Lo stage vinto acquistando una borsa: l’ultima vergognosa frontiera del Mondo del lavoro

Lo stage vinto acquistando una borsa: l’ultima vergognosa frontiera del Mondo del lavoro

Data ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2020

Il Mondo del lavoro è ormai diventato una triste barzelletta. L’asticella dello sfruttamento viene continuamente spostata, tramite la creazione di contratti lavorativi sempre più flessibili e margini di guadagno sempre più ridotti. Ma quando credi di averle sentite tutte, arriva sempre una nuova notizia. E così apprendi che un rinomato marchio mette in palio uno stage in azienda contro l’acquisto di una borsa. Una ingegnosa operazione di marketing, certo, ma che richiama inevitabilmente in ballo l’etica del mondo del lavoro. Ormai smarrita completamente. Autrice di questo concorso è Carpisa, azienda leader in valigeria e accessoria a livello nazionale.

La quale per di più, ha scelto Napoli per questa iniziativa. Contesto sociale ed economico molto difficile, dove è quindi anche facile giocare con la disperazione di tanti giovani. Ecco in cosa consiste.

Concorso Carpisa vinci stage acquistando borsa

carpisa borsaCome riporta Il Corriere del Mezzogiorno, Carpisa ha deciso di offrire uno stage di un mese nell’ufficio marketing della sede di Napoli all’under 30 che elaborerà il miglior piano di comunicazione sulla nuova linea di borse Capsule Collection Carpisa firmata da Penelope e Monica Cruz, collezione Spring/Summer 2018. E fin qui potrebbe anche andar bene, perché si premia il valore del progetto, pur volendo sorvolare – e non sembra giusto farlo – sul fatto che si richiede gratis un lavoro per il quale generalmente le grandi aziende come Carpisa pagano, e non poco, i professionisti del settore. Ma l’aspetto ancor più inusuale, che sta scatenando una bufera in rete, è che per poter accedere al concorso è necessario acquistare una borsa donna della collezione autunno-inverno 2017/2018. Dunque, in estrema sintesi, pago l’azienda, per avere una breve opportunità di lavoro.

La bufera web contro Carpisa

carpisa borseCentinaia i commenti negativi su Twitter, aspre le discussioni sollevate dai post Facebook dei tanti giovani disoccupati che si sentono presi in giro. «Lo sapevate? Oggi gli stage, quelli un tempo pensati per imparare un mestiere e farsi le ossa nel mondo del lavoro, si vincono ai concorsi acquistando borse #Carpisa e non presentando un curriculum vitae», commenta una ragazza, «La vicenda #Carpisa è una delle pagine più tristi della storia del lavoro in Italia», le fa eco un’altra utente del social. C’è chi invece ironizza: «Una volta una persona partecipava ai concorsi a premi per non lavorare più» e chi, su Twitter, si lancia sarcastico in grigi pronostici: «Fossi in voi non sprecherei un piano di comunicazione per diventare stagista da #Carpisa. Tanto a breve si libera un posto da resp marketing», o, addirittura , con tanto di paragona l’azienda al Titanic, con tanto di Gif animata: «Così Carpisa si affossa da sola».

Carpisa si scusa ma mantiene attivo concorso

negozi carpisaE dopo la bufera sociale arriva una nota dell’azienda, con la quale Carpisa «si scusa per la superficialità con la quale è stato affrontato un tema così delicato come quello del lavoro, in completa antitesi con una realtà imprenditoriale fatta invece di occupazione ed opportunità offerte in particolare al mondo giovanile». Carpisa fa un passo indietro e ricorda che negli ultimi 3 anni sono stati assunti 50 giovani entrati in azienda con l’esperienza dello stage. Questa la nota dell’azienda:

«Carpisa, che oggi conta oltre 700 dipendenti e 400 negozi solo in Italia garantisce che l’impegno in favore dei giovani sarà ancora più forte, al di là di qualunque interpretazione del messaggio dato. Già oggi i collaboratori con meno di 29 anni rappresentano oltre il 40% del totale dell’azienda».

Ma, scuse a parte, il concorso resta valido, ed è terminato mercoledì 6 settembre 2017, come da regolamento. Al vincitore dunque andrà un contratto di stage della durata di 1 mese (dal 6 novembre al 5 dicembre) all’interno della sede all’interporto di Nola con una retribuzione/rimborso spese del valore di 500 euro.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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