Separazione carriera Magistrati: Meloni è arrivata dove Berlusconi fallì

Separazione carriera Magistrati: Meloni è arrivata dove Berlusconi fallì

Vediamo come funziona la separazione delle carriere dei Magistrati introdotta dal Governo Meloni, insieme ad altri 2 punti.

La separazione delle carriere dei Magistrati, che devono scegliere se essere giudicanti o inquirenti fin da subito e senza interscambiare i ruoli nel corso della propria carriera, è stato sempre un pallino del centro-destra guidato da Silvio Berlusconi.

Quest’ultimo, forse anche in virtù dei guai giudiziari che hanno caratterizzato la sua vita politica (oltre che ovviamente privata e imprenditoriale) ha sempre avuto come obiettivo quello di una riforma sostanziale della giustizia italiana. Senza però mai riuscirci, limitandosi a provvedimenti limitati a singole questioni private (le cosiddette leggi “ad personam”).

E invece, a quasi due anni dalla morte, ci è riuscito un centro-destra guidato da Giorgia Meloni, dove Forza Italia ha peraltro un peso molto più esiguo rispetto al ruolo di leadership che ha avuto nei 9 anni di Berlusconi al governo.

Si tratta della riforma costituzionale della giustizia che porta la firma della premier Giorgia Meloni e del Guardasigilli Carlo Nordio, approvata dal Consiglio dei ministri con una riunione lampo durata praticamente solo venti minuti. Segno di una profonda comunione d’intenti in seno alla maggioranza sul tema.

Più precisamente, si tratta di un disegno di legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare in otto articoli. Che tocca anche la formazione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

Vediamo di cosa si tratta.

Come funziona la separazione della carriere dei Magistrati

Come spiega IlSole24Ore, l’idea dunque è quella di separare in maniera netta il percorso di carriera dei magistrati, tra quelli che svolgono una funzione requirente e quelli che svolgono una funzione giudicante. Oggi gli stessi magistrati passano più volte dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa.

In pratica, la nuova legge – previa approvazione di entrambe le camere che non tarderà ad arrivare visti i numeri della maggioranza – vuole ovviare alla contiguità tra il pubblico ministero e il giudice, che contraddice l’idea che l’attività della parte che accusa (pubblico ministero) debba restare distinta da quella di chi giudica.

Pertanto, la separazione della carriere garantirebbe una maggiore trasparenza sui ruoli. Ricordiamo le due funzioni possibili dei magistrati:

  • La funzione requirente: è esercitata dai magistrati che svolgono attività di “pubblico ministero” e hanno il compito di esprimere richieste o pareri in vista delle decisioni degli organi giudicanti;
  • La funzione giudicante: è svolta dagli organi giudiziari (i giudici) a cui è attribuito il compito di decidere le controversie o di pronunciarsi sugli affari di loro competenza.

Non solo separazione carriere magistrati: modificato anche CSM

Altro punto importante è la modifica della composizione del CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura. In particolare, della modalità di selezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura, cioè dell’organo di autogoverno della giustizia, quello che decide i concorsi, le carriere, i trasferimenti e fino a oggi le condotte disciplinari dei giudici.

Come ha spiegato la stessa Meloni:

L’attuale meccanismo di composizione del Csm ha purtroppo creato un sistema dominato dalle correnti della magistratura, che ne ha minato la percezione di indipendenza e ha penalizzato quella stragrande maggioranza di magistrati che vogliono solo fare bene il loro lavoro, senza per questo doversi piegare alla logica delle dinamiche politiche o correntizie.

Ecco invece la modifica:

Per rompere il meccanismo delle correnti – ha sottolineato dunque la presidente del Consiglio – prevediamo che i componenti del Csm vengano selezionati per sorteggio, con modalità che saranno stabilite dalla legge».

In questo modo, il CSM diventa finalmente slegato dalla politica. Il che fa storcere il naso alla sinistra, che parla di ingerenze della politica sulla magistratura. Quando in realtà forse è il contrario.

Come funziona l’alta Corte disciplinare

E’ infine prevista la nascita di un nuovo organismo indipendente: l’alta Corte disciplinare. Essa, per spiegarlo sempre con le parole della Meloni:

avrà il compito di esprimersi sugli illeciti dei magistrati, sottraendo questa attività al Csm in modo da superare la criticità registrata finora di un sistema, anche qui, condizionato dal correntismo, e che quindi tende a non sanzionare mai neppure le violazioni più grosse

Insomma, si tratta di novità di buon senso che non possono essere ritenute di parte o ad personam. Come invece avrebbe potuto far credere se come premier ci fosse stato ancora il Cavaliere.

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