SENTENZA DELLA CASSAZIONE PREVEDE CHE ANCHE I DIVERSAMENTE ABILI PAGHINO IL TICKET AUTO

Gli amici di “Tutti a scuola” (Associazione della quale ho già parlato in un altro post: http://lucascialo.splinder.com/post/21120326/DOPPIE+MORTIFICAZIONI), in data 14 ottobre mi hanno inviato una mail nella quale descrivono un’altra mortificazione e beffa ai danni dei diversamente abili. Di seguito riporto la notizia:
Finora molti Comuni prevedevano l’esenzione ma ora questo accordo non avrebbe più alcun valore.
La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza nr. 21271 del 5 ottobre 2009 ha affermato un nuovo principio sull’utilizzo dei parcheggi a pagamento da parte dei disabili.
A differenza di quanto avvenuto finora, infatti, anche questi utenti della strada ora devono pagare il ticket se vi parcheggiano perchè non hanno trovato posto negli spazi loro riservati.
L’episodio che ha originato l’importante decisione della Cassazione è avvenuto a Palermo ma sicuramente è destinato ad aprire una vasta discussione tra le associazioni dei disabili.
La Cassazione, nel suo dispositivo, spiega che non esiste una norma che preveda in modo chiaro e palese l’esenzione per i disabili del pagamento del ticket per la sosta auto. E le circolari amministrative che invece prevedono questo beneficio, secondo la Suprema Corte non hanno valore.
Nella motivazione si legge che «gli articoli 188 e 11 del Codice della strada prevedono per i titolari del contrassegno l’esonero, rispettivamente, dai limiti di tempo nelle aree di parcheggio a tempo determinato
(disco-orario) e dai divieti e limitazioni della sosta disposti dall’autorità competente».
Ma secondo la Suprema Corte, «l’obbligo del ticket è un fatto diverso. Nè ha fondamento invocare a sostegno di una diversa interpretazione l’esigenza di favorire la mobilità delle persone disabili. Dalla gratuità della sosta deriva infatti un vantaggio meramente economico, non un vantaggio in termini  di mobilità, la quale è favorita dalla concreta disponibilità (piuttosto che gratuità) del posto dove sostare».
E se i posti riservati ai disabili sono esauriti? «Anche in caso di indisponibilità dei posti riservati», dicono i giudici, «non vi è ragione di consentire, in mancanza di una previsione normativa, la sosta gratuita della persona disabile negli stalli blu a pagamento».
Rispetto ad altre sentenze della Cassazione che hanno trattato il medesimo argomento, questa rappresenta una inversione di tendenza. In questo caso anche la Procura generale ha precisato la conferma della decisione del Giudice di Pace di far pagare all’invalido la multa per non aver pagato il ticket.
A Verona gli stalli blu sono gestiti da Amt e i controlli sono svolti dagli accertatori della sosta e questa sentenza sicuramente influirà sui molti disabili (o falsi disabili) che parcheggiano sugli stalli a pagamento in
particolare in centro storico. La Polizia municipale inoltre ogni giorno rimuove in media almeno 5 autovetture dagli stalli riservati.
«Questa sentenza innovativa dimostra quanto i giudici stiano modificando alcune opinioni consolidate e ci invita ad aumentare i controlli sugli stalli riservati, e qui chiedo ai cittadini che ne usufruiscono di chiamare
sempre la nostra centrale operativa, quando trovano abusivi. La lotta ai  falsi disabili poi è stata inserita dal sindaco Tosi tra gli obiettivi prioritari in materia di sicurezza stradale» dice il comandante Luigi Altamura.

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