tipo di difesa contro i missili intercettori ma da farsi non prima del 2018. Infine, non va dimenticato che di recente la Russia ha dato avvio alla costruzione del gasdotto che collega direttamente la Russia con l’Europa occidentale via Mar Baltico, e che legherà ancor di più il vecchio continente al Cremlino, assoggetandolo ad esso dal punto di vista economico; contrarie al progetto sono le Repubbliche Baltiche e la Polonia, Stati che si trovano aggirati dall’infrastruttura, e che non casualmente sono storicamente critici nei confronti della verticale della potere di Mosca. Questi membri dell’Unione Europea per fermare il progetto hanno sollevato persino obiezioni di carattere ecologico, dal momento in cui il fondale marino interessato è costellato di residui bellici del secondo conflitto mondiale.
Insomma la Polonia per l’ex padrona russa è diventata una vicina scomoda. E come nel 1940 Stalin fece trucidare quasi 22 mila civili e militari polacchi nella foresta di Katyn per mostrare ai vicini nemici la propria potenza e superiorità, a distanza di 70 anni il nuovo dittatore o se preferite Zar, travestito di ipocrita democrazia, potrebbe aver voluto di nuovo ribadire la propria forza ai vicini scomodi. Ironia della sorte, stesso giorno e stessa zona.
Il mandato di Lech Kaczynski sarebbe terminato il prossimo autunno, ma dato il suo decesso, le elezioni saranno anticipate probabilmente al prossimo giugno.

(Fonti: http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/10/news/aereo-polacco-3240505/http://it.wikipedia.org/wiki/Lech_Kaczy%C5%84skihttp://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201004articoli/54015girata.asphttp://matteocazzulani.blogspot.com/2010/04/battezzato-il-nord-stream-ecco-come.html)

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