SINDACI, GOVERNATORI E LEADER A TEMPO PERSO

SINDACI, GOVERNATORI E LEADER A TEMPO PERSO

VARI SONO GLI ESEMPI DA DESTRA A SINISTRA

Essere amministratori locali, oggi come oggi, non è cosa facile, dati i continui tagli imposti dal Governo centrale. Dover affrontare con scarse risorse le varie vertenze del territorio che sono chiamati ad amministrare, è complicato, arduo, in taluni casi anche impossibile. Ma sia a destra che a sinistra, vari sono i Sindaci e i Governatori che si interessano delle problematiche nazionali, formano movimenti, si propongono come leader del proprio partito o perfino del Paese. Vediamo di seguito qualche esempio.


FORMIGONI E ALEMANNO, INCENDIARI IN TV E VASSALLI DINANZI AL CAVALIERE – Partiamo da destra. Da quando ha “perso” la sua cara Milano, il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni, ha giurato guerra contro la Lega e contro i suoi amici (non usiamo compagni, che potrebbero offendersi) di partito, organizzando convegni, cercando adesioni per nuove correnti (che nel linguaggio pseudo-moderno si chiamano fronde), parlando perfino di Primarie nel partito più personalistico e assolutistico che c’è in Italia. Magari proponendosi anche come candidato. Peccato però che tali propositi di guerra si sciolgano come neve al sole quando va davanti al suo capo di partito; il suo Re Sole di riferimento che magari sta pure pensando di toglierselo dalle scatole.<br /> Stesso dicesi per il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, calpesto e deriso continuamente come Sindaco e romano dalla Lega. Anche lui parla della necessità di portare cambiamenti all’interno del Pdl. In tv parla della necessità di nuove strategie. Ma nei fatti resta dov’è, ingoia il rospo. E chissà da quanto il Cavaliere non lo riceve. Eppure stiamo parlando del primo cittadino della Capitale.

VENDOLA, RENZI E DE MAGISTRIS. LEADER DI SINISTRA PROPONESI – E siamo al centro-sinistra. Dopo essere uscito da Rifondazione comunista e aver fondato Sel, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola si è proposto come leader del centro-sinistra. Ha creato “fabbriche” che a molti rievocano i circoli delle libertà di berlusconiana memoria. Peccato però che la Regione cui è stato chiamato a governare abbia mille vertenze da risolvere, e forse qualche presenza in meno in tv e qualche approdo in meno a Roma come concorrente di Bersani e Di Pietro, potrebbero dare qualche parvenza di impegno per il territorio in più.
Matteo Renzi non è da meno. Astro nascente del centro-sinistra, è stato eletto a soli 29 anni Presidente della Provincia di Firenze e a 34 Sindaco del capoluogo toscano. Ora si proclama rottamatore, innovatore del Pd, minaccia il Big bang del partito. Eppure, anche la “sua” Firenze non ha pochi problemi da risolvere, e mancano ancora tre anni alla fine del suo mandato. Dunque è un po’ prestino per pensare già alle prossime poltrone da occupare. Specie se il Segretario del suo partito di riferimento è stato eletto relativamente di recente. Insomma, si metta l’anima in pace, perché il suo maggio fiorentino è ancora lontanuccio…
Discorso ancor più valido per Luigi de Magistris. E’ stato eletto Sindaco da appena 5 mesi di una città che di fatto è abbandonata a sé stessa da almeno 5 anni.  Per carità, lui è uomo dalla grande presa sul popolo, e lo dimostra la straordinaria vittoria alle amministrative partenopee senza avere alle spalle grandi partiti e corporazioni. Una vittoria “dal basso” in tutto e per tutto. Ma anche per lui vale il discorso fatto per gli altri. All’indomani della vittoria, sarebbe più giusto concentrarsi solo sulla città partenopea, non parlare di nuovi movimenti, ergersi a capo-popolo, fondatore di nuove realtà politiche. Ora guida un’istituzione locale e in virtù di ciò, non può agire come fosse in campagna elettorale. Quando il suo mandato starà volgendo al termine, e sarà dunque possibile anche un bilancio del suo operato, allora sì che potrà proporsi come leader di partiti, movimenti, e perché no, coalizioni.

Insomma a tutti voi dico: concentratevi sul territorio che siete stati chiamati ad amministrare. Il che, di questi tempi, è già di per sé un’impresa. Ancor più che ricevere, dall’alto o dal basso che sia, investiture da leader.

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