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Sputnik, la rivincita del vaccino russo che ora tutti vogliono

Diplomazia, antichi rancori, orgoglio nazionale, diffidenza, interessi economici. Chi più ne ha, più ne metta. C’è un po’ di tutto anche dietro la corsa al primato sul vaccino che salverà il Mondo dal Covid-19. Il nuovo coronavirus che tiene in scacco le popolazioni del globo da oltre un anno ormai. Con pesanti ripercussioni sulla loro psiche e sulle loro tasche.

Il vaccino russo Sputnik è oggetto di boicottaggi vari ed eventuali, soprattutto da parte di Europa ed Usa. Malgrado il fatto che molti paesi, ad oggi ben 40, lo stiamo già utilizzando o ne abbiano fatto richiesta. Sebbene sia in atto una rivalsa, visto che il vaccino russo Sputnik ha fatto breccia anche nel cuore del vecchio continente.

Con l’Austria che, stanca dell’incertezza da parte dell’Ue, vorrebbe adoperarlo. Anzi, anche in Italia Sputnik ha fatto breccia, seppur in uno stato indipendente: San Marino.

Il che non sorprende, stando ad una recente ricerca che ne attesta l’efficacia.

Ecco i risultati e perché l’Ue prova diffidenza.

Vaccino russo Sputnik è affidabile?

vaccino russo sputnik

Come riporta QuiFinanza, il vaccino russo anti-Covid19 Sputnik V viene somministrato in 2 dosi a 21 giorni di distanza l’una dall’altra. Secondo una ricerca pubblicata su The Lancet, ha un’efficacia del 91,6% contro Covid-19 senza particolari differenze d’età tra i 18 e i 60 anni. A condurlo è stato il Gamaleya National Research Centre of Epidemiology and Microbiology del ministero della Salute russo e il fondo sovrano Rdif (Russian Direct Investment Fund).

Lo studio è stato condotto su quasi 20mila partecipanti, tra i quali il 98% ha sviluppato una risposta immunitaria umorale e il 100% una risposta immunitaria cellulare. L’obiettivo è di estendere il campione fino a 40mila persone.

Ancora, il livello di anticorpi neutralizzanti dei volontari vaccinati con Sputnik V è risultato “1,3-1,5 volte superiore al livello di anticorpi dei pazienti che sono guariti da Covid”. Solo nello 0,2% dei casi si sono verificati effetti avversi e neppure associabili al vaccino. L’efficacia per gli anziani è stata del 91,8%.

Già dopo la prima dose, la protezione contro la malattia era dell’87,6 per cento.

Lo studio sul vaccino russo è stato condotto in 25 ospedali e policlinici a Mosca. Gli autori comunque precisano che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere l’efficacia del vaccino su Covid asintomatica e sulla trasmissione del virus.

Anche studio argentino conferma efficacia vaccino Sputnik

Come riporta Il Mattino, anche un recente studio svolto in Argentina «ha confermato la produzione di anticorpi neutralizzanti nel sangue del 100% delle persone vaccinate con Sputnik V». Lo rende noto lo Spallanzani di Roma presentando i dati durante la conference call tecnico-scientifica tra Spallanzani, Centro Gamaleya e Fondo Russo di Investimento.

Perché Ue boicotta vaccino russo Sputnik?

Anche i virologi ormai star televisive, Burioni e Galli, si dicono entusiasti dei risultati del vaccino russo.

Come riporta Huffington Post, i rapporti tra l’Ema (l’autorità dell’Ue sulle decisioni sanitarie) e il fondo russo sono stati altalenanti. Ad oggi siamo ancora in fase di valutazione preliminare da parte del Comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema (Chmp), dopo un’apparente incomprensione tra russi e funzionari europei. Infatti, i russi avrebbero indirizzato la domanda a fine gennaio al Cesp – portale del Comitato dei capi delle agenzie mediche dei vari Paesi – anziché al Chmp.

L’ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea Guido Rasi, intervistato a ‘Oggi è un altro giorno’ su RaiUno ha detto che:

I russi stanno facendo un gioco furbo: hanno aperto i contatti con l’Ema ma non consegnano i dati. Nel frattempo sperano, con la pressione emotiva, di avere l’autorizzazione in emergenza, come in Ungheria e Serbia. Non è una bella cosa (…) C’è solo un’auto-dichiarata funzionalità del 92%, senza uno studio appropriato

Gli fa eco Marco Cavaleri, presidente della task force sui vaccini dell’Ema, in un’intervista a La Stampa:

i russi hanno inviato dei dati con un’interazione positiva, ma non ancora un dossier completo secondo gli standard dell’Ema

Diffidente anche Ursula von der Leyen, la quale, in una dichiarazione del 17 febbraio, ha detto:

Ci chiediamo come mai la Russia offra milioni di dosi quando ancora non vaccina tutta la sua popolazione

La cancelliera tedesca Angela Merkel, dopo essersi sbilanciata a favore del vaccino russo nelle settimane scorse, arrivando a ipotizzare una produzione congiunta, ha smesso di parlarne.

Eppure, come dicevamo nell’incipit, Sputnik ha fatto già breccia nel cuore dell’Europa. Ungheria e Slovacchia – membri Ue – lo hanno già approvato. Mentre la Repubblica Ceca e l’Austria hanno intensificato i contatti per un’introduzione unilaterale. Ed ancora, dalla Serbia al Montenegro, dalla Republika Srpska alla Macedonia, si utilizza Sputnik già da un po’.

Fermo restando che resto diffidente rispetto a questi vaccini realizzati in fretta e furia, il problema è che nei confronti della Russia ci sia un boicottaggio politico prima ancora che farmaceutico. Figurarsi se l’Unione europea e gli Usa accetterebbero di utilizzare un vaccino realizzato dalla Russia.

L’Ue da anni ha inasprito ulteriormente i rapporti con i russi e noi siamo seguendo questa linea in modo autolesionista e controproducente. Gli Usa, oltre che per remote questioni ideologiche, con Biden è tornata ad allontanarsene dopo un riavvicinamento durante il governo Trump.

Dunque, anche se il vaccino russo fosse il migliore del mondo, non sarà mai accettato. Al massimo, nell’Ue ci si muoverà per ordine sparso, come già sta avvenendo. E non senza qualche prima conseguenza. Per esempio, il partito di Orban, Presidente dell’Ungheria che sta adoperando Sputnik, è stato espulso dal Ppe.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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