Spagna, Turchia e Italia: il vento da destra spazza via i progressisti

Spagna, Turchia e Italia: il vento da destra spazza via i progressisti

Cosa hanno in comune Spagna, Turchia e Italia? A parte la forte attrattiva turistica e alcune influenze arabe nella propria cultura più o meno evidenti, soprattutto il fatto che in tutti e tre i paesi la destra conservatrice ha sconfitto la sinistra progressista.

Del resto, quando sono in corso delle pesanti crisi economiche ormai croniche nonché una forte incertezza sul futuro innescata da tutti i fatti accaduti negli ultimi anni, l’elettorato tende a votare a destra. Colto com’è dalla necessità di difendere con i denti ciò che ha o di conquistare ciò che non ha, contro minacce “esterne“. Immigrato o vicino della porta a canto che sia. Certo, ci sono tante differenze.

La sconfitta dei socialisti in Spagna

In Spagna i socialisti sono al governo con Pedro Sanchez, ma ha dovuto rassegnare le dimissioni per la pesante sconfitta alle amministrative del suo partito. Dopo anni di opposizione, dunque, il Partito popolare torna in auge e, molto probabilmente, anche al governo. Si vota tra poche settimane.

In Italia il centrodestra stravince le amministrative

In Italia, i conservatori sono come ben sappiamo già al governo. E confermano la propria attuale buona stella vincendo pressoché ovunque alle ultime amministrative. Almeno soffermandosi alle città più importanti. La Schelin deve dunque ancora lavorare molto per rimettere il Pd sui giusti binari. Non facilitata da alleati, potenziali, presunti o reali, che poggiano su numeri imbarazzanti (Conte, Renzi, Calenda e i rosso-verdi) e poco apportano alla coalizione.

Erdogan confermato per la terza volta

Infine, anche in Turchia vince la proposta conservatrice, sebbene qui si sia votato proprio per le presidenziali. Recep Tayyip Erdogan incassa il terzo mandato consecutivo come presidente della Repubblica turca, e ormai conta su quasi un ventennio al potere. Ventennio nel quale ha accentrato di molto i poteri nelle proprie mani, mentre in politica estera sta attuando la strategia dei due forni tra Russia e Occidente. Ne esce però più indebolito, avendo vinto solo al ballottaggio. Dovrà affrontare la drammatica svalutazione della Lira turca, la crisi diplomatica con la Siria, la mai risolta questione curda e un malcontento popolare sempre più crescente tra la popolazione.

5,0 / 5
Grazie per aver votato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.