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Santoro, che flop all’esordio: i numeri imbarazzanti dell’ex Re dei Talk show

Per tutti gli anni 2000, Michele Santoro è stato il Re dei talk show politici. Era il decennio dei governi Berlusconi, delle leggi ad personam e degli scandali giudiziari. Santoro si fece portavoce dei malumori del centrosinistra, canalizzava la rabbia di quella parte politica, la esprimeva egregiamente, viveva in sintonia con essa. Con format accattivanti, ospiti attrattivi, servizi ben confezionati. Lo share era sempre molto alto e non temeva alcuna concorrenza. Dopo l’editto bulgaro che colpì anche la Dandini, Enzo Biagi e Daniele Luttazzi, tornò con Annozero. Dando voce movimenti come il “popolo viola” antenato del Movimento cinque stelle.

Poi qualcosa è cambiato. E’ cambiata la Rai, che con la nascita del Pd ha fatto venire meno le proprie protezioni al giornalista. E’ cambiata la politica, con Berlusconi che ha iniziato a fornire sempre meno spunti interessanti. E’ cambiato il pubblico, sempre meno disposto a guardare i Talk show, format visti ripetitivi, noiosi e ormai inutili. Il web ha scalzato la Tv come media informativo, sono arrivati i grillini che hanno canalizzato quella rabbia e quella indignazione che prima solo pochi come Santoro sapevano rappresentare. Così è passato a La7, diventata la nuova frontiera dell’opposizione ai governi e dell’indignazione. Non a caso, qui sono nati format molto simili a quelli proposti da Santoro in passato: si pensi a Piazza Pulita o la Gabbia. Su Raitre è nato Ballarò, mentre su Canale 5 è nato a Matrix. Sulla stessa Raidue, ex poltrona d’oro di Santoro, è nato Virus.

Insomma, Santoro ha fatto scuola. Ma lo share di quegli anni d’oro su Raidue sono roba lontana. Anche per gli stessi nuovi programmi nati dopo. Ma il ritorno in Rai, su Raitre, con il nuovo programma “M”, è un clamoroso flop che fa abdicare del tutto l’ormai ex Re dei Talk show. Ecco i numeri imbarazzanti.

Santoro, il flop dell’esordio di M

m santoro

Come ricorda Libero, al suo secondo ritorno in Rai dopo quello del 2010, Michele Santoro aveva raccolto l’8,1% di share, tenendo per l’esordio del suo “Italia” una media di quasi 1 milione 800mila telespettatori davanti alla tv. Lontani erano i tempi dei suoi trionfi dei primi anni 2000, con Berlusconi al governo e lui a fare il tribuno in tv. E lontano, anche se non di molto, quel 33,58% di share con 8.670.000 telespettatori registrato il 10 gennaio 2013, quasi esattamente cinque anni fa, quando su La7 portò in studio Silvio Berlusconi, una delle rarissime volte in cui il duopolio Rai-Mediaset è stato battuto da una rete terza in prima e seconda serata. Su tutte, si ricorderà la scena di Berlusconi che puliva la sedia dove si era seduto Travaglio. Quella puntata aumentò sicuramente qualche punto percentuale al Cavaliere, che in quel periodo si rese protagonista di una forsennata quotidiana comparsata televisiva. Proprio come oggi.

Ma l’8,1 del 16 ottobre 2016 fa era comunque niente male, in un panorama di talk televisivi che facevano il 3-4% e quando scavallavano anche solo il 5% gridavano “urrà”. Giovedì invece Su Rai3 “M” ha raccolto davanti al video 1.139.000 spettatori pari ad uno share del 4.9%, secondo le anticipazioni del blog televisivo di Davide Maggio.

Neanche più lui, insomma, riesce a rinfocolare l’interesse degli italiani per i Talk show. Disillusi che qualcosa possa cambiare e stufi dei tanti Talk show che circolano nei palinsesti.

M, il nuovo programma di Santoro

Come riporta ancora Libero, per ora M andrà in onda per quattro serate monografiche. Le puntate saranno dedicate a banche, migranti, Roma ed evasione.

Con M Santoro torna su Raitre dopo ben 22 anni. E a tornare in Rai è anche la “sua” squadra composta da Gianni Dragoni, Walter Molino e Guido Ruotolo in qualità di collaboratori. Poi ci sarà spazio per il fedelissimo disegnatore Vauro e per il professorino della Tv Roberto Saviano, che farà un monologo a settimana. In onda con Santoro anche Andrea Rivera, comico nelle trasmissioni di Serena Dandini Parla con me e The Show Must Go Off, mentre Sara Rosati condurrà il dibattito con i giovani in studio.

E quest’ultima costituisce la vera novità, che prende il posto di Giulia Innocenzi. Il resto è il solito circo.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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