Shirley Temple, la triste storia di una bambina prodigio

Shirley Temple, la triste storia di una bambina prodigio

Introduzione

Il mondo di Hollywood, si sa, oltre alle scintillanti luci del set e alle copertine patinate, nasconde anche tristi retroscena. Ben diversi da quello che viene mostrato nelle pellicole e sulle riviste. Un esempio classico è quello di Marilyn Monroe, ma anche la storia di Shirley Temple non è da meno.

Anzi, alla luce dell’età innocente della protagonista, sicuramente lo è ancora di più. E’ il tipico caso dell’agnellino sacrificale posto sull’altare del business per produrre film su film. E dare in pasto al pubblico un prodotto commerciale che funzionasse per un periodo più lungo possibile. Una macchina fabbrica-soldi destinata però ad incepparsi, prima o poi. Oliata anche da genitori senza scrupoli.

E’ quanto accaduto anche a Shirley Temple, la cui storia riporto di seguito.

Shirley Temple origini

Come riporta Wikipedia, Shirley Temple nacque a Santa Monica, oggi sobborgo di Los Angeles, il 23 aprile 1928. I genitori erano George Francis Temple (1888-1980), affarista e banchiere, e Gertrude Amelia Krieger (1893-1977), una casalinga ex-ballerina. La quale riversò nella piccola Shirley le sue ambizioni di ballerina di successo ancata.

Del resto, era l’unica figlia femmina dopo due figli maschi più grandi: Jack (1915-1985) e George Jr. (1919-1996). E ciò ne accentuò speranze e pretese.

Ad accentuare le attenzioni bramose dei genitori, il fatto che nel 1929 l’America sprofondò nella Grande Depressione, che ebbe pesanti ripercussioni economiche per diversi anni del decennio successivo. Fu anche la prima crisi economica globale, visto che arrivò anche in Europa. Il padre, che era banchiere, si ritrovò come molti sull’orlo del fallimento. Dunque, anche egli spinse molto affinché la figlia diventasse famosa e li facesse diventare ricchi. Cosa che in effetti accadde.

E così Shirley Temple a soli tre anni prendeva già lezioni di ballo alla Meglin’s Dance School di Los Angeles. La sua carriera cinematografica cominciò quando Charles Lamont, un direttore di casting della Educational Pictures, visitò la sua classe. La leggenda narra del fatto che Shirley si fosse nascosta dietro un pianoforte. Ma fu ugualmente intravista da Lamont, che la invitò alle audizioni e già la pose sotto contratto della Educational.

Shirley Temple carriera

Per tutti gli anni ’30 Shirley Temple fu grande protagonista del cinema hollywoodiano. Con film che la ritraevano quasi sempre orfana, poiché, secondo gli analisti, in questo modo i registi spingevano i genitori ad “adottarla” e prenderla a cuore. Coinvolgendosi così maggiormente nelle sue storie.

Tuttavia, nei suoi film appariva sempre con abiti succinti, malgrado avesse meno di 10 anni. Nonché in atteggiamenti ammiccanti, anche tra adulti. Come segnala Roba da donne, ne è un esempio lo stesso esordio nel 1931 nella controversa serie di corti Baby Burlesks. In cui recitavano solo bambini vestiti solo di un pannolino o da adulti. Lei stessa criticò anni dopo quella produzione definendola “un cinico sfruttamento dell’innocenza fanciullesca”.

Non solo. Per donarle un viso ancora più fiabesco e fanciullesco, le fu imposto di cambiare colore dei capelli. Dal bruno naturale al biondo, con dei boccoli che divennero un “marchio di fabbrica” inconfondibile. Boccoli che la madre le faceva tutti i giorni con un ferro, ben 56, con precisione maniacale. Lo stile era ispirato alla celebre attrice Mary Pickford.

Nel 1931 manca per poco la partecipazione alla fortunata serie Our Gag, conosciuta in Italia come Le simpatiche canaglie, avente come protagonisti bambini pestiferi. La quale andrà in onda per quasi tutto il decennio (qui ho riportato la tragica e prematura fine che hanno fatto tutti i protagonisti).

Crescendo non cambia di molto il canovaccio. Nei primi anni ’30 si concentrano tutti i suoi principali successi: Piccola stella (1934), La mascotte dell’aeroporto (1934, che le valse un Oscar giovanile, premio inventato appositamente per lei. E’ qui che canta On the Good Ship Lollipop), nonché il suo film più rappresentativo: Riccioli d’oro (1935), nel quale canta un’altra celebre canzone, Animal Crackers in My Soup.

I suoi film arrivarono all’attenzione del presidente americano Franklin D. Roosevelt, il quale arrivò a dire:

finché il nostro Paese avrà Shirley Temple, noi staremo bene” (“As long as our country has Shirley Temple, we will be all right”)

Anzi, Roosevelt sollecitò l’attenzione del governo nei confronti delle produzioni cinematografiche, affinché realizzassero film che inducessero le persone a pensare che ci fosse una ripresa economica.

Piovono anche tanti soldi: il suo contratto fu rinnovato innumerevoli volte dalla FOX tra il 1933 ed il 1935, ed ella fu anche scritturata dalla Paramount per due suoi film di successo, nel 1934: Little Miss Marker e Rivelazione. Per ben quattro anni di seguito, fu al top delle star più pagate di Hollywood, e la Fox le corrispose 20.000 dollari alla settimana. Che arrivavano a 35mila se si sommano i 15mila dollari che le Major davano ai genitori per ogni film completato.

Superava di gran lunga Greta Garbo, che si poneva al secondo posto. Introiti che la bambina praticamente non vedeva, tutti incassati dai genitori. I quali li sperperarono, facendogli vedere solo le briciole. Sebbene la Temple finirà da adulta per perdonarli.

In assoluto, considerando anche i maschi, veniva superata solo da Cary Grant. Per cercare di non far cessare il fenomeno, a Shirley Temple fu modificato perfino il certificato di nascita. Facendo slittare la sua data di nascita dal 1928 al 1929. La povera attrice conoscerà davvero la sua data di nascita a 13 anni.

E’ anche vero però che per farla piangere nei film e rendere tutto più realistico, le raccontavano storie tristi. Come quelle che volevano la madre catturata da un mostro o la rinchiudevano al buio. Ed ancora, veniva costretta a ballare su un solo piede, il che le provocò un infortunio. In generale i bambini del set venivano puniti nel caso in cui facevano capricci, come costringerli a stare in piedi in una tinozza piena di ghiaccio finché si calmassero. Non mancavano per la Temple anche altri problemi, come infezioni ad un timpano, ecc.

In quei film Shirley Temple stava tra gli adulti, abbracciata e messa sulle loro gambe. Scene che oggi non si potrebbero girare.

Nella seconda metà degli anni ’30 arrivano altri buoni successi, sfoggiando anche grandi doti da ballerina di tip-tap e diventando anche icona di integrazione. Interagendo nei suoi film positivamente con cinesi, neri e indiani.

In quel periodo fu anche vittima di un tentativo di attentato: una donna durante uno spettacolo radiofonico tentò di ucciderla perché credeva che avesse imprigionato lo spirito di sua figlia morta. Credeva così che uccidendola l’avrebbe liberata.

Tuttavia, la fine del decennio segna anche la fine del suo successo. Tutto comincia nel 1939, quando perde il ruolo di Dorothy ne Il mago di Oz, assegnato come noto a Judy Garland. E pensare che quel ruolo era stato pensato per lei, ma la 20th Century Fox non le concesse di realizzare un film con la rivale MGM.

L’anno dopo arrivò anche una feroce critica da parte del romanziere Graham Greene, che scrisse una recensione sulla rivista Night and Day sul film Alle frontiere dell’India. Ponendo l’attenzione sugli atteggiamenti sensuali ai quali era costretta malgrado avesse solo 9 anni (8 ufficiosi(:

Il caso della signorina Temple, tuttavia, è d’interesse peculiare: per lei l’infanzia è solo un travestimento, il suo appeal è più segreto e più adulto. Già due anni fa era un bel bocconcino (la sua infanzia, secondo me, si è conclusa con La piccola ribelle). In Capitan Gennaio indossa i pantaloni con la matura coscienza di una Dietrich: il culetto elegante e già ben sviluppato si dimena nel tip-tap, gli occhi in tralice ti cercano con maliziosa civetteria.

Adesso, in Alle Frontiere dell’India, con quel gonnellino corto, è davvero uno schianto! Guardatela mentre corre tra le baracche indiane; ascoltate l’affannoso respiro di eccitazione dei suoi attempati spettatori quando il sergente la solleva in alto; osservate con che disinvoltura professionale squadra un uomo, con fossettine di depravazione. Sentimenti d’amore e di passioni adulte filtrano attraverso la maschera dell’infanzia, un’infanzia che è soltanto un velo. Tutto ciò è molto astuto, ma non può durare. Se i suoi ammiratori – signori di mezza età ed ecclesiastici – soggiacciono alla sua ambigua civetteria e alla vista del suo corpicino ben fatto e desiderabile, che trabocca di una smisurata vitalità, è solo perché la storia e la sceneggiatura alzano una barriera di sicurezza tra la loro ragione e il loro desiderio

In effetti, malgrado l’età così innocente, divenne persino un’icona femminile alternativa a quella erotica di Mae West.

Giravano anche cattive leggende metropolitane. Come quella che vorrebbe la Temple essere in realtà una nana spacciata per bambina. Con tanto di visita di un inviato negli Usa del Vaticano per capire se fosse vera. O che per mantenergli i denti simil “da latte“, glieli limavano.

Con l’arrivo degli anni ’40, Shirley vedrà sempre più perdere l’interesse intorno alla propria figura. Ormai ha più di 10 anni e non può più interpretare il ruolo di angelica e ottimista bambina. Tutti i film che verranno dopo saranno un flop. Inoltre, dovrà anche fare i conti con diversi tentativi di approccio di produttori senza scrupoli, pronti ad abusare di lei in cambio di qualche ruolo da protagonista. La Temple riuscirà sempre a respingerli e a non abbassarsi a certi compromessi umilianti.

Come riporta Il primato, addirittura il film Miss Annie Rooney fu presentato in fase di pubblicizzazione come “Il primo film in cui Shirley Temple bacia un ragazzo!“. In effetti la Temple baciava un ragazzo nel secondo tempo, il che avrebbe segnato la fine della sua innocenza e l’inizio dell’età adulta anche nell’immaginario collettivo. Eppure, neanche questo bastò e il film fu un flop al botteghino.

Forse, quel goffo tentativo fu contro-producente: il pubblico probabilmente preferiva ricordarla come un’eterna bambina, quella che coi suoi riccioli d’oro, canti e balli, aveva allietato anni bui.

Negli anni ’30 furono tanti i prodotti legati al merchandising prodotti in suo nome: dalle bambole ai braccialetti, nastrini, fermacapelli. Spesso la sua figura, che ispirava tenerezza ma anche positività, veniva utilizzata per raccogliere fondi per cause sociali.

Shirley Temple da adulta

Anche la vita privata va a rotoli. Nel 1945, a soli 17 anni, sposò l’attore John Agar, molto più grande di lei. I due recitarono anche insieme, nel film Il massacro di Fort Apache (1948), un altro film non degno di nota.

shirley temple foto adulta

Nonostante la nascita di una figlia, Linda Susan, il matrimonio si rivelerà un fallimento per i continui tradimenti di lui. Ma anche perché era un alcolizzato e le usava violenza fisica e psicologica., dandole dell’attrice fallita Ottenne così il divorzio “per crudeltà” nel 1950.

L’anno precedente divorzia anche dalla carriera di attrice, dopo gli ennesimi flop (Età inquieta e The Story of Seabiscuit). In uno di questi film Sebbene nel 1958 avrà un ritorno alla ribalta grazie alla serie televisiva per bambini intitolata Shirley Temple’s Storybook che durò tre anni. Sarà il canto del cigno della sua carriera, ritirandosi definitivamente dalle scene.

Nel 1950 si risposò con l’uomo d’affari californiano Charles Black (da cui avrà un figlio, Charles Alden Black, Jr., e una figlia, Lori Black), che le avrebbe candidamente rivelato di non aver mai visto nessuno dei suoi film. Diventata Shirley Temple Black si dedicò alla politica, candidandosi al Congresso degli Stati Uniti per il Partito Repubblicano nel 1967.

Successivamente ricoprì diversi incarichi diplomatici: fu rappresentante degli USA presso l’ONU dal 1969 al 1970, e ambasciatrice degli USA in Ghana (1974-76) e Cecoslovacchia (89-92). Confessò che fu il lavoro più bello mai ricoperto. Del resto ora era una adulta consapevole e non più una bambina sfruttata dagli adulti.

shirley temple foto adulta

Fece anche parte del CDA di alcune compagnie, come:

  • The Walt Disney Company
  • Del Monte Foods, Bancal Tri-State
  • Fireman’s Fund Insurance

Ricoprì anche incarichi No-Profit, e ricevette anche diversi titoli accademici “ad honorem“. Fu anche la prima Vip a rivelare la sua malattia pubblicamente, avendo sofferto di un cancro al seno.

Con l’arrivo del Nuovo Millennio, tornò al Cinema solo come consulente, prima per la ABC per il film televisivo Tip Tap & boccoli d’oro – La storia di Shirley Temple (Child Star: The Shirley Temple Story), basato in parte sulla sua autobiografia. E poi con la Legend films per restaurare e colorizzare i suoi vecchi film in bianco e nero, e la serie tv che rappresentò come detto il suo lavoro.

Shirley Temple come è morta

Poco prima di compiere 80 anni si ruppe un braccio in casa. Morì di broncopneumopatia cronica ostruttiva il 10 febbraio 2014, all’età di 85 anni, nella sua casa di Woodside, accudita dai suoi familiari. È stata sepolta presso l’Alta Mesa Memorial Park, Palo Alto, California.

Segnalo anche questo video ben fatto che racconta la sua storia e dal quale ho attinto alcune informazioni interessanti:

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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