Scontri tra tifosi: in Italia ci picchiamo ancora per il calcio

Scontri tra tifosi: in Italia ci picchiamo ancora per il calcio

Mentre in Iran da mesi le persone manifestano contro il potere retrogrado in carica da oltre 40 anni, con tanto di pene capitali, o in Brasile si manifesta contro l’esito delle urne, in Italia siamo ancora a picchiarci tra noi per persone che guadagnano milioni.

Se raffrontate a questi ed altri casi di persone che nel mondo mettono in pericolo la vita per dimostrare quello che pensano, appaiono a dir poco ridicole ed imbarazzanti le scene andate in onda domenica scorsa in un autogrill di Arezzo. Già tristemente noto perché vi perse la vita Gabriele Sandri, ultras della Lazio, nel 2007.

Dove, come riporta Open, tifosi del Napoli e della Roma si sarebbero dati appuntamento per dare sfogo al proprio reciproco odio. Acuitosi dopo la morte del tifoso del Napoli Ciro Esposito, accaduta nel 2014. Uccisione che, ricorderete, causò anche il ritardo dell’inizio della finale di Coppa Italia tra le due squadre. Con il famigerato Genny a’ carogna che tenne in scacco tutto lo stadio, malgrado vi fossero presenti anche le autorità.

Dopo quasi 10 anni nulla è cambiato. Anche se i provvedimenti di questi anni sono sicuramente serviti per ridurre al minimo quelle che negli anni ’80 e ’90 erano scese frequenti, da “ogni maledetta domenica“. Come la tessera del tifoso, il DASPO, un maggior distacco dei club rispetto a certe frange delle tifoserie. Provvedimenti che hanno riportato anche le famiglie allo stadio.

Scontri tra tifosi di Napoli e Roma scena retrò

Tuttavia, il calcio in Italia viene ancora visto come unica ragione per scendere in strada agguerriti (dunque non tramite cortei coi cartelloni e programmati) , malgrado tutto quanto la politica ci stia facendo da ormai un trentennio. Proprio quella politica che è stata sostituita da questo che non è più uno sport in termini di senso di appartenenza.

Un fenomeno, quest’ultimo, iniziato negli anni ’80, quando le curve si sono popolate di estremismi e razzismi vari. Lo stadio e le bandiere dei club prendevano il posto di ideologie sempre più sbiadite. Il tutto, mentre quanti rappresentano quelle effigi fanno una vita di lusso.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, guest post, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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